Wednesday, February 27, 2019
Pensionato rassegnato
alla beneficenza forzata
Sono proprio contento,
contentissimo. Solo oggi me ne sono accorto. Rassegnato ormai alla beneficenza
forzata a favore dei poveri che aspirano al reddito di cittadinanza, rassegnato
a non veder aumentare la mia pensione grazie alla perequazione, ossia
all’adeguamento dell’importo con la variazione
dell’inflazione; rassegnato a non vedere aumentare la mia modestissima pensione
netta di euro 1.248 e qualche centesimo (moglie a carico!), con grande
meraviglia, grande gioia ho visto che è aumentata invece di ben 7 euro. Sette
euro, lo ripeto in lettere. Stasera pizza con la moglie per festeggiare.
Parleremo della vacanza che con questo aumento potremo fare questa estate. E’
tanto che non andiamo più in vacanza. Oppure converrà acquistare una macchina
nuova, che quella vecchia non ne può più? Va bene, dai, c’è tempo per pensarci,
intanto, mentre li mettiamo da parte tutti questi soldini in più, ringraziamo
questo governo, ringraziamolo di cuore, visto che è così generoso con le
pensioncine altrui.
Carmelo Dini
Monday, February 25, 2019
La sofferenza senza senso di Iolanda Deda
La sofferenza senza senso di Iolanda Deda
Trascrivo i passi più significativi di un articolo
apparso su Il Sussidiario del 25 febbraio a firma del prete e scrittore Mauro
Leonardi.
«Una bimba di
dieci anni muore di un tumore alla testa e la mamma di 25 anni, Nike, disperata,
decide di non farle il funerale. “Non ci credo più – riporta Il Mattino di
Padova – ho visto mia figlia soffrire troppo”. Il calvario della piccola Iolanda
Deda era iniziato 11 mesi fa. All’inizio sembrava un torcicollo ma poi la
situazione è peggiorata rapidamente, fino al crollo, avvenuto il giorno di
Natale, con la crisi che ha portato al ricovero definitivo».
«La morte di un
figlio è sempre assurda, insuperabile, soprattutto per una madre: la madre che
ha custodito la figlia nel grembo non sopporta di vedere che la morte le strappi
via la figlia con una malattia. Capisco questa madre e la sua
scelta».
«Quando l’uomo
perde qualcuno gli sembra di poter possedere solo il dolore: ci si attacca
perché staccarsi dal dolore é come perdere definitivamente tutto. Ma la svolta è
scoprire che il dolore non è qualcosa da capire ma da vivere».
«E come accade con
le persone così accade con il dolore. Si scopre cioè che le persone hanno senso
anche se non le conosciamo, anche se non conosciamo il loro nome. Hanno senso se
ci si mette nella loro strada e si vive la loro vita. Il dolore vissuto così è
una via che si apre alla Verità e all’Amore del Padre».
«Il dolore vissuto
fino in fondo è offerta... Il dolore ha senso solo se lo si
offre».
Ora, Nike non si lamenta del proprio dolore, non pensa
al proprio dolore, pensa al dolore di una creatura innocente, al dolore tremendo
della figlia (“Ho visto mia figlia soffrire troppo”). Sa benissimo perché la
figlia ha sofferto indicibilmente. Tutti sanno che cosa sia il dolore,
soprattutto quella fisico: è un campanello d’allarme che purtroppo funziona
male, alle volte malissimo. Ciò che questa madre, credente, non comprende, ciò
che non comprendiamo è perché Dio abbia creato un mondo in cui una creatura
innocente può soffrire terribilmente e morire. Non è la sofferenza in sé, ma, se
così si può dire, il “comportamento” di Dio in relazione al dolore
dell’innocente. Il “comportamento” del Padre immensamente buono in relazione al
dolore di una bambina. E’ questo che sconcerta la madre. E’ questo che ci
sconcerta.
Don Leonardi parla del dolore della madre, anziché
parlare del dolore che ha suscitato quel dolore. Ma qui il problema è il dolore
della bambina. E riguardo a questo dolore, tutti i discorsi che fa don Mauro non
hanno senso. Non si vede, infatti, perché la sofferenza di una creaturina
dovrebbe essere una “via che si apre alla Verità e all’Amore del Padre”. La
bimba soffrendo si apre alla Verità e all’Amore del Padre? Che
significa?
