Cose carine del 17 maggio 2018 e lontani ricordi
Cose carine del 17 maggio 2018 e lontani ricordi
Tante cose carine, oggi. La mia lettera
sulla “verzura impazzita di gioia” a Roma, è diventata l’idea di un servizio
dello scrittore Aurelio Picca, uscito oggi 17 maggio, sul settimanale “7” del Corriere della Sera. Perché ha avuto
tanto successo la mia breve lettera? Credo sia piaciuto il termine letterario
“verzura”, e sia piaciuto che non mi sia limitato a scrivere che la vegetazione
a Roma è impazzita a causa delle piogge abbondantissime di questa primavera, ma
abbia scritto che la verzura è impazzita di gioia. Carino per me è stato anche
vedere, sul settimanale, una fotografia che avevo unito alla lettera: un
marciapiede del quartiere Colli Aniene, invaso da piante spontanee dai bei
fiori gialli.
Altra cosa carina, ma no, non carina, bellissima cosa: una cara
figlia che, stanca di Roma, da quasi un anno si è trasferita a Milano, ci è
venuta a trovare. E poi oggi il tempo è cambiato: c’è il sole. E infine? Infine
la frittata di cipolle. Ma sì, proprio
la frittata di cipolle, avete capito bene. La frittata di cipolle è la frittata
che supera in bontà tutte le frittate. A pranzo oggi abbiamo mangiato frittata di cipolle. Una squisitezza la frittata
di cipolle. La primavera è la stagione giusta per la frittata di cipolle.
Dovete acquistare quelle belle cipolle bianche schiacciate. Per evitare di
piangere mentre le sbucciate e le tagliate, non restate fermi, spostatevi
portandovi appresso la padella. Io faccio sempre così.Tanto parmigiano nelle
uova sbattute, mi raccomando, e un bel po’ di pepe. E’ troppo buona la frittata
di cipolle. E chi può dimenticare il sapore della frittata di cipolle in mezzo
al pane quando ero ragazzo? Seduto magari sul davanzale della finestra, mentre
le rondini, forse anche loro impazzite di gioia, facevano un chiasso indiavolato nel cielo di Carrara? C’era un vecchio col bastone nel balcone di
una casa di fronte, una casa tinta di rosa. Faceva avanti e indietro, avanti e
indietro, a piccoli passi, strusciando i piedi. La ringhiera di ferro era nera.
Tra qualche anno sarò vecchio come lui? Non so se farò anch’io su e giù nel
terrazzino. Spero di non dover mai rinunciare alle mie passeggiate nel
quartiere, e alla frittata di cipolle. E’ troppo buona la frittata di cipolle.
Renato Pierri
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