Carlo Giovanardi non dovrebbe chiedere scusa, ma perdono
Ospite della trasmissione di Radio24 "La zanzara", il
cristiano Carlo Giovanardi, il cattolicissimo ex ministro ed ex parlamentare, ha
dichiarato: "Non devo chiedere scusa alla famiglia Cucchi, perché dovrei farlo?
Non mi vergogno di nulla, le perizie hanno sempre escluso morte per percosse,
prendetevela con loro”.
Vi ricordate le parole gentili,
cristiane, garbate, rispettose verso una persona morta e la sua addoloratissima
famiglia? Vi ricordate che cosa disse Giovanardi nel novembre del 2009?
Affermò: "Stefano Cucchi è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo".
Non dovrebbe chiedere scusa, Giovanardi, dovrebbe chiedere perdono, se fosse un
buon cristiano. Non è ancora arrivato a capire che il giovane non sarebbe morto
se non fosse stato massacrato di botte. Ma c’è da stupirsi? Vogliamo ricordare
altre battute intelligenti, sempre eleganti, raffinate, rispettose verso il
prossimo, di Carlo Giovanardi? L’elenco è lungo, ne riporto solo alcune. Il 22
marzo 2006, a proposito di eutanasia per neonati affetti da malattia inguaribile
ed in preda a dolori insopportabili, dichiarò candidamente: "Finché c'è vita c'è
speranza". Nel settembre del 2010, affermò, senza ovviamente uno straccio di
prova, che nei Paesi dove sono consentite le adozioni gay "è esplosa la
compravendita di bambini e bambine", e, sempre senza uno straccio di prova, che
affidare un bambino ad una coppia gay significa "fare una violenza sul bambino
stesso. Si crea un diverso dagli altri, lo si candida all'infelicità". Il 16
febbraio 2012 ebbe a dichiarare che vedere due donne che si baciano è come veder
fare la pipì in pubblico. Bastano?
Renato Pierri

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