Altra affermazione che non condivido è che il dolore
ha un senso solo se lo si offre. Il sacrificio di sé per il prossimo ha un senso
e di conseguenza il dolore che ne deriva. Ma se soffriamo a causa di una
disgrazia non capisco che cosa significhi offrire la nostra sofferenza. Siamo
anche noi piccoli redentori? Mah! Se poi si tratta della sofferenza di un
bambino, di un neonato, davvero non so come potrebbe fare la creaturina ad
offrire il suo dolore. Il suo dolore senza senso.
Renato Pierri
Giusto non credere nel diavolo, serio o ridicolo che sia
Giusto non credere nel diavolo, serio o
ridicolo
Un lettore, sul blog “Come Gesù” del prete e
scrittore Mauro Leonardi, osserva: “Non esiste un diavolo
ridicolo ed uno serio. Esiste il diavolo. Che è una creatura. La sua storia la
conosciamo tutti. Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla dell'esorcismo e
raccomanda che quello solenne può farlo solo il presbitero con l'autorità della
Chiesa”. E poi racconta un paio di episodi che lui prende molto seriamente e che
fanno sorridere il sottoscritto. Un guanto (ma dimmi tu!) di San Pio da
Pietrelcina nascosto sotto un divano (giochini infantili); un poveraccio
ritenuto invasato dal demonio che striscia sotto il divano “urlando di togliere
quel «pezzo di stoffa che puzza
di santità»”. Persuaso anch’io che il guanto
potesse puzzare, considerate le piaghe sulle mani del frate, ma non credo che
avesse nulla da spartire con la santità che è cosa seria.
L’altro episodio: “Una
donna trattata da un esorcista e che non ha mai
sentito parlare di Padre Candido dopo la seduta racconta di aver visto un frate
con la tonaca nera gli occhiali ed il simbolo della Passione seduto vicino a lei
pregando il rosario ed implorando Dio di liberarla in una sedia vuota ma dove
l'esorcista aveva nascosto una immagine del Padre Candido” Una passione degli
esorcisti giocare a nasconderella?
Questo, a mio
parere, descritto dal lettore è il diavolo ridicolo. Un diavolo che fa il
diavolo a quattro, un diavolo che ha paura del sale esorcizzato, del buon odore
dell’incenso (preferisce l’odore del zolfo...), dell’acqua
santa...
Un diavolo serio,
invece, potrebbe essere un diavolo che, essendo serio per l’appunto, agisce
seriamente, combina guai seri. Un diavolo serio dovrebbe agire nascostamente
senza farsi notare. Potrebbe, ad esempio, influire su persone che compiono
azioni nefande, stupri, genocidi, devastazioni, deportazioni, che affamano
intere popolazioni. Un diavolo serio dovrebbe segretamente indurre gli uomini a
compiere con lucidità e determinazione i peccati più gravi. Oggi, per esempio,
un diavolo serio potrebbe spingere uomini potenti a costruire muri con filo
spinato, a respingere persone innocenti che chiedono aiuto. Ma la libertà
dell’uomo già soggetta a mille condizionamenti, verrebbe ulteriormente
compromessa dalla presenza del diavolo. Più giusto quindi non credere
nell’esistenza del diavolo, ridicolo o serio che sia.
Renato Pierri
Saturday, February 23, 2019
Bolletta Acea. Spese inspiegabili
Bolletta Acea. Spese
inspiegabili
La prima voce si capisce: “Spesa per
la materia Energia: 35,47 euro”. Si tratta del consumo, è chiaro. La seconda,
però, non è chiara per niente: “Spesa per il trasporto e la gestione del
contatore: 16,24 euro”. Intanto mi sembra una cifra sproporzionata rispetto a
quella del consumo, ma passi, giacché non so bene che cosa significhi gestire il
mio contatore. Ma ciò che davvero non riesco a capire nonostante spremi le
meningi, è la voce “trasporto del contatore” che si ripete ogni volta sulla
bolletta. E come fanno i signori dell’Acea a trasportare tante volte lo stesso
contatore una volta che è stato sistemato? E poi c’è un’altra voce per me
misteriosa: “Spesa per oneri di sistema: 7,29 euro”. Che roba è? La voce
“Imposte e IVA: 5,90”, si comprende bene, anche troppo. Totale: 64.90 euro.
Morale della favola: consumi 35,47 euro e paghi 64,90 euro. Quasi il doppio.
Senza contare 18.00 euro di canone Tv che ti fa arrivare alla bellezza di 82,90
euro. Per chi vive di una modesta pensione è una bella cifra.
