Mina Welby ha seguito la regola d’oro
Mina Welby ha seguito la regola
d’oro
"Ho aiutato chi voleva morire
perché sono cattolica", parole di Mina Welby, assolta assieme a
Marco Cappato, dalla Corte di Assise di Massa dall’accusa di aver aiutato il
suicidio di Davide Trentini, 53 anni, malato di sclerosi multipla. E
l’architetto Mario: “Sono Mario, architetto, con diagnosi di sclerosi multipla
progressiva del 2002. Sono tetraplegico, scrivo con i comandi vocali. Sono
cattolico, ma la fede prescinde dai comportamenti dei singoli. E così ho
intenzione di scrivere alla società svizzera dove aiutano a addormentarsi per
sempre. Sono nullatenente, non mi posso spostare, ma vorrei una fine dignitosa
anche io”.
Si sono dichiarati cattolici, però la Chiesa cattolica è contraria
all’eutanasia e al suicidio assistito. Sarebbe più giusto, quindi, si fossero
dichiarati cristiani. La Chiesa cattolica è contro il ricorso a queste
pratiche, ma non lo è il Vangelo di Cristo. Mina Welby, aiutando Davide
Trentini a morire, ha seguito la regola d’oro: "Quanto dunque desiderate
che gli uomini vi facciano, fatelo anche voi ad essi. Questa è infatti la Legge
e i Profeti" (Mt 7,12). Suicidio assistito ed eutanasia, praticati solo ed
unicamente a vantaggio del malato senza speranza, del malato che venga a
trovarsi in condizioni analoghe a quelle del Dj Fabo o di Trentini o di Mario,
praticati solo ed unicamente a vantaggio della libertà del malato, rispondono
al comandamento dell'amore di Gesù.
Renato Pierri

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