Cristo qui e ora secondo Il Pasquino e secondo Renato Pierri
Cristo qui e ora secondo Il Pasquino e secondo Renato
Pierri
Un breve articolo apparso il 3 aprile sul Giornale di
Controinformazione, Il Pasquino, mi ha fatto tornare alla mente una mia lettera
che scrissi quando sul soglio di Pietro, tra “ori e marmi lucenti”, c’era ancora
Joseph Ratzinger. Trascrivo l’uno e l’altra.
«Ci ho pensato in questi giorni. Mi sono chiesto: ma se
fosse risorto in questi nostri tempi cosa avrebbe detto colui che sacrificò la
sua vita per gli altri? Forse non avrebbe detto niente, crocifisso una seconda
volta dal male che regna sovrano.
O forse no, forse avrebbe urlato assieme ai giovani
palestinesi, contro chi uccide persone disarmate e si ritiene “popolo eletto”,
forse avrebbe aiutato quei migranti respinti dalla marina libica armata da
Minniti e avrebbe impedito che fossero rinchiusi in quei lager dove vengono
torturati e stuprati, forse avrebbe condannato, con ferocia, chi uccide per
profitto e sfrutta chi lavora onestamente, rendendo la morte un fattore
prevedibile nelle 8 e più ore giornaliere a cui sono costretti gli schiavi del
job acts, forse avrebbe accolto a se quei bambini del mondo lasciati nella
povertà dal silenzio e dall’indifferenza di un capitale che non ha né anima né
scrupoli, forse avrebbe cacciato dai templi del potere chi quel potere lo usa
per corrompere, per inquinare, per distruggere, per ammazzare … forse avrebbe
fatto quello che dovremmo fare noi e che invece non facciamo. Se fosse risorto
in questi nostri tempi, non gli sarebbe piaciuto niente, a cominciare dal nostro
silenzio.
Il Pasquino».
Sugo del discorso: dopo duemila anni di cristianesimo
questo povero mondo continua a fare abbastanza schifo.
Ed ecco che cosa scrivevo nel giugno del 2007 sul
quotidiano Liberazione:
«Alle volte mi lascio trasportare dalla fantasia, e cerco di
immaginare come sarebbe il mondo oggi, se il Signore che i discepoli
incontrarono sulla strada di Emmaus, non fosse sparito appena dopo che essi lo
riconobbero (cfr Lc 24,31); se fosse rimasto per sempre sulla terra. Certamente
lo avrebbero nuovamente crocifisso; avrebbero messo non una pietra ma un macigno
davanti al sepolcro, e mille guardie armate. Ma Gesù sarebbe risorto ancora. Un
miracolo perpetuo per il mondo intero. Gli increduli lo avrebbero ancora chissà
quante volte ucciso, torturato, bruciato sul rogo, arso nei forni crematori; e
Gesù sarebbe risorto ancora; e alla fine la gente si sarebbe persuasa della sua
divinità. E il mondo? Certamente saremmo tutti un pochino più cristiani, magari
anche gli induisti, i buddisti, gli ebrei e i musulmani. Tutti un pochino più
cristiani; e il mondo un po’ più giusto. E la Chiesa? La Chiesa anche sarebbe
più cristiana. Ovviamente il suo Capo non sarebbe il Papa, ma Gesù in persona.
Però, per quanti sforzi faccia con la fantasia, non riesco ad immaginare Gesù in
Vaticano. Non riesco a figurarmelo tra lucidi marmi ed ori lucenti, circondato
da colti prelati. Non mi rappresento Gesù capo di Stato. Non riesco, ad esempio,
ad immaginarlo mentre riceve uomini potentissimi, grandissimi peccatori mai
pentiti, che non vanno da lui ad inginocchiarsi per chiedere perdono, ma per
ricevere strette di mano, sorrisi e doni. Per quanti sforzi faccia con la
fantasia, la diplomazia, che in fondo è anche ipocrisia, non riesco a
figurarmela in Gesù. Immaginare la Chiesa d’oggi, e Cristo qui e ora, è quasi
una follia».
Renato Pierri

0 Comments:
Post a Comment
<< Home