L’eutanasia e i trapianti di cuore
L’eutanasia e i trapianti di
cuore
“Il cuore adoperato per un trapianto è perfettamente
pulsante, anche se il vecchio proprietario ha il cervello che non funziona più
(elettroencefalogramma piatto). Una situazione identica a tanti ricoverati da
anni, senza speranza, nei nostri centri di rianimazione, anche loro con il
cervello distrutto, ma con un cuore o i polmoni malandati che non interessano
per un trapianto. Se a questi soggetti asportassimo il cuore senza utilizzarlo
sarebbe eutanasia? E come mai non lo è se l’organo serve per un
trapianto?”.
Considerazione importante, alla quale nessuno ha dato
importanza. Nessun commento a riguardo, infatti, sul blog de L’espresso curato
da Stefania Rossini. A scrivere è il medico Achille Della Ragione. Voleva dire:
“Come mai non è considerata tale, se l’organo serve per un trapianto?”. E ci
sarebbe da aggiungere: “Non è più sacra e inviolabile?”
La domanda andrebbe posta ai sostenitori della vita a
tutti i costi, anche quando diventa insopportabile e senza speranza. Andrebbe
posta alla Chiesa che condanna eutanasia e suicidio assistito. Andrebbe posta a
papa Francesco che nell’aprile scorso disse ai volontari dell’AIDO: “Dalla
nostra stessa morte e dal nostro dono possono sorgere vita e salute di altri,
malati e sofferenti, contribuendo a rafforzare una cultura dell’aiuto, del dono,
della speranza, della vita. Di fronte alle minacce contro la vita, cui dobbiamo
purtroppo assistere quasi quotidianamente, come nel caso dell’aborto e
dell’eutanasia, la società ha bisogno di questi gesti concreti di solidarietà e
di amore generoso”.
A proposito di trapianti di cuore, colgo l’occasione
per segnalare a chi non lo avesse letto, il bellissimo romanzo “Riparare i
viventi” di Maylis de Kerangal. Un capolavoro.
Renato Pierri

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