“Maria Maddalena”: tesi femminista o sessista?
“Maria Maddalena”: tesi femminista o
sessista?
“Rimane, nell’aria, la tesi
femminista del film. Ed è, in fin dei conti, la cosa che più mi ha convinto:
perché è proprio vero che anche duemila anni fa ogni dolore era arrivato a
Cristo solo dai maschi mentre le donne gli avevano riservato solo comprensione
ed affetto. Questa però è un’altra storia ed è quella del Vangelo”.
Sono le parole con le quali don Mauro Leonardi conclude
la recensione del film Maria Maddalena, apparsa su “La Croce” il 28 febbraio.
Ovviamente non ho visto il film giacché ancora non è uscito, però vien fatto di
chiedersi, stando alle parole di don Mauro, se si tratti di tesi femminista
oppure di tesi sessista: le donne sono così e così, e gli uomini invece... In
realtà esistono persone buone e comprensive, e persone cattive e non
comprensive. La distinzione tra buoni e cattivi in base al genere cui
appartengono, è sessista. Detto questo, c’è una spiegazione al fatto che siano
alcuni maschi nel Vangelo ad arrestare, processare e crocifiggere Gesù, e non
alcune donne. Non perché tutti i maschi della Palestina fossero cattivi e tutte
le donne della Palestina fossero buone. Semplicemente perché nella società della
Palestina al tempo di Gesù, alle donne, buone o cattive che fossero, non era
concessa nessuna possibilità di arrestare, processare e crocifiggere chiunque.
Si potrebbe affermare che per le donne, la possibilità di mettere in atto la
propria cattiveria, soprattutto con azioni pubbliche, fosse molto limitata. Alle
donne buone era concessa la possibilità di mettere in atto la propria bontà, ma
forse anche questa possibilità era limitata. Le donne non potevano fare leggi
giuste, stabilire regole giuste. Ogni decisione importante era in mano agli
uomini. Ma per lo più non è stato forse così anche in altre società cristiane
per secoli dopo Cristo?
E non
è così ancora oggi in tante parti del mondo? Milioni di donne ancora oggi sono
in qualche modo “costrette” ad essere buone o perlomeno a non compiere azioni
pubbliche cattive.
Renato Pierri

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