Carmelo Dini
Wednesday, February 20, 2019
Famiglia naturale. Come lo yogurt e le tisane
Famiglia naturale. Come lo yogurt e
le tisane
Uno straordinario evento, importantissimo evento a
fine marzo nella bella città di Verona. Il vostro pensiero è andato subito al
teatro, all’Arena, a Romeo e Giulietta, alla musica... Macché, macché, si terrà
il Congresso Mondiale delle Famiglie, nella bella città. Con l’intervento di
persone altrettanto straordinarie, altrettanto importanti. Il vostro pensiero è
andato subito a scienziati, antropologi, studiosi di fama mondiale. Macché,
macché, ecco alcuni dei relatori che hanno confermato la loro presenza:
Matteo Salvini – Vicepresidente del Consiglio; Igor
Dodon – Presidente Moldavo; Lorenzo Fontana – Ministro per la Famiglia e la
Disabilità; Katalin Novak – Ministro per la Famiglia ungherese; S.E. Ignazio
Giuseppe III – Patriarca della Chiesa Cattolica sira. E perché parteciperà al
Congresso tutta questa bella gente? “Per difendere la famiglia naturale e
promuovere politiche family friendly”. Così nell’annuncio. Ma guarda un po’. Il
fatto è che la famiglia naturale non esiste. Ormai lo sanno anche i ragazzi di
terza media. Va bene, magari è scappato quel “naturale”, oppure hanno scritto
così perché suona bene, l’aggettivo si addice bene a famiglia, così come alle
merendine, allo yogurt, alle tisane. Diciamo correttamente che tutta quella
bella gente sarà a Verona per difendere la famiglia, la famiglia senza
aggettivi. Quale causa più sacrosanta? Ma da chi difendono la famiglia? Dalle
coppie eterosessuali i cui matrimoni sono in continuo calo? Dagli sposi
eterosessuali le cui separazioni e i cui divorzi sono in continuo aumento? Da
uomini ottusi e violenti che maltrattano moglie e figli? Macché, macché. La
difendono da chi ha la pretesa di sposarsi e di formare una famiglia, una
famiglia senza aggettivi, la difendono, vale a dire, dalle coppie omosessuali.
Così va il mondo. E i bambini? Da chi difendono i bambini? Chi è il lupo cattivo
che vuole mangiarseli i bambini? E’ la fantomatica ideologia gender. Le favole a
riguardo, non si contano, e neppure gli allocchi che abboccano. Così va il
mondo.
Renato Pierri
Thursday, February 14, 2019
Sono pericoloso, giacché non credo nel diavolo
Sono pericoloso, giacché non
credo nel diavolo
L’amico prete e scrittore Mauro
Leonardi scrive su Agi del 14 febbraio: “Io credo in Dio e credo anche nel demonio. Credo ad entrambi e so
che Gesù coi demoni non ci scherzava e anche quando dicevano la verità su di Lui
li cacciava, perché il diavolo inizia con la verità per farsi dare fiducia ma
poi passa alle menzogne che uccidono perché è il padre delle menzogne ed è
omicida. Chi non ci crede e pensa che il demonio sia solo una favoletta
“spaventa bambini” e quindi invita a giocarci e a impastoiarsi con lui è una
persona pericolosa”.
Io non lo sapevo, diavolo! Non sapevo
d’essere una persona pericolosa. Non solo, infatti, ho spesso scherzato sulla
bestiola infernale, ma a tal punto non credo alla sua esistenza, d’averla
invitata più volte pubblicamente ad impossessarsi di me. Niente da fare. Devo
ammettere però che le lettere dell’ardimentoso invito, erano firmate dalla mia
collaboratrice immaginaria Veronica Tussi. Ora, due sono le cose: la bestiaccia,
se esiste, è scema e si è messa alla ricerca vana di Veronica Tussi, oppure non
esiste. Ma forse c’è un’altra possibilità: è una fifona, la bestiaccia, e ha una
paura matta di me.
