Lo scandalo dei "piccoli". Don Franco Barbero risponde a Renato Pierri
Lo scandalo dei "piccoli". Don Franco Barbero risponde a Renato Pierri
Ho inviato a diversi giornali (uno alla volta per evitare pubblicazioni contemporanee) la seguente lettera, che tutti stranamente hanno cestinato. Corrado Augias pubblicò una mia precedente segnalazione, ma questa volta anche lui ha preferito cestinare. Evidentemente è rassegnato: evitare che altri sbaglino in futuro è pura illusione. Alla fine l’ho pubblicata sul blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi. Ed ora è stata pubblicata dal colto don Franco Barbero sul suo blog, con la risposta che unisco.
Monsignor Vincenzo Paglia interpreta male il vangelo
Questa proprio non me l’aspettavo. Sono
decenni ormai che segnalo invano lo stesso errore nell’interpretazione di un
passo del vangelo, e non mi aspettavo che a sbagliare questa volta fosse
nientedimeno che monsignor Vincenzo Paglia, arcivescovo e presidente della
Pontificia Accademia per la vita. Chiunque può accertarsene avendo a portata di
mano un vangelo commentato. Deve essere commentato, altrimenti il profano
rischia di fraintendere, come ha fatto il monsignore ieri sera, durante la
trasmissione “Di martedì” (La7 – 6 giugno). Il simpatico monsignore ha detto:
“Gesù a tal punto amava i bambini da arrivare a dire che a chi li scandalizza è
meglio sia messa una macina al collo e gettato in fondo al mare”.
Il versetto del Vangelo mal interpretato è
il seguente: “Ma se uno sarà di scandalo a uno di questi piccoli che credono in
me, è meglio per lui che gli sia legata al collo una mola asinaria e sia
precipitato nel fondo del mare”. I piccoli di cui parla Gesù, non sono i
bambini, ma i suoi seguaci. Ecco il commento di P. Rossano: “I piccoli sono i
seguaci di Cristo, senza preminenza né appoggi umani, perciò più esposti ai
pericoli dello scandalo, per altro inevitabile, data la proclività al male della
natura umana” (La Bibbia – Edizioni Paoline 1990). Ed ecco il noto versetto
nella Bibbia (LDC - ABU), tradotta in lingua corrente da studiosi cattolici e
protestanti: "Ma se qualcuno farà perdere la fede a una di queste persone
semplici che credono in me, sarebbe più conveniente per lui che lo buttassero in
fondo al mare, con una grossa pietra legata al collo". E ancora il teologo
Giuseppe Puccinelli: “L’ammonimento di Gesù – malgrado si presti molto
all’attualità e venga citato a tal proposito con giusta indignazione – non era
indirizzato contro chi aveva commesso abusi sessuali sui bambini” (Famiglia
Cristiana n. 17 del 2010).
Renato Pierri
Risposta di don Franco
Barbero
Caro Renato
Pierri,
l'equivoco da Lei segnalato e purtroppo
tuttora molto diffuso e fa parte di una delle mille manipolazioni dei testi
biblici che si sentono continuamente sulla bocca dei "pastori" del popolo di
Dio. Stupirsi? L'ultima cosa che normalmente i vescovi curano è l'aggiornamento
rigoroso sul piano biblico. Dalla mariologia alla cristologia, dalla liturgia
alla sacramentaria, il linguaggio ufficiale è fermo al Concilio di Trento e
sembra che l'esegesi, i metodi storici e critici, l'ermeneutica e la semiologia
siano discipline assenti, sostituite dalle formulazioni dogmatiche e
catechistiche.
La stragrande maggioranza dei vescovi si
occupa d'altro.
Per fortuna che alla base, tra preti veri e
seri e molti uomini e donne credenti, sta nascendo una fede adulta, libera,
responsabile.
Poi c'è sempre qualche vescovo che si
converte al Vangelo ascoltando il popolo e mettendosi a
studiare.
Quindi.... tanta e tanta fiducia in Dio e
nel popolo di Dio.
Un cordiale
saluto
don Franco
Barbero

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