E’ autunno e Armando non regna più...
E’ autunno e Armando non regna
più...
“Era bello come il sole”, così mi aveva detto Armando,
quando morì Miro, un gigante, forte, portato via anzi tempo e in breve tempo
dalla terribile malattia. Avrebbe mai immaginato Armando che dopo qualche mese
sarebbe toccato a lui? Armando, è un inquilino del palazzo di fronte, uomo del
popolo, mi stringeva la mano quando m’incontrava e mi dava del lei, non mi
chiamava “caro”, come il giovanotto che incontro nell’ascensore e col quale in
tanti anni avrò scambiato al massimo tre parole. Conoscevo un po’ di più
Armando. Si era improvvisato giardiniere, curava le aiuole, ci stordiva col suo
apparecchio elettrico per soffiare via le foglie cadute. Armando, con le sue
camicie sgargianti. C’è ancora una scritta sul muro del palazzo dove abitava:
“Armando regna”. Non regna più Armando, se n’è andato pure lui. Me lo ha
riferito questa mattina un vicino di casa. Gli ho chiesto: “Starà male il
giardiniere? E’ un po’ di tempo che non lo vedo. Le persiane sempre abbassate”.
Mi ha dato la notizia. E’ morto un mese e mezzo fa il simpatico giardiniere.
Aveva un brutto male. Sembra abbia rifiutato le cure. Se avessi saputo, magari
avrei cercato di scambiarci ancora qualche parola. Di confortarlo in qualche
modo, d’incoraggiarlo come feci col gigante che giocava a tennis e andava in
motocicletta. “Vedrai che supererai tutto”, gli avevo detto. Neppure una parola
ho potuto dire ad Armando. E’ autunno. C’è pieno di foglie gialle nel cortile.
Il vento e la pioggia hanno spogliato gli alberi anzi tempo. Sora morte
corporale soffia via le persone anzi tempo. L’autunno fa cadere le foglie
secche e lascia sugli alberi le foglie verdi. Sora morte non fa distinzioni.
Renato Pierri

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