Trascrivo una delle lettere della
simpatica Veronica. Uscì nel giugno del 2007 su Il Riformista e su L’unità:
“La Chiesa è persuasa che il diavolo possa impossessarsi di una
persona, e farla parlare e agire come lui vuole; parlare lingue nuove, mostrare
una forza eccezionale, bestemmiare, scalciare, mordere, graffiare, ecc. Gli
esorcisti hanno il difficile compito di salvare l'indemoniato, scacciando da lui
la bestia immonda. Ora, siccome il diavolo, essendo diavolo, è per sua natura
furbissimo, e sa bene dell'esistenza degli esorcisti, perché mai dovrebbe dare
segni così evidenti della sua presenza? Non sarebbe più logico pensare che vada
a nascondersi in persone che l'esorcista non potrebbe mai avvicinare, oppure in
persone al di sopra di ogni sospetto, che non scalciano né graffiano? Supponiamo
che il drago infernale si nasconda, tanto per fare un esempio, in persone come
Gheddafi, o Lukashenko, potrebbe mai un sacerdote avvicinarli ed irrorarli
d'acqua santa e olio esorcizzato? E potrebbe ritenere indemoniati, per fare un
altro esempio, così a caso, vescovi, papi, preti e cardinali? In queste persone
il diavolo potrebbe dormire fra due guanciali. Io però sono assolutamente
convinta che Dio non possa permettere al diavolo di impossessarsi di una sua
creatura; talmente convinta che sfido pubblicamente il demonio ad impossessarsi
di me. Se mi vedrete scalciare, sputare, mordere e graffiare, vuol dire che mi
sarò sbagliata, e quindi chiamate subito Milingo, oppure don Gabriele
Amorth”.
Renato Pierri
Wednesday, February 13, 2019
Satana. Il nuovo nemico per Matteo Salvini?
Satana. Il nuovo nemico per Matteo
Salvini?
Virginia Raffaele scherzava sul palco dell’Ariston,
prendeva in giro i sostenitori delle assurde teorie secondo le quali ascoltando
al contrario alcune canzoni rock e pop si sentirebbero messaggi satanici.
Scherzava, e per questo nominava Satana ogni volta che interrompeva la canzone.
Don Aldo Bonaiuto, però non ha capito il significato dello sketch, si è
allarmato, giacché essendo un esorcista ha una paura matta del diavolo, e ha
pensato che la simpatica attrice invocasse la bestiola infernale. Ha scritto,
infatti: "Pur non comprendendo quale fosse l'intento, il ridicolizzare o, ancor
più grave, inneggiare il nome di satana in prima serata su Rai Uno, penso sia
stato uno scivolone sconcertante". Ma Virginia non stava né ridicolizzando né
tantomeno inneggiando a Satana. Suo, quindi, lo scivolone sconcertante. Ma più
sconcertante ancora quello di Matteo Salvini che se n’è uscito col problema
delle sette sataniche. Vuoi vedere che abbiamo un nuovo nemico che minaccia la
patria oltre agli immigrati? E le streghe ce le siamo dimenticate?
Renato Pierri
Tuesday, February 12, 2019
A Lourdes per chiedere la grazia di un lavoro
A Lourdes per chiedere la grazia di un
lavoro
Durante la trasmissione “Stasera
Italia” di lunedì 11 febbraio, si è parlato di una cosa abbastanza singolare:
alcuni fedeli disoccupati si sono recati a Lourdes non per chiedere la
guarigione da una malattia, bensì un lavoro. A ben riflettere, però, la faccenda
non è tanto singolare, giacché Nostra Signora di Lourdes in qualche maniera fu
una grande datrice di lavoro. Grazie a lei, infatti, prima ancora che Bernadette
entrasse in monastero, il commercio delle immagini di Lourdes, della grotta di
Massabielle, della statua della Madonna, degli occhioni malinconici della
veggente, andava a gonfie vele. Il fotografo Billard-Perrin, col permesso delle
autorità ecclesiastiche, ebbe l’onore e il vantaggio economico di fotografare
Bernadette. L’editore M. Dufour, col permesso del vescovo, condusse la ragazza
nello studio Annet di Tarbes, e fece ben 16 clichés. E non fu forse Nostra
Signora in persona ad ordinare a Bernadette una cappella? Per le Signore delle
apparizioni la costruzione di una cappella significa gettare le basi per futuri
santuari, basiliche, alberghi, piscine, fontane, negozi a iosa di souvenir e
articoli sacri. Lavoro per tutti. Con tutto il rispetto per Nostra Signora,
diciamo che il Figlio non prese per niente da lei. Non chiese una cappella in
suo onore, quando apparve agli apostoli, e nel periodo della predicazione cacciò
i mercanti dal tempio. Ma erano altri tempi.
Renato Pierri
Sunday, February 10, 2019
Yogurt. Ha ragione il cardiologo o l’oncologa?
Yogurt. Ha ragione il
cardiologo o l’oncologa?
