Coronavirus e la preghiera delle Clarisse di Sant’Agnese
Coronavirus e la
preghiera delle Clarisse di
Sant’Agnese
«Come
potrete immaginare abbiamo aggiunto alla nostra quotidiana preghiera dei momenti
di Adorazione eucaristica in più; portiamo davanti all’immagine della Madonna
delle Grazie l’umanità intera chiedendo che si fermi presto questa prova.
È naturale per noi pensare a quello che fece s.
Chiara di fronte all’incombere del flagello dei saraceni, o di fronte alle
truppe di Vitale d’Aversa che voleva espugnare la città di Assisi. La sua unica arma fu l’eucaristia; il suo sostegno la preghiera:
“Carissime figlie, da questa città, ogni giorno riceviamo molti beni; sarebbe
grande empietà se al momento della necessità non le venissimo in soccorso come
possiamo… Andate da nostro Signore e con tutto l’affetto implorate la
liberazione della città”.
Andate da nostro Signore: risuonano in noi queste parole,
vorremmo che risuonassero anche in voi, nelle vostre famiglie, nelle vostre
case, nei luoghi di lavori che ancora potete varcare. È quello che noi stiamo cercando di fare, obbedendo alle parole
della madre s. Chiara che sono sempre attuali di fronte ad ogni nemico che la
storia porta con sé».
Così, le Clarisse di Sant’Agnese, sul blog
“come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi. A me fa sempre piacere quando
qualcuno prega per me, non perché io pensi che quelle preghiere possano avere
qualche effetto e cambiare la mia vita, ma perché so che ci sono persone che si
preoccupano per me, che mi vogliono bene, insomma. Le Clarisse di Perugia
pregano per l’umanità intera, vogliono bene a tutta l’umanità, compreso il
sottoscritto, quindi. E’ una bellissima cosa. Mi lascia solo perplesso il
concetto che le Clarisse hanno della preghiera. Intanto io alle generose monache
vorrei far osservare che come i figli, in una famiglia, sono sempre nel pensiero
di una madre, così l’umanità, costituita dalle creature di Dio, dovrebbe essere
sempre davanti alla Madonna delle Grazie, altrimenti che madre è? Non ci
dovrebbe essere bisogno di portare l’umanità intera davanti alla sua immagine.
Poi: se i figli in una famiglia hanno bisogno dell’aiuto della mamma, questa, se
è una madre amorevole, ha bisogno delle preghiere loro o di altri per aiutarli?
Non dovrebbe farlo spontaneamente senza bisogno di preghiere? Altrimenti che
madre è?
E allora? E’ inutile pregare? Credo che
sia utile, così come è utile ad esempio, per un figlio malato, parlare alla
madre, sentirla vicina, sentirne il calore, l’amore, le carezze, anche se è
perfettamente consapevole che la madre non può togliergli di dosso il malanno
che lo affligge.
Renato Pierri

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