La legge secondo Vittorio Sgarbi e Mario Giordano
La legge secondo Vittorio Sgarbi e Mario
Giordano
Disperata Bianca Berlinguer, durante la trasmissione
“Carta bianca”, come una maestra si alza dalla cattedra per azzittire un alunno
troppo vivace, si è alzata in piedi più volte nel vano tentativo di mettere a
tacere Vittorio Sgarbi. Il fatto è che la maestra gli alunni non se li sceglie,
mentre sono i conduttori televisivi a scegliersi gli ospiti, e chi invita
Vittorio Sgarbi sa benissimo a che cosa va incontro. Questa volta però Vittorio
Sgarbi aveva ragione da vendere, mentre il suo interlocutore, Mario Giordano,
aveva torto marcio nell’affermare con ostinazione che la legge è sacra. “La
legge non è sacra, non è sacra, non è sacra...”, gridava come un forsennato
Vittorio Sgarbi. E aveva ragione. La legge è la legge. Una pessima legge è una
pessima legge, un’ottima legge è un’ottima legge, ma il sacro non c’entra un bel
niente. Si parlava, anzi, si bisticciava, si discuteva strillando della vicenda
del sindaco di Riace, agli arresti domiciliari per aver violato la legge. Ma
perché tanti discorsi? E’ giusto il comportamento dei giudici che hanno il
dovere di far osservare la legge, ed è altrettanto giusto il comportamento del
sindaco di Riace che ha seguito la propria coscienza, anche a costo di violare
la legge. Oppure per osservare la legge si deve andare contro la propria
coscienza?
Renato Pierri

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