Junior Cally e la sua “piena di grazia”...
Junior Cally e la sua “piena di
grazia”...
La giornalista Stefania Rossini, su
L’Espresso del 26 gennaio, riguardo ad una canzone di Junior Cally, scrive:
“Intendiamoci, il testo di Junior Cally è feroce, ma è anche una palese fiction
con metafore estreme, com’è d'uso nel mondo rap. Chi pensa che censurare testi
di questo tipo protegga i giovani, sta dando loro una pessima lezione. Gli
andrebbe invece spiegato, magari con l'esempio, che se non sei a favore della
libertà d’espressione quando questa ti fa schifo, vuol dire semplicemente che
non lo sei”.
Il fatto è che nessuno vuole chiudere la bocca al
raffinato cantante, che con molto acume ci spiega nella canzone, che Gioia si
chiama così “perché fa la troia”, nessuno gli vuole impedire di pubblicare
dischi, di fare concerti quando e dove gli pare, di cantare a squarciagola che
Gioia “balla mezza nuda e dopo te la dà”. Semplicemente qualcuno che si
è risentito a causa della trivialità e stupidità ad un tempo di certe canzoni,
vorrebbe che la televisione pubblica non ospitasse l’autore delle stesse in una
manifestazione canora. Trascrivo alcuni versi del raffinato autore: «Lei si
chiama Gioia , beve e poi ingoia... Sì chiama Gioia, perché fa la troia, sì, per
la gioia di mamma e papà. Questa non sa cosa dice, porca troia, quanto
chiacchiera? L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa, c’ho rivestito la
maschera». E va bene. Cally è un rapper, e quindi può dire ciò che vuole. Ma,
come ha giustamente osservato Mara Maionchi, considerato che Cally fa così il
cattivo e il trasgressivo, perché va in una manifestazione canora
nazional-popolare?
Che bel nome Gioia. Deriva dal latino “gaudia” che
significa “gioia”, ma anche “piena di grazia”.
Renato Pierri

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