Roma. La descrizione innocente della scuola di Via Trionfale
Roma. La descrizione innocente della scuola di Via
Trionfale
“La sede di via Trionfale e il plesso
di via Taverna accolgono alunni appartenenti a famiglie del ceto medio-alto,
mentre il Plesso di via Assarotti, situato nel cuore del quartiere popolare di
Monte Mario, accoglie alunni di estrazione sociale medio-bassa e conta, tra gli
iscritti, il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana, mentre il
plesso di via Vallombrosa, sulla via Cortina d'Ampezzo, accoglie prevalentemente
alunni appartenenti a famiglie dell'alta borghesia assieme ai figli dei
lavoratori dipendenti occupati presso queste famiglie (colf, badanti, autisti, e
simili)".
Questa innocente “descrizione socio-economica del
territorio” (precisazione del Consiglio di Istituto) ha scatenato il putiferio.
E’ un periodo di “dagli all’untore”, basta una parola, un verbo sbagliato, per
suscitare polemiche a non finire. A creare fraintendimenti è stato il verbo
“accogliere” che fa pensare ad una discriminazione da parte della scuola nello
“accogliere” le iscrizioni degli alunni. Ma come potrebbe mai accadere? Se sul
sito ci fosse stato scritto: “La sede di via Trionfale e il plesso di via
Taverna è frequentata per lo più da alunni appartenenti a famiglie del ceto
medio-alto... “, sarebbe stato chiaro che la scuola stava semplicemente
riferendo dei dati, riferendo una realtà. Quante volte gli insegnanti, compreso
il sottoscritto, avranno parlato della propria classe dicendo, non so, che per
lo più era costituita da figli di operai o di contadini o di commercianti e via
di seguito? Da figli di famiglie povere o da figli di famiglie benestanti?
Renato Pierri

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