Sunday, December 27, 2020

Come il levita nella parabola lucana

 Come il levita nella parabola lucana

La mattina della vigilia di Natale mi sono trovato a passare per la strada dell'uomo percosso dai briganti, ma non mi sono fatto suo prossimo. Me ne vergogno un po', ma così è stato. La paura del Covid e le raccomandazioni continue di una figlia che mi vuole un gran bene, di non avvicinare persone, d'essere prudente, hanno fatto sì che non dessi una mano a chi ne aveva bisogno. E' vero, la persona anziana non si trovava nelle condizioni dell'uomo mezzo morto a causa delle percosse dei briganti, ma aveva bisogno d'aiuto e non gliel'ho dato. Con la mano destra reggeva il bastone e con la sinistra due sacchetti di plastica, forse la spesa per la cena della vigilia. Faceva pochi passi, brevi, svelti, strisciando i piedi, e si fermava posando a terra le buste prima che queste lo trascinassero a terra. Questa perlomeno è stata la mia impressione. Altri strani passetti veloci e di nuovo le buste a terra. Si è guardato intorno, mi ha visto lontano e mi ha fatto cenno di avvicinarmi. Non mi sono avvicinato. Ho portato la mano alla mascherina, per comunicargli il mio timore. Mossa stupida, giacché lui ha capito che doveva tirarsi sul naso la mascherina, cosa che ha subito fatto. Non mi sono avvicinato. Ho proseguito il mio cammino come il sacerdote, come il levita nel racconto lucano. L'ho seguito ancora con lo sguardo. Dopo poco un giovane, non so se un conoscente o un estraneo, gli ha preso le buste e lo ha accompagnato al vicino portone, alla sua abitazione probabilmente. Sono rimasto male. In altri momenti sarei corso ad aiutare l'anziano in difficoltà, nonostante i miei quasi ottantacinque anni. Non sarei andato contro la mia indole.
Renato Pierri


Saturday, December 26, 2020

Lo scrigno vuoto del quarto re magio

 

Lo scrigno vuoto del quarto re magio
"Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra" (Mt 2,9 - 11).

Solo Matteo racconta la storia dei tre re magi, Gaspare, Melchiore e Baldassarre. Solo Renato racconta la storia del quarto re magio. Anche il quarto re magio veniva dall'oriente e anche lui portava doni al neonato re dei Giudei. Arrivò in ritardo alla casa dove si trovava il bambino, e grande fu il suo imbarazzo quando, aperto lo scrigno, si rese conto che era vuoto. Si prostrò davanti al neonato,  chiese perdono, si scusò con Maria e Giuseppe: "Il mio scrigno era pieno di monete d'oro per il vostro bambino, ma io non sapevo che ci fosse tanta miseria in Palestina, non lo sapevo. Per fare l'elemosina ho aperto lo scrigno una volta, e poi un'altra volta, e mille volte ancora, e non c'è rimasto più nulla, nulla, neppure una moneta". Giuseppe, però, lo rincuorò: "Questo scrigno vuoto è il dono più prezioso per il Bambinello".
Renato Pierri

Saturday, December 19, 2020

L'immaginaria povertà del Bambinello

 https://www.politicamentecorretto.com/2020/12/19/limmaginaria-poverta-del-bambinello/


L'immaginaria povertà del Bambinello
A differenza di tanti bambini che nascevano poveri in Palestina, e di tanti bambini che nascono poverissimi oggi nel mondo, Gesù non nacque povero, come tanti cristiani immaginano, come immaginò san Francesco, e come recita un noto canto di Natale: "Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo, e vieni in una grotta al freddo e al gelo. O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar". Gesù non nacque al freddo e al gelo, magari pianse come tutti i bambini, ma sicuramente non tremò, stando perlomeno al racconto degli evangelisti. Luca racconta che Maria “avvolse il neonato in fasce e lo depose in una mangiatoia”. Matteo riferisce che i Magi, giunti dall’Oriente per adorare il Bambino, entrarono “nella casa”. Evidentemente la mangiatoia si trovava all’interno di un’abitazione scavata nella roccia. Luca riferisce anche: “C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge” (8,2). Il che significa che non faceva freddo, altrimenti greggi e pastori si sarebbero trovati al riparo.
Infine: poiché un falegname della Palestina era un uomo abile, utile, e particolarmente stimato, è ragionevole ritenere che Maria e Giuseppe, disponendo di denaro, avessero avuto la possibilità di far nascere il Bambino ben al riparo dal freddo, di avvolgerlo in panni morbidi e caldi, e non in “poveri pannicelli” (Santa Chiara).
Renato Pierri




Thursday, December 17, 2020

Si è ammalato di Covid san Gennaro?

 Si è ammalato di Covid san Gennaro?

