Cecenia. La violenza contro i gay che addolora e stupisce
Cecenia. La violenza contro i gay che addolora e
stupisce
“Per Pasqua di Resurrezione diamo ai
frequentatori del blog la possibilità di firmare un appello a Putin, perché
chiuda in Cecenia i campi della tortura gay. Alle persone sospettate di essere
omosessuali viene fatto l’elettroshock, vengono torturati finché non fanno i
nomi di altri omosessuali, al punto che alcuni sono addirittura morti.. Oggi
Pasqua di Resurrezione possiamo compiere un gesto cristiano firmando, attraverso
Avaaz, una petizione a Putin”. Questo l’invito di don Mauro Leonardi, prete e
scrittore, sul suo blog “Come Gesù”. Ho subito firmato e spero che tutti i
frequentatori del blog abbiano subito firmato, anche quelli che fino a ieri
hanno dichiarato pubblicamente che gli atti di omosessualità sono un grave
peccato. Spero che firmino tutte le persone buone. Spero che anche il Papa firmi
l’appello, spero che tanti Imam firmino l’appello. Riguardo alle accuse di
gravi abusi contro gli omosessuali in Cecenia, il capo della repubblica cecena
Ramzan Kadyrov ha dichiarato: «Non si possono detenere e perseguire persone che
semplicemente non esistono nella Repubblica Cecena. Se ci fosse gente simile in
Cecenia le forze dell’ordine non avrebbero bisogno di avere a che fare con loro,
perché i loro parenti li manderebbero in un luogo da cui non c’è più ritorno».
Quanta violenza in queste parole. Violenza incomprensibile, violenza che
stupisce, violenza che non capisco. La violenza perpetrata per sete di potere e
di ricchezze, la violenza dei banditi, dei mafiosi, mi addolora, mi indigna, ma
non mi stupisce, la violenza contro gli omosessuali mi addolora e mi stupisce.
Non la capisco. Così come non capisco le persone cui accennavo sopra, le quali
non si rendono conto che dichiarare pubblicamente peccato l’amore tra due
persone omosessuali è anche una forma di violenza. La violenza fisica è
preceduta dalla violenza delle parole, a cominciare da quelle contenute nei
testi sacri.
Renato Pierri

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