Ariana Grande e il linguaggio da bettola di Fabio Volo
Ariana Grande e il linguaggio da bettola di Fabio
Volo
La notizia: «Non è possibile
sia legale che una cantante si metta a quattro zampe, vestita da mig*otta e
muova il c*lo dicendo: l’ho visto, mi piace, lo voglio, ce l’ho/lo prendo”.
Fabio Volo non ha usato mezzi termini nel criticare pubblicamente le pose e il
look che la cantante Ariana Grande sfoggia nel video musicale 7 rings. Il
commento dell'artista ha fatto scandalo sul web e molti l’hanno accusato di
sessismo e misoginia» (Tgcom24 del 16 settembre).
Notizia da accostare ad un’altra di un paio d’anni fa:
«L’arcivescovo di
Ferrara monsignor Luigi Negri. Il porporato, che lascerà il suo incarico tra
pochi giorni, ha composto una riflessione per un portale cattolico, La Nuova
Bussola Quotidiana. In questo scritto monsignor Negri riesce a definire
insensate le vite delle vittime, bambini e adolescenti presenti al concerto di
Ariana Grande alla Manchester Arena dove il terrorista Salman Abedi ha detonato
un ordigno esplosivo che portava con sé» Giornalettismo
25 maggio 2017).
Sconcertanti allora le parole
dell’arcivescovo. Sconcertanti oggi le parole di Fabio Volo. Sessisti e misogini
entrambi. La differenza? Il linguaggio. Dell’uomo colto, quello del prelato, da
bettola quello di Fabio Volo. Volgare, offensivo, di un’avvilente miseria. Fa
diventare la cantante un animale attribuendole zampe al posto delle gambe e
delle braccia. Voleva dire che la cantante nel video cammina carponi. E poi
snocciola una serie di epiteti uno più volgare dell’altro. Il video della
cantante lo ha scandalizzato. Qualcuno però gli ha ricordato che anni fa si
spogliò completamente mentre intervistava Alessia Marcuzzi.
Di una cosa sono contento: di aver letto sì e no una
decina di righe dei libri di Fabio Volo. Uno che si esprime in quel modo nei
riguardi di una giovane donna, che cosa mai può scrivere di
bello?
Renato Pierri

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