E’ un bel dilemma, anche perché a me lo
yogurt piace un sacco. Nel libro di grande successo “Mangiare bene per
sconfiggere il male”, della dottoressa Maria Rosa Di Fazio, responsabile
Oncologia del Centro medico internazionale SH Health Service di San Marino, si
legge: «Tornando al latte e ai suoi derivati e a quanto di negativo possono
contenere come il lattosio (e cioè il suo zucchero), gli ormoni, i fattori di
crescita e la caseina, lo yogurt aggiunge a tutto ciò la sua acidità
intrinseca. E l’acidità, l’ho già spiegato più volte, è quella brutta
bestia...”(pag. 72).
E io dopo avere letto, non ho più
consumato yogurt. Questa mattina, però, il noto cardiologo di Roma, dottor Safi
Sifrani, non mi va a consigliare uno yogurt la sera dopo cena, per conciliare
il sonno? Ovviamente gli ho citato, a un dipresso, le affermazioni in proposito
della brava dottoressa. Il dottore le ha dato ragione per quanto riguarda i
derivati del latte in genere, ma l’ha smentita riguardo allo yogurt: “E’
questione di chimica... “. Ed ora io che faccio? Lo prendo o non lo prendo lo
yogurt? Sarei tentato di prenderne uno ogni tanto. Mi farà male, dottoressa? Mi
piace un sacco lo yogurt. Ma chi ha ragione, lei o il cardiologo?
Renato Pierri
Friday, February 08, 2019
Roma. Servono ancora le lettere sui giornali?
Roma. Servono ancora le lettere sui
giornali?
Sanno che ogni tanto scrivo ai
giornali, sanno anche che alle volte le lettere hanno sortito il loro effetto, e
allora vengono da me a chiedere aiuto. Questa volta, si tratta degli inquilini
della palazzina 2, di via A.Mammucari, 25 (case di edilizia popolare), disperati
perché da circa un anno ormai non possono recarsi nei locali delle cantine,
giacché allagati, ma pazienza se si trattasse di acqua, come quella che filtra
dalle crepe della terrazza, pazienza se masserizie, scatoloni, mobiletti fossero
zuppi d’acqua, purtroppo ad allegare i locali sono liquami che le tubazioni
fognarie intasate non riescono a smaltire. Strutture difettose, obsolete che
certamente il poverissimo Comune della Capitale, non può rinnovare. Ma si
potrebbe rimediare ricorrendo ad un periodico spurgo delle tubazioni, con una
modica spesa. Neppure questo pensa a fare il IV Municipio. E adesso gli
inquilini sono in attesa della stagione calda, del cattivo odore che sale dalle
cantine – fogne, dei nugoli di zanzare, delle schifosissime blatte alate. Ed io
ci provo a scrivere, sebbene abbia l'impressione che le lettere sui giornali, da
un bel po’ di tempo lascino indifferenti i signori del Comune di
Roma.
Renato Pierri
Daniela Santanché ha detto al verità, ma...
Daniela Santanché ha detto al verità,
ma...
Daniela Santanché, nella “lezione” che ha tenuto ai bambini nel
corso del programma di Rai 3 “Alla lavagna”, rispondendo alla domanda di una
bambina sul valore dei soldi, ha detto: ““Il mio papà ha
insegnato a me e ai miei fratelli che chi paga comanda e lo dico a te che sei
una donna. Il denaro è un grande strumento di libertà”. Ha ricevuto molte
critiche, ma ha detto la pura verità. Purtroppo ha dimenticato di spiegare anche
ai bambini che è la pura verità in una cattiva società. Il denaro è libertà in
una società ingiusta. In un mondo che potrebbe essere paragonato ad una
gigantesca tavola imbandita piena di ogni ben di Dio, dove seduti a mangiare
sono pochi privilegiati e per terra a raccogliere le briciole una moltitudine di
persone. La libertà, in una società sana, dovrebbe esserci per tutti.
Ogni persona dovrebbe avere la possibilità di curarsi, di formare una famiglia,
di avere una casa dove abitare. E’ abbastanza strano che personaggi politici
sempre pronti a dichiararsi cristiani, a ricorrere al Vangelo quando gli torna
comodo, lo ignorano quando si tratta di parlare del denaro e della ricchezza.
Dimenticano quante volte Gesù raccomanda di stare lontano dal dio denaro:
“Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure
si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a
mammona” (Lc 16, 13). Ma questo accade anche a molti uomini della
Chiesa.
