Lo stesso amore per un figlio biologico e per un figlio adottivo
Lo
stesso amore per un figlio biologico e per un figlio
adottivo
C’è differenza tra l’amore di un genitore per un figlio
carnale, e l’amore di un genitore per un figlio adottivo? Non c’è differenza.
L’intensità dell’amore dipende dalla persona che ama, non dal fatto che il
figlio sia biologico o adottivo. Un genitore sapendo che uno dei suoi due figli
è figlio carnale e un altro è figlio adottivo, potrebbe essere portato (non
sembra che ciò accada) ad amare più il primo che il secondo, ma non è la natura
a spingerlo ad amare più l’uno che l’altro, bensì la sua consapevolezza d’essere
il genitore biologico del primo e non del secondo.
Poniamo il caso che una coppia di
persone buone e sagge desideri fortemente un figlio, e non potendo averlo ne
adotti uno abbandonato in un ospedale. L’amore della coppia per quel figlio
tanto desiderato sarà diverso da una coppia di persone buone e sagge che pure
abbia desiderato fortemente un figlio e lo abbia generato?
Poniamo il caso, invece, che una coppia di persone buone
e sagge desideri fortemente un figlio, e lo generi, ma per un errore (chissà che
non sia mai accaduto?) in ospedale, il neonato sia scambiato col neonato di
altra puerpera. E mettiamo che le due coppie non vengano mai a sapere la verità.
Il loro amore per il figlio sarà forse inferiore all’amore che avrebbero avuto
se non ci fosse stato lo scambio?
Esiste, in natura, un istinto materno, che accomuna
tutti gli animali, compreso l’uomo, e che spinge la madre a prendersi cura dei
piccoli. Ebbene, tale istinto può estendersi ai piccoli che non sono figli
propri. Si hanno notizie di gatte che hanno allattato gattini
di altra gatta come se fossero propri. Persino di una cagnolina che ha allattato
gattini. E addirittura di una cagnetta che ha allattato il cucciolo di un
cinghiale rimasto orfano.
In questi casi neppure c’è differenza tra l’istinto
materno per un figlio biologico e un figlio adottivo.
Renato Pierri

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