Tuesday, February 23, 2021

La musica muta della natura

 La musica muta della natura

Più volte non ho resistito alla tentazione di recidere l'iris viola e di metterlo in un vaso con l'acqua. Di norma, uno alla volta, i boccioli si schiudono, ed è sempre una sorpresa. Se credessi ai miracoli, una sera avrei sicuramente detto che mi era arrivato un segno dal cielo. Ero solo, i familiari a letto da un pezzo, il vaso con l'iris sul tavolo, a pochissima distanza. Qualcosa mi è giunto all'orecchio? Una musica muta? Certo è che mi sono girato e ho visto un petalo tremare. Si muoveva, il petalo viola, davanti ai miei occhi. Vibrava.  Poi, piano piano, a piccoli scatti, si è chinato verso il basso, ha assunto la sua posizione, e si è fermato.
L'iris viola. Non cresce nell'acqua come l'iris giallo, come il giaggiolo acquatico, ma un po' dappertutto dove ci sia terra ovviamente. Un fiore amante del numero tre. I petali in posizione verticale sono tre, i petali volti verso il basso sono tre, e tre sono i boccioli per stelo. L'iconografia cristiana ha assunto l'iris come simbolo di fede, di coraggio e di saggezza.
Provate. Mettete nel vaso un iris viola, un giaggiolo di sant'Antonio. Capiterà anche a voi, forse, di assistere al movimento di un petalo. Ma, mi raccomando, non dite che è un segno del santo. E' solo la musica muta della natura.
Renato Pierri

P.S. Quando ho scritto queste righe ignoravo i versi di Alda Merini:  "Lei desiderava un sorriso / una musica muta / una riva di mare...". 

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