La grave responsabilità di coloro che creano pregiudizi nei riguardi dei gay
La grave responsabilità di coloro che creano pregiudizi nei riguardi dei gay
La notizia: “Dopo mesi di
continui attacchi omofobi, la scuola di danza Vanity Dance Studio, punto di
riferimento per i ragazzini del quartiere Centocelle, a Roma, è costretta a
chiudere. Andrea Pacifici e Simone Panella, soci nella fondazione e nella
gestione della scuola, e partner nella vita, dopo l'attacco di stanotte, hanno
dichiarato che hanno paura, e che restare aperti è
pericoloso”.
Il fatto che alcuni cittadini cerchino di punire persone
che compiono cattive azioni, è da condannare, ma è comprensibile. Capiamo,
infatti, la folla sdegnata che cerca di linciare uno stupratore, un assassino,
un qualsiasi delinquente. I punitori in fondo si sentono nel giusto. Pensano:
chi compie il male merita una lezione. E forse i giudici stessi sono più
indulgenti verso coloro che si sostituiscono alla legge punendo coloro che
compiono il male.
Ora, se c’è qualcuno che continua a fare dichiarazioni
demenziali come la seguente: “L’omosessualità non è normale. Tollerarla è il
declino dell’Occidente” (da un articolo su “Osservatorio Gender” e riportato dal
blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi). Se c’è qualcuno che
continua a ripetere ossessivamente che le relazioni omosessuali sono gravi
depravazioni; se c’è qualcuno che continua a ripetere ancora oggi, nel terzo
millennio, che l’amore tra persone omosessuali è un male, è comprensibile che
qualche cittadino magari non abituato a pensare con la propria testa, magari un
po’ violento, magari facilmente influenzabile, cerchi di “punire” gli
omosessuali. Un po’ possiamo capirli. Sono in buona fede. Grave è la
responsabilità di coloro che, creando assurdi pregiudizi, inducono certi
individui ad odiare gli omosessuali. E questa è la ragione che spinge le persone
buone e oneste, compreso il sottoscritto, a combattere prima di tutto coloro che
i pregiudizi li creano. Anch’essi in buona fede?
Forse.
Carmelo Dini

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