Sunday, August 30, 2020

Evitare il contagio è un dovere morale

 https://www.politicamentecorretto.com/2020/08/29/evitare-il-contagio-e-un-dovere-morale/


Evitare il contagio è un dovere morale

Recarsi in vacanza all'estero, in paesi dove si corre maggiormente il rischio d'essere contagiati dal coronavirus, oppure recarsi in locali affollati per divertimento, è un comportamento immorale, giacché non si mette in pericolo soltanto la propria salute, ma anche quella degli altri, familiari compresi, persone anziane soprattutto. Alcuni lo sanno perfettamente e non se ne preoccupano, altri non lo sanno e quindi è bene che lo sappiano. Gravemente immorale è anche il comportamento di coloro, politici in particolare, che inducono la gente a non osservare le norme necessarie per evitare di contagiarsi e di contagiare gli altri. Sarebbe opportuno che anche la Chiesa, sempre pronta ad intervenire quando si parla di aborto o eutanasia, dicesse ai fedeli che fare il possibile per evitare il contagio è un dovere morale.
Renato Pierri

Tuesday, August 25, 2020

Il linguaggio crudele di Avvenire

Il linguaggio crudele di Avvenire

Secondo il quotidiano Avvenire di domenica 23 agosto, le nuove linee guida sull’aborto farmacologico che hanno annullato l’obbligo di ricovero per l’assunzione della pillola Ru486, violano la Costituzione. Nell'articolo si legge, tra l'altro: «La rete consultoriale nasce con la finalità esattamente opposta: fornire un’alternativa alle donne che pensano di trovarsi costrette dalle circostanze più varie a spegnere in grembo la vita del proprio bimbo».

E più avanti: "Ma è altrettanto innegabile come anche questa seconda norma non abbia inteso chiedere la collaborazione di queste strutture per la soppressione del bimbo nel ventre della gestante".

 Non entro nel merito della questione, ma nel merito del linguaggio. L'interruzione della gravidanza, al fine di rendere più grave l'atto, di ottenere maggiore effetto, di fare più impressione, viene definita "soppressione del bimbo nel ventre della gestante". L'embrione o il feto, per Avvenire, sono già il "bimbo". Sopprimere un bimbo è azione nefanda ed è reato gravissimo. Stesso effetto, con la frase: «spegnere in grembo la vita del proprio bimbo». E va be', ma non è una crudeltà verso tante donne che magari per disperazione hanno interrotto la gravidanza? La stessa crudeltà di Giovanni Paolo II, il santo, che nell'enciclica Evangelium Vitae  ebbe  a definire omicidio l'aborto e l'eutanasia, e a metterli sullo stesso piano del fratricidio di Caino. Karol Jozef Wojtya dimenticava che all'origine del fratricidio biblico, c'erano la gelosia, l'ira, l'odio profondo, sentimenti che non possono essere, ovviamente, all'origine dell'aborto e dell'eutanasia.

Renato Pierri

 

  

