Tuesday, May 25, 2021

24 maggio: l'ambigua leggenda del Piave

 http://lettere-e-risposte.blogautore.espresso.repubblica.it/2021/05/24/24-maggio-lambigua-leggenda-del-piave/

24 maggio: l'ambigua leggenda del Piave
Lo sapevate? Confesso che io non lo sapevo. Per caso, cercando su Google le parole di “Ladra”, una vecchia canzone che udivo  da mia madre, mi capita sotto gli occhi un articolo interessante di Leoncarlo Settimelli, sul periodico “Patria Indipendente” del 18 febbraio 2006. E scopro che alcuni versi della Leggenda del Piave che tante volte ho cantato, mi hanno fatto cantare, ho ascoltato cantare da bambino, in origine recitavano in altro modo. Abbiamo sempre cantato, sentito cantare: «Ma in una notte trista si parlò di un fosco evento/ e il Piave udiva l’ira e lo sgomento/ Ahi quanta gente ha vista venir giù, lasciare il tetto/ poiché il nemico irruppe a Caporetto!», ma i versi in origine recitavano ben diversamente: «Ma in una notte trista/ si parlò di tradimento/ e il Piave udiva l’ira e lo sgomento/ Ah, quanta gente ho vista venir giù, lasciare il tetto/ per l’onta consumata a Caporetto».  Questi erano i versi della canzone - riferisce Settimelli - che accompagnò le spoglie del Milite Ignoto fino a Roma, che si trovava stampata su un cartoncino posto nei comodini delle cabine delle grandi navi italiane in viaggio sulle rotte del mondo, che cantarono i reduci, gli scolari, la folla, tutti”. E poi che cosa è successo? Perché oggi nella nota canzone di E.A. Mario quei versi non esistono più? Semplicemente perché fu l’autore a cambiarli e li cambiò perché alle autorità militari fasciste, quei versi non erano graditi. Trascrivo dall’articolo: “La vicenda si sbrogliò nel 1929, quando «accertati i fatti storici, La leggenda del Piave è modificata nella seconda strofa»: lo annota lo stesso E.A. Mario nella propria rivista “Strenna azzurra”, riproducendo la comunicazione ricevuta dal ministro della Pubblica Istruzione: «Le varianti a La leggenda del Piave – scrive il ministro – rispondono pienamente allo scopo e la ringrazio. Dò [sic!] disposizione affinché vengano introdotte nel testo. Ella ha fatto cessione allo Stato dei suoi diritti d’autore per l’inclusione de La leggenda del Piave nel Canzoniere Nazionale e la esecuzione da parte delle scolaresche…». Ecco dunque cancellata la pagina nera di Caporetto. E da parte del suo stesso autore”.
Lo stesso autore di belle canzoni napoletane a tutti note, lo stesso autore di “Ladra” la vecchia canzone che cantava mia madre, grazie alla quale sono venuto a conoscere questa storia.
Renato Pierri

Monday, May 24, 2021

Caso Grillo. Il racconto di Silvia in Tv

 Caso Grillo. Il racconto di Silvia in Tv

Tutti coloro che si sono interessati al caso Ciro Grillo, conoscono il racconto della notte da incubo di Silvia, la ragazza italo-norvegese di 19 anni che ha denunciato il figlio di Beppe Grillo e altri tre giovani di stupro di gruppo. Che bisogno c'è quindi di farne sentire la ricostruzione innumerevoli volte ai telespettatori? E' ciò che avviene in certe trasmissioni televisive cosiddette di approfondimento. Io capisco che si voglia per l'appunto approfondire un argomento, chiarire, far conoscere elementi nuovi, se ci sono, della tristissima vicenda, ma trovo abbastanza schifoso ripetere in ogni trasmissione il racconto poco piacevole sulla violenza che la ragazza ritiene d'aver subito. E' ciò che è già avvenuto credo per terza volta durante la trasmissione "Non è l'Arena", di Massimo Giletti. Quante volte ancora il conduttore ha intenzione di mandare in onda il racconto? Pensa che qualcuno non lo conosca abbastanza? Gli invitati, i soliti opinionisti, ovviamente non glielo dicono che lo hanno già sentito, che lo conoscono già, come sicuramente lo conoscono già i teleascoltatori. Nessuno glielo dice, neppure la tranquilla sorridente  psicoterapeuta Stefania Andreoli. Nessuno dice al conduttore che ripetere il racconto tante volte, oltre ad essere una cosa noiosa e un po' schifosa, è anche irrispettosa verso la ragazza.
Renato Pierri   

