Rivedere l’indissolubilità del matrimonio, non significa rigettare tutto Vangelo
Rivedere l’indissolubilità del
matrimonio, non significa rigettare tutto Vangelo
Sul blog “Come Gesù”, del prete e
scrittore Mauro Leonardi, è stata riportata l’intervista che Padre Sosa, il
generale dei gesuiti, amico del Papa, ha rilasciato a Rossoporpora
(www.rossoporpora.org) il 18 febbraio 2017. Trascrivo alcune righe riguardanti l’indissolubilità
del matrimonio:
«Intanto bisognerebbe incominciare una
bella riflessione su che cosa ha detto veramente Gesù… a quel tempo nessuno
aveva un registratore per inciderne le parole. Quello che si sa è che le parole
di Gesù vanno contestualizzate, sono espresse con un linguaggio, in un ambiente
preciso, sono indirizzate a qualcuno di definito… Che cosa ha
detto Gesù’? Non c’era il registratore e il vangelo è scritto da esseri umani…
Perciò è vero che nessuno può cambiare la parola di Gesù… ma bisogna sapere
quale è stata!».
E adesso, quanto scrive sullo stesso
blog un preoccupatissimo religioso signore:
«Riporto di seguito i seguenti passi del
documento “Apostati si diventa”, scritto da padre Roberto A. Maria Bertacchini:
“D’altra parte, affermare che non
si sa se Gesù abbia effettivamente proferito quelle parole e che, in buona
sostanza, esse non sarebbero vincolanti è, “de facto”, un’eresia, perché si
nega l’ispirazione della Scrittura. 2 Tm 3 è chiarissimo: “Tutta la Scrittura è
ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla
giustizia”. “Tutta” include evidentemente anche Mt 19, 3-12. Altrimenti
si attesta che vi sia una parola “altra”, prevalente sulla Scrittura stessa e
sulla sua ispirazione. Infatti, affermata l’inattendibilità di alcune parole di
Gesù, è come aprire una fessura nella diga della “fides quae”, fessura che
porterà l’intera diga a disgregarsi”. Esemplifico: a) Se Gesù
non ha detto quelle parole, gli evangelisti non sono attendibili. E, se non
sono attendibili, non sono veraci; ma, se non sono veraci, neppure possono
essere ispirati dallo Spirito Santo.
b) Se Gesù non ha detto quelle parole,
avrà davvero detto tutte le altre che prendiamo per buone? Chi è inattendibile
su una questione innovativa, potrebbe esserlo pure su altre parimenti tali,
come la risurrezione... Capite? E se non sono attendibili, se le parole vanno
contestualizzate, Cristo era veramente il Figlio di Dio? E’ veramente
Risorto? E’ come fare un buco in una diga. E a farlo non è un ateo,
non ne avrebbe potere, ma un uomo di Chiesa, il generale dei gesuiti amico
personale del Papa».
Intanto bisognerebbe chiedere a san
Paolo se fu lo Spirito Santo ad ispirargli, tanto per fare un esempio, le
seguenti parole: “L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e
gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo. E infatti non l'uomo deriva
dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l'uomo fu creato per la donna, ma la
donna per l'uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua
dipendenza…”(1-Corinzi 11, 7). E cento altre parole contenute nelle sue
lettere, che contrastano col concetto di un Dio buono e giusto.
Il fatto che parti della Bibbia non
siano ispirate da Dio, non implica necessariamente che tutta la Bibbia non sia
ispirata da Dio. Ci sono cose nelle Scritture che contrastano palesemente col
concetto di un Dio buono e giusto. Queste cose non possono essere state
ispirate da Dio. La risurrezione, il fatto che Gesù fosse il Figlio di Dio,
sfuggono alla nostra ragione, ma non contrastano col concetto di un Dio
amorevole. Perché, quindi, escludere la possibilità che gli uomini stessi della
Chiesa, alla luce della ragione, del concetto per l’appunto di un Dio buono e
giusto, e magari (perché no?) ispirati dallo Spirito Santo, non possano
distinguere ciò che nelle Scritture deriva dagli uomini, da ciò che deriva da
Dio? I passi del vangelo che contrastano con la ragione e con il concetto di
giustizia che possiamo farci in base allo stesso vangelo, sono davvero pochi.
Perché non possiamo rivedere solo questi? Oppure bisogna necessariamente
buttare il bambino con l’acqua sporca?
Renato Pierri

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