Wednesday, January 15, 2020

Quando “ammore” era una vergogna per le donne

 Quando “ammore” era una vergogna per le donne
"Guardati allo specchio, cosa sono questi due solchi sotto gli occhi? Che vergogna hai procurato a me, povera vecchia". Esisterà ancora qualche mamma nel nostro paese che si rivolge così ad una figlia? Che si vergogna perché la figlia non sposata ha fatto l’amore? Difficile. Ma chissà? Ovviamente la vergogna era per l’amore delle figlie, non per l’amore dei figli. Accadeva a Mariarosa, protagonista della bella canzone di Murolo e Tagliaferri. Altri tempi, ma non tanto lontani. La madre l’aveva messa in guardia contro il pericolo del caldo eccessivo d’estate: “Stai attenta, il sole scotta, puoi prenderti un malanno sulla testa, cammina all’ombra degli alberi, prendi l’ombrellino e lo scacciamosche, taglia l’erba e torna subito a casa. Non perderti nel bosco”. E contro il pericolo del freddo d’inverno, del gelo che spaccava le unghie: “Copriti se non vuoi prenderti una polmonite, metti tutte le sere una pettorina sulla carne nuda, la devi scaldare bene sul braciere, sopra e sotto”. La “povera vecchia” non l’aveva messa in guardia contro i pericoli della primavera. E la figlia glielo dice, rimprovera a sua volta la madre: “Mamma, mi dicesti di stare attenta al sole d’estate, al freddo d’inverno, e perché poi a primavera non dicesti a questo cuore di guardarsi dall’amore che va in giro nel mese d’aprile?” (Ma pecché po', a primmavera, nun diciste a chistu core: statte attiento pe' ll'ammore ca, d'abbrile, attuorno va?). 
La canzone uscì nel 1932. Sedici anni dopo, nel 1948, usciva il film “Assunta Spina”, diretto dal regista Mario Mattoli e sceneggiato da Eduardo De Filippo. Nel film, Anna Magnani canta deliziosamente 'O cunto 'e Mariarosa, accompagnata dallo stesso Eduardo De Filippo, che fa il verso alla “povera vecchia”.
Renato Pierri 
 
 
 

 

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