Etica della sacralità della vita... crocifissa
Etica della sacralità della vita... crocifissa
La fotografia del piccolo Charlie Gard che ho
visto sul blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi, e il desiderio
di diversi frequentatori del blog, che al bambino non siano sospese le inutili
cure, mi hanno fatto tornare alla mente la fotografia del piccolo Victor, molto
più triste, angosciante, e lo stesso desiderio di tenere il più a lungo
possibile sulla croce un essere umano. L’amore per il Cristo in croce fa
desiderare di avere altri poveri cristi da amare. Così va il mondo.
Padre Trento, missionario in
Paraguay, nel settembre del 2008 pubblicava una lettera della quale trascrivo
alcune frasi: «Il piccolo Victor di un anno...geme in continuazione… mmm, ah,
ah, ah...La sua testa è enorme e come d’improvviso la parte inferiore è
sprofondata lasciando una piccola fossa, lì dove non ha il cranio...Attraverso
l’apparato messogli dai medici, è uscita tutta l’acqua della testa...l’altro
giorno gli è scappato l’occhio destro: è rimasta una cavità vuota che spurga di
tutto...Victor, il mio bambino, non solo è un piccolo cadaverino che vive, ma è
tutto deformato, lacerato, pieno di cannucce che entrano ed escono dal
corpo...Il mondo dice: perché non lo lasciate morire?...Victor è Gesù, il mio
piccolo Gesù che agonizza, che soffre, che geme...Lo bacio, lo bacio sempre… i
gemiti si calmano. Gli accarezzo la fronte… non più testa ormai, sgonfiata, con
la pelle infossata, come un laghetto di montagna…e sento che accarezzo Gesù...
». Si pensi se i soldati romani avessero avuto la possibilità di protrarre le
sofferenza del Cristo in croce per giorni o per anni. Maria e gli apostoli,
straziati dal dolore, non li avrebbero supplicati di lasciarlo morire? Bene, la
tortura del piccolo Victor, grazie a padre Trento, ai medici, e a sofisticate
apparecchiature, fu protratta sino al marzo del 2012. Ne diede notizia padre
Aldo stesso, con le seguenti parole: “Victor è adesso lì nella cella mortuaria,
con i suoi occhi spappolati aperti. Non sembra che il suo corpo sia morto perché
è tutto come prima. Anzi, in lui morto, si fa ancora più evidente la Presenza
del Mistero. È morto alle 4 del mattino, consumandosi come una candela... Questi
lunghi anni di dolore che Victor ha vissuto ci hanno insegnato a toccare con
mano la vibrazione dell’Essere, cioè: Victor c’è e se c’è, significa che un
Altro lo sta facendo, un Altro che adesso ha deciso di prenderselo con sé”.
Padre Trento e compagni fecero di tutto per continuare a lungo a coccolarsi “il
cadaverino deformato”, e poi attribuirono a Dio la decisione di “prenderlo con sé”. Senza
“cannucce che entravano ed uscivano dal corpo”, senza baci e carezze, il Signore
avrebbe posto fine allo strazio di Victor molto tempo prima, ma non gli fu
concesso.
Renato Pierri

0 Comments:
Post a Comment
<< Home