Al concerto di Ariana Grande si è parlato di amore
Al concerto di Ariana Grande si è parlato di amore
Oggi, dopo il concerto di
ieri sera (4 giugno) a Manchester, non sono arrivate le scuse dell’arcivescovo
Luigi Negri, e neppure di quelli che avevano criticato aspramente il prete e
scrittore Mauro Leonardi per aver criticato aspramente e a giusta ragione
l’arcivescovo. Monsignor Negri, il giorno dopo la strage aveva pronunciato
queste parole: "Figli miei, siete morti così, quasi senza ragioni come avevate
vissuto. Non preoccupatevi, non vi hanno aiutato a vivere ma vi faranno un
'ottimo' funerale... Siete venuti al mondo molte volte neanche desiderati, e
nessuno vi ha dato delle ragioni adeguate per vivere... Si sono solo dimenticati
di dirvi che c'è il Male”. Le scuse non sono arrivate perché sicuramente né il
monsignore, né coloro che hanno criticato don Mauro Leonardi, hanno ascoltato il
concerto, ieri sera. Eh, sì, perché si sarebbero resi conto che sul palco a
cantare in questi concerti non c’è il diavolo. Era pieno zeppo, lo stadio, pieno
zeppo di giovani e adulti accorsi ad ascoltare Ariana Grande. La cantante aveva
annunciato il concerto con le seguenti parole: "La nostra risposta a questa
violenza deve essere quello di aiutarsi a vicenda ad amare di più e a cantare
più forte. Continueremo in onore di quelli che abbiamo perso e di tutti quelli
colpiti da questa tragedia. Saranno nella mia mente e nel mio cuore tutti i
giorni e penserò a loro per il resto della mia vita". Diabolico. E ha cantato
forte la “icona molto sessualizzata del complesso industriale mediatico” (così
l’ha definita un lettore su Avvenire.it), ed era vestitissima, jeans, stivali,
grande felpa bianca su cui campeggiava la scritta: "We love Manchester".
Graziosissima, col suo sorriso splendido e i capelli legati in una lunga coda.
Si è parlato di amore, di “amore da trasmettere a tutto il mondo”. Tutti
parlavano di amore. La cantante Katy Perry: "L'amore batte l'odio e batte la
paura. Toccate la persona che è accanto a voi, entrate in contatto l'uno con
l'altro. E ditevi: ti voglio bene". Un po’ come il “segno della pace” in chiesa.
Diabolico. Un altro cantante ha detto: “La cosa migliore è combattere il male
con il bene”. Ha avuto un grande successo lo show di beneficenza voluto dalla
popstar americana. L’intero ricavato andrà a sostegno delle vittime
dell’attentato del 22 maggio. Diabolico.
Renato Pierri

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