Il Covid è arrivato in paradiso, san Gennaro si è ammalato, e non ha potuto compiere il miracolo. Il sangue non si è sciolto. Oppure il sacerdote non ha agitato abbastanza l'ampolla? E' un miracolo, questo del sangue di san Gennaro, che nessuno prende sul serio, credo neppure gli uomini della Chiesa. Mi è tornata alla mente la risposta che nel 2015, papa Francesco diede al cardinale Sepe. Al Papa, in visita al Duomo, il cardinale annunciò "Il sangue di San Gennaro è per metà sciolto", e aggiunse: “San Gennaro vuole bene al Papa”. E papa Bergoglio gli rispose: "Si vede che il santo ci vuole bene a metà, dobbiamo convertirci tutti perché ci voglia più bene". La furbizia, in senso benevolo ovviamente, è un’altra dote di Papa Francesco, oltre alla bontà e all’intelligenza. Il Papa sa benissimo, infatti, che se l’ampolla non viene presa in mano, agitata, scossa, se la si lascia immobile dove si trova, anche il sangue contenuto resta immobile e non si scioglie,  neppure se scende dal cielo san Gennaro in persona. Ma poteva il nostro buon Papa non stare al gioco, e deludere tanti napoletani che san Gennaro lo pregano giorno e notte e gli chiedono persino i numeri al lotto?

Renato Pierri


Tuesday, December 15, 2020

La superstizione di un esorcista

 

Corriere Nazionale 14 dicembre 2020

La superstizione di un esorcista

Mi sono fermato questa mattina a curiosare davanti alla vetrina di un negozio di articoli esoterici. Tra i tanti oggetti esposti c'erano quattro barattoli di "sali magici astrali", due bianchi, uno rosa, un altro azzurro, e un cartello con la spiegazione dei loro poteri e dell'uso che se ne può fare. Tra l'altro: "Per influenzare ambienti, abitazioni, spargere una modesta quantità di sali negli angoli e al centro delle stanze, all'interno di qualche mobile, di fronte all'ingresso, anche esternamente".

E così sono andato col pensiero alla buonanima dell'esorcista Gabriele Amorth, che nel suo libro "Un esorcista racconta", suggeriva di mettere nei quattro angoli delle stanze un pizzico di sale esorcizzato, al fine di tener lontano il demonio dalla propria abitazione. Ve lo ricordate don Amorth? Circa quattro anni or sono è passato non so se a miglior o peggior vita. Dubbio legittimo, giacché durante la trasmissione Enigma del 29 giugno 2007 (Rai3), dichiarò con sconcertante disinvoltura, che spesso faceva esorcismi al chiuso di una sagrestia di una chiesa un po' isolata (per evitare che la gente chiamasse la polizia), aiutato da sei o sette uomini che tenevano ben fermo su un lettino uno sventurato che urlava come un dannato, mentre lui, il buon sacerdote, recitava preghiere, e irrorava il malcapitato di acqua santa e olio esorcizzato.

Renato Pierri

Friday, December 11, 2020

Un virus può cambiare la storia

 https://www.corrierenazionale.net/2020/12/11/un-virus-puo-cambiare-la-storia/


Un virus può cambiare la storia
Cambierà la storia del mondo il coronavirus? Invano ho provato ad immaginare come sarebbe cambiata la storia, se un paio di millenni fa una sorta di lockdown avesse impedito gli spostamenti da un paese all'altro.
"Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Su alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto e rimani lì fino a mio nuovo avviso. Erode, infatti, è in cerca del bambino per ucciderlo». Egli si alzò, prese con sé il bambino e sua madre, nella notte, e partì per l'Egitto" (Mt 2, 13 - 14).
L'angelo del Signore non aveva fatto i conti col salto della specie di un virus, che ruppe le uova nel paniere di Dio e cambiò la storia. Dal sangue degli agnelli che scorreva a fiumi nel Tempio il virus era passato nell'uomo, e la tremenda epidemia spinse il governatore dell'Egitto a chiudere le frontiere. Così Maria e Giuseppe furono costretti a tornare indietro col loro bambino, che fu trovato dalle guardie di Erode e fece una brutta fine. Erode, infatti, secondo la narrazione di Matteo "si era adirato fortemente e aveva mandato ad uccidere tutti i bambini di Betlemme dai due anni in giù".
Non andò così, ovviamente. Ma come sarebbe stata la storia del mondo, soprattutto del mondo occidentale, se così fosse avvenuto? Vicende tremende che conosciamo, l'Olocausto ad esempio, sicuramente non ci sarebbero state, ma non si può sapere se ce ne sarebbero state di peggiori. Non si può sapere. Sicuramente non ci sarebbe un mondo pieno di chiese, ma un mondo pieno di sinagoghe. Che ne so? Ditemi voi.
Renato Pierri

