“Pizzeche e vase nun fanno pertuse e maniate 'e zizze nun fanno criature”
“Pizzeche e vase nun fanno pertuse e maniate 'e zizze nun fanno criature”
(Dialogo immaginario tra due
monache)
Veronica: “Hai visto, amore mio, come si agitano i
frequentatori del blog “Come Gesù” quando il bravo don Mauro Leonardi ospita
scritti di qualche persona omosessuale?”
Teresa: “Sì, sì, e si agitano ancora di più se la
persona in questione è cristiana ed è persuasa che non ci sia niente di male
nell’amore tra due persone omosessuali”
Veronica: “Sembra
impossibile che ancora oggi, terzo millennio, qualcuno nel nostro civile Paese
ritenga ancora peccato mortale l’amore tra due persone omosessuali. Peccato
mortale l’amore omosessuale, e peccato mortale sciogliere un bambino nell’acido.
Solo che il secondo è un po’ più mortale del primo. Così si ragiona...
“
Teresa: “Amore mio, ricordi Senofane di Colofone?
«Ma se
buoi, cavalli e leoni avessero le mani e sapessero disegnare, i cavalli
disegnerebbero gli dei simili a cavalli e i buoi gli dei simili a buoi». Il
filosofo si riferiva all’aspetto, ma non fanno qualcosa di analogo alcuni
cristiani ancora oggi? Un uomo inconsapevolmente ingiusto si dipinge un dio
ingiusto. Ritiene un male l’amore omosessuale? E’ sicuro che anche agli occhi di
Dio l’amore omosessuale sia un male”
Veronica: “Ascolta, ti leggo un commento alla lettera
del signore che parla di casto amore omosessuale: «Buongiorno, signor Sergio. Non ho capito il senso che
lei da alla parola “casto”... Guardando la Treccani ho ritrovato questo
significato: Che si astiene, con gli atti e con la mente, dai piaceri sessuali,
sia in modo assoluto sia con l’osservanza di precise norme morali. Quali sono le
norme morali cui lei si ispira?». Che ne pensi? Possono essere caste due persone
omosessuali che fanno l’amore? Il nostro amore, ad esempio, secondo te, è
casto?”
Teresa: “Secondo me una differenza si può fare. L’amore
tra due persone omosessuali innamorate che fanno l’amore proprio perché sono
innamorate, può definirsi casto. L’amore tra due persone omosessuali che non si
amano ma fanno sesso solo per provare piacere, può definirsi non casto.
Ovviamente non ritengo che quest’ultimo sia peccato, sempre che non si diventi
schiavi del sesso... “
Veronica: “Ad ogni modo il significato del termine
«castità» per la Chiesa cambia secondo le
persone cui è riferito. La castità degli sposi, ad esempio, non è la castità dei
fidanzati. Nel Catechismo c’è scritto: «Gli
atti coi quali i coniugi si uniscono in casta intimità... ». Però, se la loro
unione non ha il duplice fine del matrimonio: il bene degli sposi e la
trasmissione della vita, se ad esempio, fanno ricorso al preservativo per non
mettere al mondo pargoletti, ecco che il loro amore non è più
casto”
Teresa: “E la castità dei
fidanzati?”
Veronica: “I fidanzati, se vogliono osservare la
castità, possono scambiarsi qualche bacino, qualche innocente carezza.
«Manifestazioni affettive che portano normalmente
all’eccitazione sessuale sono inaccettabili perché separano l’esercizio della
genitalità dal dono totale di sé e dalla procreazione», così scrive un sacerdote
domenicano.
Teresa: “Ma dai, amore mio, pizzeche e vase nun fanno
pertuse e maniate 'e zizze nun fanno criature, dice un proverbio
napoletano”
Veronica: “Eppure questa è la castità che la Chiesa si
aspetta dai fidanzati. Ma cambia ancora significato, la castità, se riferita a
noi monache, ai preti, ai monaci. In questo caso la castità è astinenza assoluta
dall’esercizio della sessualità”
Teresa: “E’ la stessa castità che la Chiesa si aspetta
dalle persone omosessuali. Solo che monache e preti fanno una libera scelta
(sempre che per davvero si tratti di una libera scelta), mentre le persone
omosessuali sono costrette ad abbracciare la castità se non vogliono finire
all’inferno... “
Veronica: “Si, all’inferno che è in testa a chi si
dipinge un dio a sua immagine a somiglianza. Così va il mondo, certamente non il
cielo... “.
Renato Pierri

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