Sunday, May 23, 2021

Il discorso per niente cristiano di Mario Draghi

 Il discorso per niente cristiano di Mario Draghi

«Su 7 del Corriere lancio la proposta di dote per i diciottenni. Per la generazione più in crisi un aiuto concreto per studi, lavoro, casa. Per essere seri va finanziata non a debito (lo ripagherebbero loro) ma chiedendo all'1% più ricco del paese di pagarla con la tassa di successione». Così, Enrico Letta. E questa è stata la risposta di Mario Draghi: “Non è il momento di prendere soldi ma di darli”. Trascrivo, in proposito, le sagge parole di un lettore sul blog de L'Espresso: "Cosa significa allora la frase di Draghi? Semplicemente il fatto che non è il momento di prendere dai cittadini ricchi per dare ai cittadini poveri. Ma, se non ora, quando? Quando, se non in questi tempi in cui chi è ricco e addirittura straricco sta accrescendo i suoi dividendi e chi è meno agiato, povero, addirittura strapovero sta accrescendo i suoi affanni? In particolare nel mondo giovanile intorno a cui ruotano intere famiglie preoccupate per se stesse e per il futuro dei propri ragazzi".
Il fatto è che quando si tratta di toccare i ricchi, anzi, gli straricchi, molti cristiani dimenticano d'essere cristiani. E così ha fatto il cristiano Mario Draghi. Del resto non c'è da stupirsi, giacché a dimenticarsene sono persino gli uomini della Chiesa, preti, vescovi e cardinali, sebbene gran parte della predicazione di Gesù sia proprio contro i ricchi e la ricchezza.
Riguardo a Mario Draghi, voglio ricordare le parole dell'economista Luigino Bruni, su Famiglia Cristiana del 10 febbraio 2021: «E' molto presto per incensarlo come stanno facendo molti cattolici e laici, la grande finanza non ha mai avuto molta attenzione per la sussidiarietà e le fasce più deboli».
Renato Pierri

Saturday, May 08, 2021

Arriva la festa delle mamme e della Madonna di Fatima

 Arriva la festa delle mamme e della Madonna di Fatima

Nel bel mese di maggio ricorre la festa della mamma, ma anche la festa della Madonna di Fatima. Si festeggiano tutte le mamme esistenti, le mamme vere,  e una Signora frutto della immaginazione di tre pastorelli analfabeti. Però, se la festa delle mamme vere, riguarda anche le mamme che hanno lasciato questo mondo, allora tra esse bisogna anche comprendere la mamma di Gesù, che fu una mamma, nient'altro che una mamma. Sì, perché la Maria Madre di Dio non esiste nel vangelo, la Maria perpetuamente vergine non esiste nel Vangelo, e tutte le Nostre Signore, quelle di Lourdes e di Fatima e di Guadalupe e di Pompei e via di seguito comprese, poco hanno da spartire con la madre di Gesù del Vangelo. Nonostante le parole che Gesù sulla croce, prima di morire, rivolge alla madre e al discepolo che amava, Maria non sembra assumere agli occhi degli evangelisti un ruolo importante. Negli Atti degli Apostoli, Luca accenna appena alla madre di Gesù. San Paolo non la nomina mai. Il Figlio stesso durante la predicazione, non sembra dare eccessiva importanza alla madre. La tratta persino con un certo distacco.  Quando la madre, nell’episodio delle nozze di Cana, essendo lei incapace di provvedere ai bisogni dei commensali, si rivolge a Gesù, lui risponde: «Che vuoi da me, o donna?». Quando dicono a Gesù: «Ecco: tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e chiedono di parlarti», egli risponde: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? […] Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi mi è fratello, sorella e madre». E dire che proprio la madre aveva fatto la volontà del Padre, ma lui non dà agli Apostoli l’impressione che si tratti di una persona eccezionale. La Madonna del Vangelo è una mamma, nient’altro che una mamma. Maria è diventata importante, importantissima, più tardi, solo agli occhi del popolo e della Chiesa. Don Franco Barbero, il sacerdote ridotto allo stato laicale da Giovanni Paolo II, il 5 marzo 2014 scriveva sul suo blog: “La gerarchia cattolica ha saputo usare spregiudicatamente questo bisogno popolare di una madre che mantiene una fede bambina e comporta la creazione di una rete immensa di santuari, di devozioni e di...affari. Il giudizio critico non riguarda le persone che abbracciano il culto mariano, spesso con ingenuità e sincerità, ma la falsificazione e l'abuso della credulità popolare da parte delle gerarchie cattoliche”.
Renato Pierri

