Avevo ragione: Severgnini è un misogino inconsapevole
Avevo ragione: Severgnini è un misogino
inconsapevole
Su “Italians – Corriere della Sera” del 1
dicembre 2016, scrivevo: “Purtroppo, a pubblicare per l’ennesima volta simili
intelligenti interventi, è stato Beppe Severgnini, che perde il pelo ma non il
vizio. Dice continuamente di non essere misogino, ma lo è inconsapevolmente”.
L’intelligente intervento era l’ennesima lettera scritta da un lettore misogino.
Il 12 marzo di quest’anno scrivevo su Il Corriere
Nazionale: “Ora, sapete voi quante volte ho pregato Beppe Severgnini di non
pubblicare lettere di misogini, offensive verso le donne, e per di più sciocche?
Niente da fare. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Misogino anche il
simpatico Beppe? Forse inconsapevolmente misogino”.
Ed ecco che cosa ha scritto la giornalista Claudia
Sarritzu tre giorni fa: “In fondo ce la cerchiamo: per Severgnini la colpa è
delle donne che si fanno scattare foto porno
Ha scritto un pezzo senza rendersene conto in linea
con una tendenza culturale che affligge da secoli il mondo femminile suggerendo
all'opinione pubblica che quando a una donna capitano cose spiacevoli in fondo
«se l'è
cercata»” (Globalist 17 marzo).
E la giornalista ha mille ragioni,
giacché Severgnini, riguardo alla vicenda accaduta a Giulia Sarti, ha scritto:
“Certe fotografie non si scattano: punto”.
E bravo Severgnini, lo vada a dire anche alla
ragazzina di Lodi che ha tentato il suicidio: “Certe fotografie
non si scattano: punto”. La farà felice.
Renato Pierri

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