Wednesday, August 19, 2020

Ave Mary – E la Chiesa inventò la Madonna

 Ave Mary – E la Chiesa inventò la Madonna

“Ave Mary – E la Chiesa inventò la donna”, non è un libro su Maria, precisava Michela Murgia. Se avesse scritto un libro su Maria, avrebbe potuto benissimo intitolarlo: “Ave Mary – E la Chiesa inventò la Madonna”. Questo, infatti, è avvenuto. La Chiesa facendo della madre di Gesù una sorta di dea, ha inventato la Madonna.
Benedetto XVI, nell’Udienza Generale del 2 gennaio 2008, disse: “Dopo ampia discussione, nel Concilio di Efeso del 431... venne solennemente confermata, da una parte, l’unità delle due nature, quella divina e quella umana, nella persona del Figlio di Dio (cfr DS, n. 250) e, dall’altra, la legittimità dell’attribuzione alla Vergine del titolo di Theotokos, Madre di Dio (ibid., n. 251). Dopo questo Concilio si registrò una vera esplosione di devozione mariana e furono costruite numerose chiese dedicate alla Madre di Dio”. Non possiamo fare a meno di domandarci: “Come mai Gesù non fece sì che questa devozione cominciasse da subito? Perché insegnò ai discepoli a pregare il Padre nostro e non anche la Madre nostra? Come mai dai discorsi di Gesù non trapela assolutamente la posizione eccelsa di Maria, “Madre di Dio”? Eppure l’occasione ci sarebbe stata. Nel Vangelo, Gesù tratta la madre persino con un certo distacco, quasi a non volerla coinvolgere nella sua missione, unica e irripetibile. Quando la madre nell’episodio della Nozze di Cana, essendo lei incapace di provvedere ai bisogni dei commensali, si rivolge a Gesù, lui risponde: “Che vuoi da me, o donna?” (Gv 2,4). Quando dicono a Gesù: “Ecco: tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e chiedono di parlarti” (Mt 12, 48), egli risponde: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?... Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi mi è fratello, sorella e madre” (Mt 12, 49 – 50). E dire che proprio la madre aveva fatto la volontà del Padre, ma lui non dà agli apostoli l’impressione che si tratti di persona eccezionale. E’ una mamma, nient’altro che una mamma. A tal punto una semplice mamma da non capire neppure ciò che il figlio dodicenne diceva: “«Figlio, perché hai fatto questo? Ecco, tuo padre ed io, addolorati, ti cercavamo!». Ma egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?». Essi però non compresero ciò che aveva detto loro” (Lc 3,48 – 50). Gesù parla di sé, parla del Padre, mai della madre: “Chi ha visto me, ha visto il Padre. Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me” (cf Gv 14). In Giovanni (solo in Giovanni) Gesù, sulla croce, ha un pensiero per la madre straziata dal dolore: “Gesù, dunque, visti la madre e presso di lei il discepolo che amava, dice alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Quindi dice al discepolo:«Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo la prese in casa sua”. (Gv 19, 26 – 27 ). E da quell’ora, per parecchio tempo, nessuno diede grande importanza a Maria.
Renato Pierri


Thursday, August 06, 2020

L’eutanasia, il suicidio assistito, e la “regola d’oro”

L’eutanasia, il suicidio assistito, e la “regola d’oro”

Michela Marzano, in un articolo su La Repubblica del 30 novembre 2011, scriveva: “E’ difficile chiedere a un medico, la cui vocazione in fondo è quella di "far vivere", di essere poi anche capace, in determinate circostanze, di "far morire"». In un articolo su Affaritaliani le risposi così: “E' difficile chiederlo ad un medico contrario all'eutanasia, ma non ad un medico favorevole all'eutanasia. Un medico cristiano, ad esempio, potrebbe applicare la regola d'oro: "Quanto dunque desiderate che gli uomini vi facciano, fatelo anche voi ad essi" (Mt 7,12). Più volte, affrontando i temi gravi, importanti, dell’eutanasia e del suicidio assistito, da un punto di vista religioso, ho accennato alla “regola d’oro”. Ho l’abitudine, però, quando faccio un’affermazione, di cercare le possibili obiezioni. L’unica obiezione, a mio parere, è che il medico potrebbe desiderare per sé qualcosa di sbagliato. In tal caso, applicando la regola d’oro, pur seguendo la propria coscienza ed essendo in buona fede, il medico commetterebbe un errore. Ma è impossibile dimostrare in base al vangelo, che sia un errore anticipare la propria morte, qualora la vita diventi insopportabile. Gesù non chiede sacrifici inutili, non necessari. Ma non bisogna imitare Cristo che si è sacrificato per noi fino alla morte? Questa è una sciocca obiezione, giacché Imitare Cristo significa compiere un sacrificio simile a quello del Cristo, un sacrificio utile, necessario, un sacrificio che abbia uno scopo ben preciso. Se Massimiliano Kolbe ad Auschwitz avesse offerto la sua vita non per salvare un padre di famiglia, ma per imitare Cristo nella forma e non nella sostanza, non sarebbe stato un santo, ma un cretino.

Diede la vita, Massimiliano Kolbe, per salvare un’altra vita, ciò significa, stando al vangelo, che non siamo obbligati a conservare la nostra vita sempre e a tutti i costi.

Per il Signore del vangelo non è importante quanto si vive, ma come si vive, compiendo il bene e non il male. La vita, quella terrena, possiamo anche perderla (cf Mt 10,39). E se a vantaggio del prossimo possiamo rinunciare ad una vita magari anche bellissima e lunghissima, per quale motivo non potremmo rinunciare a nostro vantaggio, ad una vita breve e insopportabile?

Per sostenere che anticipare la propria morte, qualora la vita diventi insostenibile, vada contro la volontà del Padre della misericordia, bisogna ricorrere alla fantasia, inventarsi sciocchezze che non trovano nessun serio fondamento nel vangelo: Dio che manda croci alle sue creature, sofferenza redentrice o altro. Ma la fantasia va lasciata da parte, quando si affrontano problemi gravi e delicati. Dio non manda croci e l’unico redentore è Cristo.

Renato Pierri