Corsi di fedeltà per coppie gay: che male c’è?
Corsi di fedeltà per coppie gay: che male
c’è?
Sono andato a letto ieri sera un po’ triste dopo aver
ascoltato la puntata de “La grande storia” su Rai3, dedicata alle Foibe, alle
migliaia di vittime fatte precipitare nelle cavità carsiche del Friuli Venezia
Giulia e anche alle centinaia di migliaia di italiani costretti a lasciare le
loro case in Istria, a Fiume e in tutta la Dalmazia. Nelle foibe furono gettate
persone morte assieme a persone vive.
Questa mattina, leggendo un articolo di Costanza
Miriano, sul blog “Come Gesù”, stavo pensando a come possa mancare in certe
persone il senso della misura, delle proporzioni. Non si distingue ciò che è
veramente un male, un male grave, gravissimo: pianificare torture e uccisioni,
arrecare sofferenze enormi, indicibili, a uomini, donne, bambini, da ciò che non
arreca danno a nessuno e quindi non può essere messo sullo stesso piano, non può
nella maniera più assoluta essere considerato un male
grave.
La religiosa signora autrice del pezzo, se la prende con
un sacerdote macchiatosi della colpa grave di voler tenere dei corsi di fedeltà
per coppie omosessuali. E per questo, al prete, ne dice di tutti i colori.
Cristiani colori: “Forse lei non è abbastanza credibile, come sacerdote. Forse
non profuma di Cristo... Finché non cambia il Catechismo, lei deve obbedire.
Oppure lasci il sacerdozio. Il Magistero della Chiesa non è roba sua e non può
farne quello che vuole... E da parte di un sacerdote missionario santo che sta
dall’altra parte dell’Oceano, le devo recapitare questo messaggio. Lei è uno
zitellone. Lei non è innamorato di Cristo. Il suo cuore non è pieno di Lui. È
per questo che si cerca le amanti: la teologia, le sue idee, la fama, lo stare
sui giornali, non so, non la conosco abbastanza. Il punto è che al centro del
suo cuore non c’è Cristo”.
Si è sfogata perbenino, la signora, come se il sacerdote
avesse manifestato l’intenzione di ammazzare qualcuno, o avesse ammazzato
qualcuno. La religiosa signora non ha il senso della
misura.
Non so se valga la pena di commentare altre due righe
dell’articolo. La signora scrive al sacerdote: “Mi chiedo se il suo Vescovo,
monsignor Cesare Nosiglia, lo sa. Lo sa che lei invita queste coppie ad avere
rapporti sessuali stabili e continuativi e necessariamente sempre chiusi alla
vita, contrari a tutto quello che Dio ha pensato nel suo disegno di amore per
l’uomo?”.
“Necessariamente chiusi
alla vita”. Per l’appunto. Giacché le persone omosessuali non hanno la
possibilità di avere rapporti aperti alla vita, in che modo andrebbero contro il
disegno di Dio? Il ragionamento potrebbe avere una sua logica solo se riferito a
coppie eterosessuali che, avendo la possibilità di procreare, si unissero
ricorrendo a contraccettivi. L’unione di una coppia eterosessuale la cui donna
non è più in età fertile, necessariamente è chiusa alla vita, ma non per questo
si può affermare che va contro il piano di Dio. Tanto meno si può affermare per
una coppia omosessuale. L’amore tra persone omosessuali non ha niente da
spartire con la procreazione. Non c’entra un bel nulla.
A ben riflettere, poi, sarebbe anche giusto che la
Chiesa invitasse le coppie omosessuali alla fedeltà, considerato che considera
grave peccato l’unione carnale al di fuori del matrimonio.
Renato Pierri

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