Lo zucchero, il miele e il veleno di Papa Francesco
Lo zucchero, il miele e il veleno di Papa Francesco
Tanto zucchero e tanto miele nel discorso a
braccio del Papa al Forum delle famiglie. Ed anche veleno, tanto veleno,
inconsapevole ovviamente, inconsapevole veleno. Zucchero e miele nel racconto
dei due anziani sposini che si guardano negli occhi bagnati e dicono d’essere
innamorati, dopo sessant’anni di matrimonio. E allora? Se è vero, sono mosche
bianche. La realtà è un’altra. Se tutto va bene, se il matrimonio non fallisce
come falliscono tantissimi matrimoni, di norma, si sa, l’innamoramento
svanisce, resta l’affetto e il rispetto. E poi: “Qual
è la più grande sfida dell’uomo? Fare più donna sua moglie. Più donna. Che
cresca come donna. E qual è la sfida della donna? Fare più uomo suo marito”. Ma
suvvia! E poi: “Voi siete icona di Dio: la famiglia è icona di Dio. L’uomo e la
donna: è proprio l’immagine di Dio. Lui lo ha detto, non lo dico io. E questo è
grande, è sacro”. E qui con il miele, già un po’ di veleno: l’uomo e la donna.
E ti pareva? E poi tutto veleno, senza miele: «Poi oggi – fa male dirlo – si parla di famiglie
“diversificate”: diversi tipi di famiglia... Ma la famiglia umana come immagine
di Dio, uomo e donna, è una sola. È una sola».
Ma sì, le famiglie “diversificate” saranno immagine del diavolo?
Se la maestra ai bambini che per merenda hanno portato
chi una mela chi una pera, dice che le mele sono la vera frutta, la buona
frutta, la giusta frutta, senza dirlo, disprezza le pere, e rischia di
far piangere il bambino che sta addentando la pera.
Tutto veleno, solo veleno, senza zucchero né miele,
quando ha messo sullo stesso piano l’aborto e “quello
che facevano i nazisti per curare la purezza della razza”. Lui stesso, l’incauto
Papa, ha messo in evidenza, senza volerlo, la grande differenza: “per curare la
purezza della razza”. C’era odio e disprezzo per il debole, il diverso. In
fondo non si è discostato molto da Giovanni Paolo II, quando mise sullo stesso
piano l’aborto e il delitto di Caino, trascurando il
particolare che all'origine del delitto biblico, c’erano la gelosia,
l’ira, l’odio profondo; sentimenti che non possono mai essere, ovviamente,
all’origine dell’aborto. Ma così
va il mondo.
Renato Pierri

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