Wednesday, May 05, 2021

 Il ritornello sulla legge Zan

Se uno insulta oppure aggredisce una persona omosessuale, viene già punito con le leggi attualmente in vigore. Questo ritornello in bocca a tanti, riguardo alla legge Zan contro l'omofobia, è stato ripetuto ieri da Mario Giordano, durante la trasmissione "Fuori dal Coro", in realtà, in questo caso non tanto fuori dal coro. E' vero che ci sono questi leggi, ma proprio perché non sono state sufficienti ad arginare un fenomeno che non accenna a diminuire, proprio perché le persone omosessuali continuano ad essere oggetto di scherno e di aggressioni, proprio perché le persone omosessuali continuano ad essere discriminate, è necessaria una legge che preveda una specifica aggravante non solo per “chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi” (legge Mancino), ma anche per chi incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi “fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere” (legge Zan).

Renato Pierri

Monday, May 03, 2021

Apparizioni ad Amiternum e a Fatima

 https://www.politicamentecorretto.com/2021/05/02/13-maggio-festa-di-una-strana-madonna-apparizioni-ad-amiternum-e-a-fatima/


13 maggio, festa di una strana Madonna
Apparizioni ad Amiternum e a Fatima

Molto, molto tempo fa (218 a.C. – 202 a.C.), succedeva questo: “In quell’inverno a Roma e nei dintorni avvennero molti prodigi, o come suole avvenire quando gli animi han cominciato a turbarsi per religiosa superstizione, furono annunziati e ciecamente creduti: tra questi, che nel territorio di Amiterno si erano vedute qua e là apparizioni d’aspetto umano in bianca veste... due scudi avevano sudato sangue... e il disco solare era stato visto rimpicciolito... e s’era veduto il sole combattere con la luna... E a Faleria s’era visto fendersi il cielo con un vasto squarcio, e da questo era balenata un’immensa luce... Si decretò che i prodigi si espiassero con vittime adulte e parte con vittime lattanti... che innanzi tutto si offrisse a Giove un fulmine d’oro del peso di cinquanta libbre... che le matrone raccogliessero quanto più denaro potessero e lo recassero in offerta a Giunone...  e che vi si facesse un lettisternio“ (Tito Livio, Storia di Roma, libro XXI, Seconda guerra punica).
Non moltissimo tempo fa, poco più di un secolo fa (1917), per la precisione, succedeva questo:  "In quella primavera nel mondo scosso dalla guerra, avvennero molti prodigi.  Ad Aljustrel, un villaggio nei dintorni di Fatima, ci fu un’apparizione d’aspetto umano in bianca veste, che disse cinicamente a tre piccole vittime innocenti: «Volete offrirvi a Dio pronti a sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in riparazione dei peccati con cui Egli è offeso, e per ottenere la conversione dei peccatori?» L'apparizione, cinicamente e scioccamente, disse anche ai tre bambini: «Il Signore è contento dei vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate con la corda. Portatela solo durante il giorno». Alla Cova da Iria si vide il sole roteare nel cielo e squarci di luce abbagliante. Fu raccolto molto denaro da offrire all'apparizione d'aspetto umano.  Si decretò che si acquistassero due belle portantine per una processione dedicata alla Madonna del Rosario, e che si costruisse una cappella in suo onore.  All'apparizione d'aspetto umano in bianca veste, fu dedicata una statua e le fu offerta una corona d’oro massiccio" (cfr. Renato Pierri, Nostra Signora di Fatima).
Renato Pierri