Virginia Raggi e l'incapacità di rendersi conto
Virginia Raggi e l'incapacità di rendersi
conto
Su Facebook, Virginia Raggi dichiara d’essere «determinata,
altro che incapace. Determinata a cambiare la mia città – dice - a
dare voce a chi non l’ha mai avuta, e a lottare per chi è sempre stato
abbandonato e disprezzato da quei “capaci” che hanno azzannato Roma e l’hanno
messa in ginocchio. Stiamo invertendo la rotta». Ebbene, io guardo al mio
orticello, giacché vivo nel mio orticello, e dico alla Raggi che mai gli
inquilini della case d’edilizia popolare di Via A. Mammucari, si sono
sentiti così abbandonati dagli amministratori come in questo periodo. Da dove
devo cominciare? Da fuori al cancello d’entrata nel plesso. C’è una
grande aiuola abbandonata che fa pietà a guardarsi, davanti all’aiuola,
sulla strada, cassonetti per i rifiuti, e intorno ai cassonetti e sul
marciapiede e sull’aiuola e sulla strada tanta spazzatura. Entriamo, e la prima
palazzina a sinistra ha il grave problema della rottura di una fogna, i
cui liquami hanno invaso i sotterranei mettendo a
rischio la salute degli inquilini e la sicurezza del palazzo.
In altri tempi avremmo visto gli operai al lavoro subito dopo la segnalazione.
Oggi completo abbandono. Le aiuole interne, curate degli inquilini, sono belle
a vedersi, ma gli alberi? Alcuni abeti sono malati e i rami cadono a
pezzi, un abete è crollato un giorno di forte vento, i rami dei pini entrano
nelle finestre, andrebbero potati. Completo abbandono. L'intonaco delle pareti
esterne dei palazzi si stacca, cade a pezzi, e la ruggine attacca
inesorabilmente i tondini di ferro del cemento. Abbandono. Completo abbandono.
Essere incapaci di amministrare è cosa
grave, essere incapaci di rendersi conto d’essere incapaci di
amministrare è cosa gravissima. Preoccupante.
Carmelo Dini

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