Il Piave mormorava versi diversi su Caporetto
Il Piave mormorava versi diversi su
Caporetto
Lo sapevate? Confesso che io non lo sapevo. Per caso,
cercando su Google le parole di “Ladra”, una vecchia canzone che udivo da mia
madre, mi capita sotto gli occhi un articolo interessante di Leoncarlo
Settimelli, sul periodico “Patria Indipendente” del 18 febbraio 2006. E scopro
che alcuni versi della Leggenda del Piave che tante volte ho cantato, mi hanno
fatto cantare, ho ascoltato cantare da bambino, in origine recitavano in altro
modo. Abbiamo sempre cantato, sentito cantare: «Ma in una notte trista si parlò
di un fosco evento/ e il Piave udiva l’ira e lo sgomento/ Ahi quanta gente ha
vista venir giù, lasciare il tetto/ poiché il nemico irruppe a Caporetto!», ma i
versi in origine recitavano ben diversamente: «Ma in una notte trista/ si parlò
di tradimento/ e il Piave udiva l’ira e lo sgomento/ Ah, quanta gente ho vista
venir giù, lasciare il tetto/ per l’onta consumata a Caporetto». Questi erano i
versi della canzone, riferisce Settimelli, che accompagnò le
spoglie del Milite Ignoto fino a Roma, che si trovava stampata su un cartoncino
posto nei comodini delle cabine delle grandi navi italiane in viaggio sulle
rotte del mondo, che cantarono i reduci, gli scolari, la folla, tutti”. E poi
che cosa è successo? Perché oggi nella nota canzone di E.A. Mario quei versi non
esistono più? Semplicemente perché fu l’autore a cambiarli e li cambiò perché
alle autorità militari fasciste, quei versi non erano graditi. Trascrivo
dall’articolo: “La vicenda si sbrogliò nel 1929, quando «accertati i fatti
storici, La leggenda del Piave è modificata nella seconda strofa»: lo annota lo
stesso E.A. Mario nella propria rivista “Strenna azzurra”, riproducendo la
comunicazione ricevuta dal ministro della Pubblica Istruzione: «Le varianti a La
leggenda del Piave – scrive il ministro – rispondono pienamente allo scopo e la
ringrazio. Dò [sic!] disposizione affinché vengano introdotte nel testo. Ella ha
fatto cessione allo Stato dei suoi diritti d’autore per l’inclusione de La
leggenda del Piave nel Canzoniere Nazionale e la esecuzione da parte delle
scolaresche…». Ecco dunque cancellata la pagina nera di Caporetto. E da parte
del suo stesso autore”.
Lo stesso autore di belle canzoni napoletane a tutti
note, lo stesso autore di “Ladra” la vecchia canzone che cantava mia madre,
grazie alla quale sono venuto a conoscere questa storia. Ma ci fu tradimento a
Caporetto? Chiedete agli storici oppure al Piave. Il fiume sa la verità.
Renato Pierri
P.S. Qui Mario del Monaco
canta la canzone con in versi originali: https://www.youtube.com/watch?v=fGP9V_U2i0U

0 Comments:
Post a Comment
<< Home