No, non siamo per niente nelle mani del Signore
No, non siamo per niente nelle mani del Signore
“Siamo nelle
mani del Signore”, mi ha detto. “Sì, sì, le ho risposto, ma è bene affidarsi a
medici bravi che pensino a fermare la malattia”. Ma dentro di me non ho pensato
sì, sì, ho pensato no, no, che non siamo per niente nelle mani del Signore,
purtroppo. Siamo solo nelle mani di due signore: la signora sofferenza e la
signora morte. Entrambe non guardano in faccia a nessuno. Ma ti pare? Non può
essere il Signore a strappare anzi tempo genitori ai figli, non può essere il
Signore a far nascere un bambino e a farlo morire prima che cresca e diventi
uomo. Il Signore non c’entra. Non c’entra il Signore con la malattia improvvisa
di suo marito, cara signora. Non c’entra. Poco più di sessant’anni, un gigante,
forte, giocava a tennis, andava in motocicletta. Fino a un paio di mesi fa. L’ho
incontrato in ascensore l’altro giorno, non si riconosceva, camminava col
bastone, aveva freddo. Non faceva freddo quella mattina. Nelle mani del Signore.
Magari, magari nelle mani del Signore. E quel bimbo di cinque anni che aspetta
il suo babbo? Ma questa è un’altra storia, non riguarda il vicino di casa, non
riguarda il gigante col bastone. Un’altra storia. Una storia in cui sono entrate
inesorabili le due signore che non guardano in faccia a nessuno. Neppure a un
bambino di cinque anni guardano in faccia. Il bambino di cinque anni non vede
l’ora di riabbracciare il suo babbo, ha detto. E quel giocattolo che gli piace
non lo chiederà a mamma, perché mamma è tirchia, se lo farà comprare dal babbo
suo appena torna dall’ospedale. Così ha detto il bambino di cinque anni.
No, il
Signore non c’entra, credetemi, non c’entra per niente con queste storie.
Renato
Pierri

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