Thursday, September 14, 2006

L’Unità 11 settembre 2006; La Stampa, 11 settembre:

Due cose che non condivido del discorso del Papa

Per rispettare gli altri non serve il timor di Dio

Gentile direttore, ho l'impressione che l'omelia di Benedetto XVI alla Nuova Fiera di Monaco, crei un po' di confusione. Il Pontefice ha affermato che i popoli del Terzo Mondo "la vera minaccia per la loro identità non la vedono nella fede cristiana, ma invece nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà ed eleva l'utilità a supremo criterio morale per i futuri successi della ricerca". L'affermazione può essere vera, ma espressa in tal modo sembra escludere l'infinità di usi e costumi occidentali che "spaventano" il terzo mondo, ma che assolutamente non implicano il disprezzo di Dio. Gli islamici che in Italia maltrattano o uccidono mogli, sorelle o figlie, lo fanno perché esse imitano semplicemente costumi occidentali innocentissimi, offensivi forse per Allah, ma certamente non per il Dio del Vangelo. Papa Ratzinger ha ancora affermato: "Questo rispetto per ciò che gli altri ritengono sacro presuppone che noi stessi impariamo nuovamente il timor di Dio. Questo senso di rispetto può essere rigenerato nel mondo occidentale soltanto se cresce di nuovo la fede in Dio, se Dio sarà di nuovo presente per noi ed in noi". Con tutto il riguardo per il nostro Pontefice, questa affermazione non risponde a verità. Per rispettare ciò che gli altri ritengono sacro basta la buona educazione, ed il rispetto per il prossimo, che non implicano necessariamente la fede in Dio. Prova ne è che uomini che si professano religiosi offendono la religione altrui, mentre molte persone che si professano atee, non si sognerebbero mai di farlo.

Renato Pierri

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