“Una giornata di libertà” per don Mauro Leonardi
“Una giornata di libertà” per don Mauro
Leonardi
Mi spiace per Susanna e per il suo creatore che è un
caro amico, ma il romanzo “Una giornata di Susanna” (Cooper) a me non è piaciuto
per niente. Del resto, con un amico bisogna essere sinceri, e se non mi è
piaciuto non posso mettermi a fare le lodi del libro, come magari avrà fatto
qualche altro suo amico. Può succedere, eh! Vi ho trovato diversi difetti che
non starò ad elencare, anche perché non sono un critico letterario e potrei
sbagliarmi. Anzi, sicuramente mi sbaglierò. Magari sarà un bellissimo romanzo
che solo a me non piace, e quelli che a me appaiono difetti, in realtà saranno
grandi pregi. Non mi è piaciuto per niente, ma l’ho letto con interesse. Sì,
perché l’amico scrittore è un prete, e man mano che sono andato avanti nella
lettura, mi sono reso conto di cosa abbia significato per lui scrivere la storia
di Susanna. Si è sentito libero. La scrittura gli ha dato la libertà, libertà di
pensare e di esprimere il proprio pensiero. L’amico prete ha avuto persino la
possibilità di scrivere parolacce. Un sacerdote non dice pubblicamente
parolacce, gliene può scappare una, magari parlando con amici, ma non può
riempirsi la bocca di parolacce. Bene, don Mauro Leonardi condisce il suo
romanzo con moltissime parolacce, facendole dire persino a persone che nella
vita reale, per la professione che svolgono, difficilmente pronunciano parole
sconce. In realtà, le parolacce non sono tante, è una sola, volgare, ripetuta
all’infinito. Ovviamente non sono state le parolacce a farmi giudicare bruttino
il romanzo, sebbene, si sa, il troppo stroppi, “e, quando eccede, cangiata in
vizio ogni virtù si vede”. Tornando alla libertà di pensare: un prete non può
pubblicamente giustificare un amore al di fuori del matrimonio, ma è evidente
che il narratore (non il sacerdote, lo scrittore!) giustifica e vede con
simpatia l’amore di Susanna. Ecco perché ho letto con interesse il libro. Don
Mauro Leonardi, scrivendo, ha avuto la possibilità di liberarsi della tonaca
senza stonacarsi. E non è cosa da poco.
Renato Pierri

0 Comments:
Post a Comment
<< Home