Renato Pierri
Wednesday, February 06, 2019
“Colonizzazione ideologica”. Il Papa è poco informato
“Colonizzazione ideologica”. Il Papa è poco
informato
Papa Francesco, ai giornalisti sul
volo da panama a Roma: "Nelle scuole bisogna dare un'educazione sessuale, il
sesso è un dono di Dio, non è un mostro, è un dono di Dio per amare. Che poi
alcuni lo usino per guadagnare soldi o sfruttare è un altro problema. Ma bisogna
dare un'educazione sessuale oggettiva, senza colonizzazione ideologica. Se inizi
dando un'educazione sessuale piena di colonizzazione ideologica distruggi la
persona".
Giustissimo che nelle scuole
s’introduca l’educazione sessuale, ma pura fantasia la “colonizzazione
ideologica” che distruggerebbe la persona. E’ un po’ un’ossessione, questa, per
papa Bergoglio. Più volte è tornato sull'argomento. In proposito, nell’aprile
del 2015 scrivevo al colto don Franco Barbero: «Papa Francesco così saggio quando parla di problemi religiosi, di
fede, del Vangelo, prende sviste madornali quando parla della “cosiddetta teoria
del gender”. Metto tra virgolette le sue parole, giacché come ben sa chi conosce
gli studi gender, non esiste nessuna teoria gender. La prova che il Papa, con
tutto il rispetto, non sa di che cosa parla è nelle stesse sue parole: "Mi
chiedo se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una
frustrazione e di una rassegnazione che mira a cancellare la differenza perché
non sa più confrontarsi con essa" (Udienza mercoledì 15 aprile). E quando mai
gli studiosi della materia si sono prefissi di cancellare le differenze? E se le
differenze ci sono, chi potrebbe illudersi di cancellarle? Gli studi gender non
si prefiggono di cancellare le differenze, ma di cancellare le discriminazioni
perpetrate in base alle differenze. E’ così difficile da
comprendere?»
Ed ecco la sua risposta: «Gentile Renato Pierri,
condivido le Sue osservazioni rispetto alla "cosiddetta teoria
gender". Su questo terreno il papa non conosce nemmeno il lessico del gender.
Gli "studi di genere" distinguono il sesso biologico, l'identità di genere, il
ruolo di genere e l'orientamento sessuale.
Dai tempi di Money (1955) se n'è fatta di strada.... La gerarchia
cattolica ha paura di ogni percorso che accolga le differenze e quindi scatena
l'allarme.
Ai lettori e alle lettrici di questo blog suggerisco di documentarsi
sulla rivista cattolica ROCCA numero 8 del 15 aprile 2015. In essa si possono
leggere studi documentati di Giannino Piana, Cristiana Pulcinelli e Pietro
Greco.
Purtroppo su questi temi papa Francesco non fa che ripetere banali
luoghi comuni. Gli studi di genere sono una realtà così variegata e dinamica per
cui certe valutazioni morali rischiano di sconfinare in una visione moralistica
chiusa ad ogni processo culturale.
Davvero manca il senso della storicità e della
parzialità delle "dottrine". Per questo il cardinal Martini parlava di un
ritardo della chiesa cattolica di almeno 2 secoli. Talvolta a me sembra che, su
taluni terreni, il ritardo si avvicini al mezzo millennio.....
Con stima. Don Franco Barbero.»
Renato Pierri
Saturday, February 02, 2019
Se il lavoro sporco viene fatto da altri
Se il lavoro sporco viene fatto da
altri
Moltissima gente non ucciderebbe mai una persona in
guerra, moltissima gente però è contenta se altri uccidono persone in guerra, è
contenta, molta gente, che il lavoro sporco lo facciano altri. E così avviene
per la condanna a morte di un assassino. Chi fa il lavoro sporco torna comodo a
tanta gente. Persino a chi mangia carne. Difficilmente tanta gente mangerebbe
carne d’agnello se dovesse sgozzare un agnello con le proprie mani. Il fatto che
siano altri a condannare, ad uccidere, a macellare, libera persino dai rimorsi.
Molta gente non avrebbe mai lasciato per giorni 47 persone, tra cui otto
minorenni, sulla nave Sea Watch. Altri hanno fatto il lavoro sporco e molta
gente è stata contenta, libera da rimorsi. Spesso il lavoro sporco viene
commissionato, ordinato da chi comanda, da chi ha il potere, e la gente è
contenta. E’ avvenuto in passato, avviene ancora oggi.
Renato Pierri
