Lettera immaginaria di un bimbo al Papa non papà
Lettera immaginaria di un bimbo al Papa non
papà
Tu, Papa Francesco, che sei un papa ma non un papà,
hai detto l’altro giorno: «Poi oggi – fa male dirlo – si parla di famiglie “diversificate”:
diversi tipi di famiglia. Sì, è vero che la parola “famiglia” è una parola
analogica, perché si parla della “famiglia” delle stelle, delle “famiglie” degli
alberi, delle “famiglie” degli animali… è una parola analogica. Ma la famiglia
umana come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola. È una sola». Una sola, una
sola...
A chi fa male, a te, o a noi bambini di persone
omosessuali, sentir dire da te che la nostra non è una famiglia? La mia è una
bella, dolce, cara famiglia. Tu sei un papa, ma non un papà e forse per questo
non ti rendi conto del male che ci fai. E’ evidente, caro Papa non papà, che non
ci vuoi bene, perché se ci volessi bene non diresti ciò che hai detto:
«E Gesù stesso, quando parla
del matrimonio, dice: “L’uomo lascerà il padre e la madre e con sua moglie
diventeranno una sola carne”. Perché sono immagine e somiglianza di Dio. Voi
siete icona di Dio: la famiglia è icona di Dio. L’uomo e la donna: è proprio
l’immagine di Dio. Lui lo ha detto, non lo dico io».
Intanto ti faccio osservare che Gesù non disse
che
l’uomo e sua moglie diventeranno una sola carne perché sono immagine e
somiglianza di Dio. Quel “perché” lo hai aggiunto tu, papa non papà. Tutti gli
uomini, stando alla Bibbia, sono fatti ad immagine di Dio. Non è il fatto che si
amino a renderli a immagine e somiglianza di Dio. Già
lo sono a immagine di Dio, anche se non si amano. Se poi è l’amore a
rendere gli uomini icona di Dio, allora tutti coloro che si amano sono icona di
Dio, anche le persone omosessuali. Ma tu sei un papa, non un papà, come puoi
capire?
Renato Pierri

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