Il timore dell’islamizzazione dell’Occidente
Il timore dell’islamizzazione
dell’Occidente
L’ipotesi di una futura islamizzazione dell’Occidente, è
preoccupazione di molti. Io non posso prevedere il futuro, però credo che,
tranne periodi bui di ritorno al passato, in tutte le società finiscano, prima o
poi, per prevalere la ragione e la giustizia.
Una volta, in Israele, le donne vivevano ad un dipresso nelle
condizioni in cui vivono oggi le donne nei paesi arabi. “Non desiderare la donna
del tuo prossimo, né la sua casa, né il suo servo, né la sua serva, né il suo
asino, né il suo bue, né nulla che gli appartenga”. Un maschilista da niente,
Jahvè! Intanto si rivolgeva agli uomini, e non alle donne, e poi considerava
queste, proprietà dell’uomo, alla stregua dell’asino e del bue. “In caso di
adulterio, la fidanzata, come la sposa, doveva essere punita con la
lapidazione... La moglie doveva al marito una fedeltà assoluta, senza poter
esigere altrettanto... Il suo sposo aveva il diritto di ripudiarla senza la
minima difficoltà, mentre erano rari i casi in cui la donna era autorizzata a
chiedere il divorzio. La posizione che la società riconosceva alla donna era, da
qualsiasi punto di vista, inferiore.... Le donne non mangiavano con gli uomini,
ma li servivano a tavola e durante il pasto esse rimanevano in piedi... Vivevano
sempre in casa. e spesso le finestre che davano sulla via erano munite di una
fitta grata perché nessuno le vedesse. Nei tempi antichi potevano uscire solo se
coperte da un velo... Nel campo della giustizia, salvo circostanze molto
eccezionali, la sua testimonianza non era ritenuta valida. Infine, come regola
generale, essa non ereditava né dal padre né dal marito” (Daniel Rops, La vita
quotidiana in Palestina al Tempo di Gesù, Mondadori, pp. 141 - 147 - 148 ).
Meravigliose malattie contagiose, la ragione e la giustizia. Hanno
contagiato gli ebrei, finiranno per contagiare anche gli islamici?
Renato Pierri

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