Saturday, July 24, 2021

L'assurda risposta di Dio nel libro di Giobbe

 L'assurda risposta di Dio nel libro di Giobbe

Papa Ratzinger, nel maggio del 2006 ad Auschwitz, rivolse a Dio le seguenti parole: «Perché Signore, hai taciuto? Perché hai potuto tollerare tutto quest’eccesso di distruzione e questo trionfo del male?» In fondo sono le stesse domande che da sempre l'uomo che soffre o che assiste alla sofferenza di un innocente, pone al Creatore.
Ora, immaginate un Dio che a Ratzinger avesse risposto ad un dipresso: "Come ti permetti di chiedermi spiegazioni? Io sono Dio, tu non sei nessuno". Un Padre che azzittisce la creatura fatta a sua immagine a somiglianza, e nella sostanza evita di dare spiegazioni eludendo la domanda. E' il Dio che troviamo nel libro di Giobbe. Prende lui a fare domande al figlio sofferente: «Chi è mai costui che oscura il mio piano con discorsi da ignorante?
» «Quando ponevo le fondamenta della terra, tu dov’eri? Dimmelo, se sei tanto intelligente!»  «Hai tu un braccio come quello di Dio e puoi tuonare con voce pari alla sua?» Fa sentire la sua creatura una nullità, al punto che Giobbe, poverino, arriva a rispondere: «Ecco, non conto niente... Mi metto la mano sulla bocca».
L'autore, non potendo risolvere l'eterno problema - il dolore dell'innocente - concepisce un Dio che contrasta col concetto di un Dio amorevole e premuroso.
Renato Pierri
(scrittore)






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