A 85 anni meglio perdere la vista o la vita?
A 85 anni meglio perdere la vista o la vita?
Non esercita più il mio oculista di fiducia, e così sono stato per la prima volta da una brava dottoressa con tante sofisticate apparecchiature. La vista non è diminuita, ma si è accorta, credo grazie alle macchine perfette, che le fibre nervose in un occhio non sono perfette, sono "assottigliate". Così mi ha detto. E mi ha prescritto un "Ecocolordoppler dei vasi periaortici", giacché, e qui la frase che mi ha preoccupato molto, il sangue potrebbe non arrivare al cervello. Così mi ha detto. Mammamia, ho pensato, rischio un ictus? E poi via, altri disordinati pensieri. A 85 anni, mi chiedevo mentre tornavo a casa in taxi, conviene perdere la vista o la vita? Che terribile dilemma! Secondo me conviene perdere la vita. Ma sì, perché se perdo la vita non potrò dispiacermi di non vedere più le mimose che in questo periodo a Roma sono sontuosamente fiorite tutte assieme. Non potrò dispiacermi di non vedere più il giaggiolo acquatico nella Riserva Naturale dell'Aniene, di non vedere più tutte le cose belle, insomma. Se perdo la vista, invece, perdo anche tutte la cose belle. Non potrò più vedere il mare. Scherziamo non vedere più il mare? Poi, però, ho pensato al messaggio "buonanotte babbuccio del mio cuore", che mi è arrivato l'altra sera dalla figlia lontana. Potrei mai fare la scelta terribile non tenendo conto della figlia? Ma che tristezza non vedere più le mimose. che tristezza. Ad ogni modo, tranquilli! Sembra per adesso che non perderò la vista e neppure la vita. I vasi sanguigni sono a posto. Le fibre magari sono sempre state così, che so? Vuol dire che cercherò un medico con apparecchiature meno sofisticate. Questa dottoressa con le macchine perfette, mi ha messo una paura perfetta.Renato Pierri

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