I genitori di Alfie hanno capito. Avrà capito anche chi ha gridato sguaiatamente?
I genitori di Alfie
hanno capito. Avrà capito anche chi ha gridato
sguaiatamente?
Riguardo alla decisione di Tom Evans di voler costruire
un rapporto con l’ospedale che ospitava il figlioletto Alfie, il prete scrittore
Mauro Leonardi scriveva sul blog “Come Gesù”: «Mi
chiedo se in questo cambiamento radicale di rotta – non più contrapposizioni ma
costruzione di ponti – sia intervenuto il Papa. Magari direttamente o, più
probabilmente, attraverso qualche membro della Conferenza Episcopale Inglese o
forse attraverso don Gabriele Brusco».
E più avanti: «In
queste ultime ore è accaduto che i genitori hanno potuto tenere Alfie tra le
braccia senza limiti. È in quell’abbraccio c’è la vera relazione costitutiva
dell’uomo. In quell’abbraccio nessuna battaglia trova più giustificazione. È il
bambino che, nell’abbraccio, insegna tutto ciò che un genitore deve sapere e
deve imparare per andare avanti: “amare, di fronte alla morte è l’amore più
grande che un genitore può donare”. Come fece Maria di fronte a suo
figlio».
Sicuramente deve avergli
parlato qualche persona verso la quale Tom Evans aveva fiducia, e Tom deve aver
capito. Forse un po’ tardi, dopo tanto chiasso, ma deve aver capito. Però io
credo che ad aprire finalmente gli occhi ai genitori, a rivelare finalmente loro
la realtà, sia stato proprio il fatto d’essere stati a contatto col bambino.
Lui, il piccolo, senza parole, lo sguardo assente, lui, con la sua tremenda
incurabile malattia, li avrà messi davanti alla verità. Lui gli avrà fatto
capire che il loro bambino era già come se non ci fosse
più.
Speriamo che a capire, ad aprire gli occhi e magari a
vergognarsi un po’, siano anche coloro che hanno fatto tanto chiasso, coloro che
anziché parlare a voce bassa, hanno gridato a squarciagola, sguaiatamente,
inveendo contro i medici inglesi con un linguaggio volgare e improprio. Saranno
arrivate in qualche modo certe parole feroci all’innocente? Avrà sentito in
qualche modo, paragonare le persone che si sono prese cura di lui, agli uccisori
di cavalli, ai medici nazisti?
Tante preghiere per il piccolo Alfie. Preghiere che
devono aver messo un po’ in imbarazzo il Creatore, giacché molti lo hanno
pregato affinché salvasse il bambino, altri, pochi altri, lo hanno pregato di
farlo morire al più presto per evitargli inutili sofferenze. Io non ho pregato.
Io ho solo sperato che il piccolo Alfie fosse lasciato in pace. Soprattutto da
chi alzava troppo la voce. Da chi strillava, sguaiatamente, anziché parlare a
voce bassa.
Renato Pierri

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