Il Vangelo ignora la trasmissione del peccato originale
Il Vangelo ignora la trasmissione del peccato originale
Il
mio breve articolo “Il peccato originale. Qualcosa non quadra...”, apparso su
Rosebud il 14 ottobre, riportato il giorno successivo sul blog “Come Gesù” del
prete e scrittore Mauro Leonardi, ha suscitato diversi commenti che mi hanno
indotto ad aggiungere qualche altra considerazione. Paolo VI nel 1968 dichiarò:
"Noi crediamo che in Adamo tutti hanno peccato; il che
significa che la colpa originale da lui commessa ha fatto cadere la natura
umana, comune a tutti gli uomini, in uno stato in cui essa porta le conseguenze
di quella colpa, e che non è più lo stato in cui si trovava all'inizio nei
nostri progenitori, costituiti nella santità e nella giustizia, in cui l'uomo
non conosceva né il male né la morte” (Professione di fede). E nel Catechismo
della Chiesa cattolica al paragrafo 1250 si legge: “Poiché nascono con una
natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale, anche i bambini hanno
bisogno della nuova nascita nel Battesimo per essere liberati dal potere delle
tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio, alla quale tutti
gli uomini sono chiamati”.
Ora, è interessante notare che gli evangelisti ignorano
completamente la trasmissione del peccato originale. Ma non l’ignorano perché la
danno per scontata, la ignorano perché per loro sembra non esistere. Non fanno
mai, infatti, il benché minimo cenno ad una cosa così importante, pur avendone
più volte l’occasione. Gli uomini, nel Vangelo, non sono considerati “con una
natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale”. La preoccupazione di
Gesù non è per tutti gli uomini che “hanno peccato in Adamo”, ma è per i
peccatori, ben distinti dai giusti.
In Matteo si legge: “In quei giorni comparve Giovanni il
Battista... dicendo: «Convertitevi, poiché vicino è il
regno dei cieli!»... A lui accorrevano da Gerusalemme... e si facevano
battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati” (cfr Mt 3, 1 –
5). In questo passo del Vangelo si parla di conversione, di peccati, nessun
cenno al peccato originale. Lo scopo del battesimo nel Giordano non è di
cancellare le conseguenze del peccato di Adamo.
Più avanti, sempre in Matteo: “Ora avvenne che, mentre era a
mensa nella casa, molti pubblicani e peccatori vennero a mangiare con Gesù e con
i suo discepoli. Vedendo ciò, i farisei dissero ai discepoli: «Perché il vostro maestro mangia con
i pubblicani e i peccatori? Egli, saputolo, disse: «Non hanno bisogno del medico
i sani, ma i malati... Non sono venuto, infatti, a chiamare i giusti, ma i
peccatori» (cfr Mt 9, 10 – 13). Ecco, ad avere bisogno del medico
non sono tutti gli uomini, ma solo i peccatori. Se tutti gli uomini avessero
“peccato in Adamo”, se tutti avessero una “natura contaminata dal peccato
originale”, tutti avrebbero bisogno del medico. Gesù ignora le conseguenze del
peccato originale.
Ancora in Matteo: “Ed ecco un tale gli si avvicinò e
disse: «Maestro, che cosa debbo fare di
buono per acquistare la vita eterna?». Egli a lui:
«Se... vuoi entrare
nella vita, osserva i comandamenti»... Gli dice il
giovane: «Tutte queste
cose le ho osservate; che cosa ancora mi manca?». Gesù a lui: «Se vuoi essere
perfetto, va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e così avrai un tesoro in
cielo: poi vieni e seguimi» (cfr Mt 19, 16 – 21).
E il
peccato originale? Gesù si dimentica del peccato originale. E’ chiaro che qui
non si tratta di quel tale, ma di tutti gli uomini, e quale occasione migliore
di questa per accennare alla “natura contaminata”, alla macchia che solo il
Battesimo cancellerebbe?
Ma in fondo, anche quando Gesù dice: “Andate dunque,
ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e
dello Spirito Santo”, non sembra riferirsi in alcun modo ad un battesimo che
cancella le conseguenze del peccato di Adamo.
C’è o non c’è qualcosa che non quadra? E non dovrebbe
essere un grave peccato ritenere l’uomo così potente da modificare per sempre la
natura umana, la stessa creazione?
Renato
Pierri

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