Suicidio assistito ed eutanasia. Stessa cosa nella sostanza
Suicidio assistito ed eutanasia. Stessa cosa nella
sostanza
La notizia: “Con 13 voti favorevoli e 11 contrari, il
Comitato nazionale di bioetica (Cnb) apre alla legalizzazione del suicidio
medicalmente assistito in Italia, distinto dall'eutanasia, anche se le posizioni
al suo interno evidenziano una spaccatura” (ANSA 30
luglio).
E in che cosa consiste la distinzione tra suicidio
assistito ed eutanasia? Vediamo: “L’eutanasia è l'infusione di un farmaco che interrompe, in maniera
rapida e indolore, la vita del malato che lo richiede. A compiere il gesto di
somministrare la sostanza letale è una persona terza, un sanitario che la
infonde endovena a chi ritiene di patire sofferenze eccessive a livello fisico o
esistenziale”.
“Il suicidio assistito consiste nell'aiutare un
soggetto che chiede di porre fine alla propria vita, ma in cui è lui stesso ad
assumere un farmaco letale. Questa possibilità è prevista in Svizzera, dove si è
recato Dj Fabo, aiutato da Marco Cappato. Fabiano Antoniani, pur essendo
tetraplegico, ha potuto attivare una pompa infusionale schiacciando con i denti
un pulsante. In questo caso l'aiuto è consistito nel predisporre il meccanismo
che ha permesso di assumere la sostanza. Ma il gesto finale è rimasto
suo”.
Se non è zuppa è pan bagnato. Comprare una casa
direttamente dal proprietario e comprare una casa tramite un notaio, sono due
maniere diverse di comprare una casa, ma nella sostanza è la stessa cosa: si
compra una casa. Se Fabiano Antoniani non avesse avuto la possibilità di
stringere i denti e qualcuno avesse fatto il gesto finale al posto suo e per suo
espresso volere, i modi di procurarsi la morte sarebbero stati diversi, ma nella
sostanza sarebbe stata la stessa cosa.
E suicidio assistito ed eutanasia sono la stessa cosa
da un punto di vista morale. Una legge giusta, ben fatta, sull’eutanasia
rispetterebbe la volontà e la libertà della persona. Una legge giusta, ben
fatta, sul suicidio assistito ugualmente rispetterebbe la volontà e la libertà
della persona.
Bisogna però considerare che una legge che prevedesse
solo il suicidio assistito e non l’eutanasia, penalizzerebbe la persona non in
grado di compiere il gesto finale.
Renato Pierri

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