La vera famiglia secondo Gesù
La vera famiglia secondo
Gesù
«Quello che fa davvero la differenza è la legge dell’amore e non
la legge della natura. È il cuore della predicazione cristiana. Dove questa
Legge è operativa c’è rispetto per l’eteros, per la differenza assoluta
dell’altro; dove invece questa Legge è assente c’è contesa, rivendicazione,
distruzione dell’eteros. Vi sono famiglie che vogliono arrogarsi il diritto
esclusivo dell’amore.
Vi sono coloro che pensano che l’anonimato della legge della
natura garantisca una buona genitorialità. Non si percepisce il carattere
rozzamente materialistico di queste posizioni? In natura l’istinto organizza la
vita da capo a piedi. Ma vale lo stesso per la vita umana? Esisterebbe un
istinto genitoriale? Magari presente nei genitori naturali e assente in quelli
adottivi? Non dovremmo forse imparare a ragionare al contrario? Pensare, per
esempio, che tutti i genitori naturali dovrebbero guardare quelli adottivi per
imparare cosa significhi donare se stessi in un rapporto senza alcuna continuità
naturale, senza rispecchiamento. È così difficile capire che c’è padre e c’è
madre, che c’è famiglia non perché c’è continuità di sangue o differenza
anatomica degli organi genitali dei genitori, ma perché c’è dono, amore per
l’eteros del figlio, assunzione di una responsabilità illimitata, esperienza
incondizionata dell’accoglienza?».
A queste righe conclusive dello splendido articolo di Massimo
Recalcati, “La vera legge dell’amore” (La Repubblica 30 marzo), accosto alcune
righe sicuramente meno belle ma a un dipresso con lo stesso significato, scritte
diversi anni fa.
La Repubblica 4 luglio 2010: «La Curia
torinese ha bocciato la delibera di iniziativa popolare approvata dalla Sala
Rossa che dice sì alle unioni civili, e ha concluso così la nota: "In sintonia
con il magistero del Papa e dei vescovi italiani, non ci stancheremo di proporre
alle giovani generazioni il modello millenario di famiglia che Gesù Cristo ha
confermato come il progetto di Dio valido "fin dal principio". Quale modello?
Maria e Giuseppe, secondo la Chiesa, vivevano assieme senza avere rapporti
coniugali; e Giuseppe era il padre putativo di Gesù. Ma secondo Gesù, qual era
la vera famiglia? Leggiamo questi due versetti di Matteo: “Quindi stese la mano
sui suoi discepoli e disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli; chiunque fa la
volontà del Padre mio che è nei cieli, questi mi è fratello, sorella e madre»"
(Mt 12, 49-50). Secondo il Signore "i legami naturali passano in seconda linea
rispetto alla vera parentela che si forma tra coloro che fanno la volontà
del Padre” (cf. A. Lancellotti, Bibbia
-Paoline). La preoccupazione di Gesù era l'amore, ed è questo e solo
questo che forma la vera famiglia».
Italians – Corriere
della Sera 21
febbraio 2016: «“Fino agli inizi del Novecento nelle
classi agiate era consuetudine affidare i bambini ad un'altra donna, spesso
scelta tra i contadini o il personale di servizio, perché provvedesse
all'allattamento. Si trattava quindi di una sorta di “madre surrogata” a cui le
signore di buona famiglia si rivolgevano per evitare che l'allattamento avesse
ripercussioni negative sull'aspetto del loro corpo” (Beatrice Spinelli). Questi
bambini non si separavano completamente dalla madre, ma neppure erano in
rapporto simbiotico con lei. Umberto Saba venne allevato per tre anni da una
balia, che avendo perso un figlio, riversò sul piccolo Umberto tutto il suo
affetto che il bambino ricambiò, tanto da considerarla, come egli stesso
scrisse, «madre di gioia». Quando la madre lo rivolle con sé, il poeta, all'età
di tre anni, ebbe il suo primo trauma di cui tratterà nelle poesie raccolte
sotto il titolo Il piccolo Berto (1926). Dove sono le statistiche dimostranti
inequivocabilmente che i bambini separati dalla donna che li ha portati in
grembo, abbiano maggiori problemi degli altri bambini? Io credo che un neonato
abbia bisogno di calore umano, di nutrimento, di cure e, se la parola non dà
fastidio, di amore, ma sì, di tanto amore. Il vero trauma è separare un bambino
dalla «madre di gioia», vale a dire dalla persona che si prende cura del bambino, che provvede ai suoi bisogni compreso
quello d’essere amato, coccolato, accarezzato.
Renato
Pierri

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