Ricorre il centenario delle
presunte apparizioni di Fatima, e a me leggendo i giornali mi sembra di essere
don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento. Il settimanale “Oggi” è
uscito col titolo seguente: “I tre pastorelli: una storia eroica”. Una storia
eroica? Due di loro, poveri innocenti, morti in tenera età vittime di false
credenze, di superstizioni, di pregiudizi, l’altra, la superstite, l'artefice
inconsapevole della grande mistificazione che dura da ben cento anni, segregata
in un monastero di clausura col divieto assoluto di parlare con estranei delle
sue visioni. Da cento anni giornali e libri continuano a mostrare alla gente una
sola faccia della medaglia, quella cara alla Chiesa cattolica. Invano ho
pubblicato sui giornali decine di lettere in cui dimostro, documenti alla mano,
alla luce del Vangelo e della ragione ovviamente, l’assoluta inconsistenza delle
apparizioni della Madonna a Fatima. Invano sono stati pubblicati due miei libri
sull’argomento: “Il quarto segreto di Fatima, La Madonna antievangelica e
anticomunista inventata dalla Chiesa” (Kaos Edizioni ) e “Nostra Signora di
Fatima. La Madonna di un falso cristianesimo” (Mind Edizioni), Invano inviai con
“raccomandata” a Papa Francesco, ben tre anni fa ormai, l’ultimo mio libro. Non
mi aspettavo che il Papa lo leggesse e mi rispondesse (se lo avesse letto,
probabilmente oggi non andrebbe a Fatima), ma aspettavo un doveroso grazie e la
solita benedizione apostolica, come avveniva sempre con Giovanni Paolo II e con
Joseph Ratzinger. Adesso i signori del Vaticano non si degnano neppure di
rispondere. E io sono ancora qui a combattere per la verità e soprattutto la
giustizia verso due creature innocenti. Soprattutto verso la più sfortunata dei
tre piccoli, Giacinta, la pastorella che ebbe a soffrire maggiormente,a causa di
un cristianesimo malato. Lo dimostrano le assurdità scritte e dette su di lei
da Lucia e da diversi autori cattolici. Suor Lucia dichiarò: "Giacinta era
bambina soltanto negli anni. Per il resto sapeva già praticare la virtù e
mostrare il suo amore a Dio e alla Vergine SS. praticando sacrifici". Luigi da
Gonzaga de Fonseca: "«Ah! Madonna mia! Ah! Madonna mia!», erano i suoi unici
lamenti nei dolori più acuti…e certamente aggiungeva: «O Gesù, adesso potrete
ben convertire molti peccatori perché questo sacrificio mi costa tanto!»".
Questo le avevano fatto credere. Padre Valinho: "La malattia le provocava dolori
lancinanti, ma aveva imparato che il dolore è misteriosamente utile
nell’economia della salvezza e lo cercava". Questo pure le avevano fatto
credere. Giovanni Paolo II, nel discorso del 13 maggio 2000 a Fatima, si mostrò
persuaso che la bontà del Signore si fosse manifestata salvando lui
nell’attentato a piazza S. Pietro, e facendo morire Giacinta tra le più atroci
sofferenze, nonché del fatto che i sacrifici della pastorella fossero andati a
suo beneficio. Senza questo falso
cristianesimo non sarebbe stato possibile creare Nostra Signora di Fatima.
Renato Pierri
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