Thursday, December 10, 2020

Il mondo strano degli umani

 Il mondo strano degli umani

"Freddo e umido nella cuccia, ti capisco cagnolina, ti capisco, ma come mai gli umani che passano di qua, si fermano a guardarti, ti accarezzano, ti fanno mille coccole e non ti liberano? Li sento parlare, dicono che è non giusto tenerti giorno e notte prigioniera in questo fazzoletto di terra recintato, soprattutto d'inverno quando scende la notte e si gela, mentre lui, il tuo padrone, se ne sta al calduccio nella sua casa. Gli umani che passano qui davanti, dicono che non è giusto, che non è giusto (il pappagallino aveva il vizio di ripetere le parole), però nessuno osa alzare la rete e liberarti e portarti con sé, portarti con sé, portarti con sé, perché?".
La cagnolina dagli occhi tristi gli rispose: "Non lo fanno, amico mio, perché è proibito dalla legge degli umani. Proibito. Se un umano libera un altro umano innocente, tenuto prigioniero ingiustamente e maltrattato, è considerano un salvatore, magari un eroe. Se un umano libera un animaletto innocente, che poi sarei io, trasgredisce la legge. Così va il mondo, il mondo strano degli umani". Il pappagallino, che si era posato sulla rete che teneva prigioniero il cane, lo salutò e sfrecciò via lontano, ripetendo: "Che mondo strano, che mondo strano".
Carmelo Dini

Sunday, December 06, 2020

La festa dell’Immacolata Concezione

 La festa dell’Immacolata Concezione

Ancora oggi non pochi sono coloro che confondono l’Immacolata Concezione (privilegio di essere stato concepito senza peccato, senza macchia), con la concezione virginale di Gesù da parte di Maria. Provate a chiedere agli amici che cosa significa Immacolata Concezione e ve ne renderete conto. Secondo un dogma della Chiesa cattolica, definito nel 1854 da papa Pio IX, Maria fu l’unica persona dopo Adamo ed Eva ad essere stata preservata dal peccato originale fin dal momento della sua concezione. Questo dogma affonda le radici in un’antichissima tradizione popolare, ma non trova fondamento nelle Scritture, e contrasta con la ragione, non perché ritiene che la neonata Maria sia nata senza la macchia del peccato originale, ma perché implica che tutti i neonati del mondo siano nati, nascano e nasceranno "macchiati". Poveri innocentissimi neonati!
Renato Pierri

Wednesday, December 02, 2020

Il virus anche nei sogni

 Il virus anche nei sogni

I sogni degli altri c'interessano poco o non c'interessano per niente, ma questo è brevissimo e serve a far capire come questo virus pur non essendo entrato per fortuna e almeno sino ad ora, nel mio corpo, sia entrato profondo nella mia mente. Da un po' di tempo ho preso a sognare persone con la mascherina, sogno alle volte di uscire di casa e di aver dimenticato la mascherina, e la notte scorsa ho sognato che dovevo scrivere una relazione su un uomo che era finito in prigione, colpevole d'essersi preso il virus bevendo vino. Io ci tengo ad un bicchiere di vino e questo nel sogno ha forse simboleggiato le piccole privazioni conseguenti alle restrizioni: non sono più andato in un bar a prendere un caffè, sebbene mi piacesse andarci; non sono più entrato in un ristorante. Aspetto l'estate quando si può mangiare all'aperto. La prigione ha forse simboleggiato il pericolo di dover finire in ospedale in questo periodo. Perlomeno immagino sia così. Questo virus non ci ha fatto venire la paura di sora morte corporale, giacché quella l'abbiamo sempre, perlomeno io ce l'ho essendo parecchio avanti negli anni, ci ha fatto venire la paura di una brutta morte, di una morte cattiva.  E nella solitudine.
Renato Pierri

Tuesday, December 01, 2020

Aborto. Anche un bravo papa può sbagliare

 

Aborto. Anche un bravo papa può sbagliare
Anche un papa buono e intelligente può sbagliare, ma errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Papa Francesco, infatti, ha ripetuto l'errore grave già commesso nell'ottobre del 2018, quando riguardo all'aborto ebbe a dire: "Non è giusto, è come affittare un sicario per risolvere un problema". Adesso ha ripetuto: "Es justo alquilar un sicario para resolver un problema?". L'errore per un uomo della Chiesa non sta nell'essere contro l'aborto, ma nel paragonare l'aborto ad un assassinio. Errore che fece anche Giovanni Paolo II, quando mise sullo stesso piano l'aborto e il fratricidio biblico (Evangelium vitae). Ma come può sfuggire l'enorme differenza? All'origine dell'atto tremendo di Caino, secondo la narrazione, c'era invidia, profondo odio, rancore. Ora, chi può affermare che una donna ricorra all'aborto spinta da invidia, odio profondo, rancore verso l'embrione? E chi può affermare che un medico che pratica l'aborto sia spinto dagli stessi sentimenti o da interesse?  Definire sicario un medico che pratica l'aborto, e quindi mandante del sicario  una donna, alle volte una ragazzina, che magari per disperazione ricorre all'aborto, non solo è sbagliato, ma è anche una cattiveria. E' poco cristiano a mio parere.
Detto ciò, ad evitare fraintendimenti, preciso che non ritengo l'aborto una cosa buona, ma alle volte fare cose non buone è necessario.
Renato Pierri