Tasse. Un tipo di evasore meno colpevole
Tasse. Un tipo di evasore meno
colpevole
Raffaele Pisani, scrive sul blog de
L’Espresso – Lettere e Risposte del 29 giugno: “La flat tax sarebbe un danno sia
per lo Stato sia per la collettività, sarebbe solo un proficuo vantaggio per i
ricchi e un ulteriore schiaffo appioppato al ceto medio. In Italia non si
evadono le tasse per colpa delle aliquote, evaderle è nel Dna della maggioranza
degli italiani, è quello sfizio interiore di fregare il prossimo, Stato, Regione
o Comune che sia! E’ la voglia pazza di dimostrare che sei più furbo degli
altri, ti dà quell’adrenalina che ti fa sentire importante, “nu figlio ‘e
‘ntrocchia” (come diciamo noi napoletani), un uomo scaltro, intelligente... “.
Il simpatico poeta napoletano descrive un tipo di
evasore riprovevole. Esiste però un altro tipo di evasore meno biasimabile. E’
l’evasore che in qualche modo si fa giustizia da sé. Vedendosi maltrattato dallo
Stato o dalla Regione o dal Comune, cerca di non pagare un cattivo servizio o di
pagare il giusto.
Faccio un esempio: a Roma si pagano fior di quattrini
di tasse per la raccolta dei rifiuti da parte del Comune. Bene, il servizio
pagato profumatamente dai cittadini è del tutto insoddisfacente. E’ come andare
in un ristorante, pagare profumatamente un pranzo ed essere serviti con cibo di
pessima qualità. Il padrone del ristorante ruba soldi al cliente. Sarebbe giusto
che il cliente trattenesse parte denaro chiesto e pagasse la cifra
corrispondente al servizio che gli viene reso. Così, il tipo di evasore che si
fa giustizia da sé, trattiene il denaro che lo Stato o la Regione o il Comune
gli tolgono ingiustamente. In altre parole: tu mi servi male? Io non ti pago o
ti pago il giusto. Ovviamente non voglio giustificare l’evasore fiscale, mi
sono limitato a descrivere un tipo di evasore, colpevole in misura minore
rispetto a quello descritto da Raffaele Pisani
Renato Pierri

0 Comments:
Post a Comment
<< Home