Chiara Corbella, come alcuni santi, aveva un'idea sbagliata di Dio
Chiara Corbella, come alcuni santi, aveva un'idea
sbagliata di Dio
"Ringrazia e bacia dolcemente la mano di Dio che ti
percuote", è uno dei pensieri profondi di Padre Pio. Aveva un’idea sbagliata di
Dio, Padre Pio. Tanti santi hanno avuto un’idea sbagliata di Dio. Se è vero ciò
che racconta Tommaso da Celano, anche san Francesco era persuaso che fosse Dio a
mandargli malanni. Anche san Francesco aveva un’idea sbagliata di Dio. Mi sono
permesso di scrivere, sul blog “Come Gesù” che anche Chiara Corbella, nei
riguardi della quale è stato aperto il processo di beatificazione, aveva un’idea
sbagliata di Dio, ma ho suscitato una valanga di commenti, quasi tutti di
disapprovazione. Non li leggo tutti e non rispondo a tutti, ovviamente,
altrimenti passerei l’estate, la mia bella estate, al computer, anziché, senza
far niente, neppure pensare, ascoltare il chiasso delle cicale, delle mie
cicale. Friniscono pazze di gioia, le cicale, perché non sanno che moriranno
prima che finisca l’estate.
Ho dato una scorsa qua e là ai 95 commenti e lo
sguardo mi è caduto sulle parole seguenti: “Chiara Corbella non attribuì a Dio
le malattie e la Chiesa non lo fa. Questa è una interpretazione decisamente
arbitraria. È giusto documentarsi prima di scrivere”.
E così, sottraggo un po’ di tempo al mio dolce far
niente, e rispondo. La mia affermazione che Chiara, come tanti santi, attribuiva
a Dio le sue disgrazie, non è basata sul nulla, oppure su false notizie, ma su
parole pronunciate o scritte da Chiara Corbella. Fu Chiara Corbella a dire alla
madre: “Se il Signore ha scelto questo per me, vuol dire che è meglio così per
me e per quanti mi sono intorno. Perciò io sono contenta”. “Il Signore ha scelto
questo per me”. Voleva dire un’altra cosa? E perché non la disse un’altra cosa,
ma disse proprio quella cosa? Fu Chiara Corbella a scrivere al figlioletto:
“Qualsiasi cosa tu faccia nella vita, non scoraggiarti
mai, figlio mio: se Dio ti toglie qualcosa, è per darti di più”. “Se Dio ti
toglie”. Voleva scrivere un’altra cosa? E perché non la scrisse un’altra
cosa?
Perseguitata dalla cattiva sorte,
poveretta, si vide morire due bambini subito dopo la nascita. Ed ecco che cosa
scrisse a riguardo: “Il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: Maria
Grazia Letizia e Davide Giovanni, ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto
fino alla nascita”. “Donarci... ci ha chiesto”. Voleva scrivere altro? Che cosa
c’entrava il Signore, che cosa c’entrava, il povero Signore, col concepimento di
una bimba “speciale” cui fu diagnosticata, ancora nel grembo materno,
un’anencefalia, e col concepimento di un bimbo “speciale” cui fu diagnosticata
una grave malformazione viscerale alle pelvi con assenza degli arti inferiori?
Doni graziosi del Signore? Pura follia.
Cose che ti fanno una gran pena in
questa storia, ma anche cose che, perlomeno a me, danno un grandissimo fastidio.
Come può un uomo che vede la moglie soffrire, la moglie morire, come può
chiederle: «Amore mio, ma davvero il giogo del Signore è dolce?». Si pensi se
Maria l’avesse chiesto al Figlio agonizzante sulla croce. E come poté lei,
mentre soffriva, mentre moriva, rispondere: «Sì̀, Enrico, molto dolce». Si pensi
se così avesse detto Gesù al Padre, anziché gridare: «Eloì, Eloì, lemà
sabactàni».
Renato
Pierri

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