Thursday, May 28, 2020
La teodicea e l’ingenuità di un
prete
“Non pretendo ora, in un migliaio di caratteri, di
risolvere questioni che da sempre accompagnano l'umanità, che forse la
costituiscono proprio. Ma vorrei far notare una differenza che mi colpisce. Chi
crede nella "natura" (uso con intenzione le categorie della fede) ci intima di
chiedere scusa. Chi considera Dio, chiede a Dio di discolparsi. Quindi mi
domando: se Dio deve giustificarsi per la sofferenza umana, perché Natura
no?”.
Così scrive, tra l’altro, don Stefano Colombo, sul
blog del Corriere della Sera (26 maggio), curato da Beppe Severgnini. Stupisce
che un sacerdote possa porre una domanda del genere. Sono comprensibili,
infatti, le domande di Joseph Ratzinger: «Perché Signore, hai taciuto? Perché hai potuto
tollerare tutto quest’eccesso di distruzione e questo trionfo del male?»
(Auschwitz, maggio 2006). E’ comprensibile, giacché i credenti cristiani hanno
il concetto di un Dio immensamente buono e onnipotente, che si occupa e si
preoccupa delle sue creature. Ma sarebbe assurda la stessa domanda alla Natura,
giacché nessuno crede in una natura immensamente buona e onnipotente, che si
occupa e si preoccupa della sorte degli uomini e degli e animali.
Renato
Pierri
Saturday, May 23, 2020
Il vangelo come la musica classica
Il vangelo come la musica
classica
“Io vorrei provare a
convertire qualcuno alla musica classica, e lo faccio con questo minuetto di
Schubert. Ma sarà già un miracolo se qualcuno darà un'occhiata, pardon
orecchiata al link. Forse è più facile passare da una religione all'altra
piuttosto che lasciare la musica di oggi per quella di ieri. E viceversa
ovviamente”.
E’ il commento
scherzoso di un lettore de L’Espresso, ad una mia breve lettera sulla
conversione, se così può essere definita, di Silvia Romano alla religione
islamica. Nella lettera sostenevo, tra l’altro, che un cristiano con una fede
profonda, vera, non si può convertire alla religione islamica. Non può accadere,
a mio parere, e se accade significa che aveva una fede superficiale, non salda,
e certamente una conoscenza superficiale della religione cristiana.
Secondo
alcuni la musica classica rappresenta una forma musicale superiore. Se è così,
ritengo che un innamorato della musica classica, un appassionato, non possa fare
un passo indietro e innamorarsi di un altro genere di musica. Al più amerà
entrambi. Ora, se la religione fosse musica, e del resto come questa dovrebbe
essere nutrimento dell’anima, se fosse musica, la religione, direi senz’altro
che il vangelo è musica classica. Di conseguenza l’innamorato del vangelo, non
può fare un passo indietro e innamorarsi, ad esempio, del Corano. E per ovvie
ragioni, non c’è neppure la possibilità che si appassioni ad
entrambi,
Renato
Pierri
Saturday, May 16, 2020
Le statine. Farmaci che avvelenano in silenzio?
Le statine. Farmaci che avvelenano in
silenzio?
Non è la prima volta che leggo di prodotti alimentari
in commercio che nuocciono alla salute delle persone e sono ammessi dalle leggi,
è la prima volta, però, e resto sconcertato, che leggo di un farmaco nocivo
consigliato ai pazienti dalla maggior parte dei medici, poiché persuasi che
faccia bene. Io, per fortuna, non ho bisogno di questo farmaco, ma penso a tutti
coloro che lo assumono tranquillamente. Trascrivo da “Il libro d’oro della
prevenzione” di Philippe Lagarde, Mind Edizioni: «Per fortuna, ci
sono scienziati che hanno ancora la testa per ragionare, il coraggio di alzare
la voce in senso contrario e la statura professionale per poter dire che “il re
è nudo”, come nella famosa favola di Andersen. Così ha fatto, per esempio, il
professor Philippe Even nel suo libro “Corruzione e credulità in medicina. Stop
alle statine ed altri pericoli, 2015”. E sto parlando di un illustre medico, di
un Accademico dell’Università di Parigi, nonché di un indiscusso e indiscutibile
luminare della medicina francese. “Le statine” ha scritto riferendosi a uno dei
farmaci più venduti e diffusi in tutto il mondo, “sono la truffa più riuscita
dell’industria farmaceutica”. Un libro, il suo, uscito quasi in contemporanea
con quello di un altrettanto illustre collega e cardiologo, il professor Michel
De Lorgeril, dal più che eloquente titolo “L’orribile verità sui farmaci
anticolesterolo. Come le statine avvelenano in silenzio, 2015”, riguardante gli
stessi farmaci che nove medici su dieci, anche in assoluta buona fede,
prescrivono quotidianamente e ripetutamente da anni, fidandosi di quella verità
imposta e calata dall’alto».
Ma chi è Philippe Lagarde? Trascrivo dalla copertina
del libro: “Il professor Philippe Lagarde si è laureato in Medicina e Chirurgia
e specializzato in oncologia all’Università di Parigi. Vincitore del Premio
Gustave Roussy... post graduated in Oncologia alla Boston University, è docente
in diversi atenei. E’ il fondatore del Servizio di Oncologia del Centro SH
Health Service di San Marino... da quando ha lasciato la professione attiva si
occupa di ricerca, divulgazione e formazione”. Il Senatore Pierpaolo Sileri,
Vice Ministro della Salute, che è anche medico, saprà nulla delle gravi
affermazioni dei suoi illustri colleghi, sui farmaci
anticolesterolo?
Renato Pierri
Silvia Romano non è un gambero
Silvia Romano non è un
gambero
«Sono persuaso che
un cristiano si converte all’Islam, semplicemente perché non conosce bene il
cristianesimo. Silvia Romano ha dichiarato: "Leggevo il Corano, pregavo. La mia
riflessione è stata lunga e alla fine è diventata una decisione", Ecco: sono
persuaso che la giovane donna non abbia mai letto con attenzione il vangelo. Non
abbia mai avuto una fede ben salda, autentica».
Sono le ultime righe di una mia breve lettera
pubblicata da Stefania Rossini sul blog de L’Espresso, il 12 maggio. Silvia
Romano ha confermato quanto sostenevo, dichiarando ai magistrati: “Avevo bisogno
di credere in qualcosa”. Il che significa che prima non aveva qualcosa in cui
credere.
Ma forse vale la pena spiegare le ragioni della mia
prima affermazione. Leggiamo nel vangelo di Matteo: “Avete inteso che fu detto:
«Amerai il
prossimo tuo e odierai il tuo nemico». Io invece vi
dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché
siate figli del Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5, 43 – 45).
Nel vangelo di Giovanni: “Questo è il mio
comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15,
12).
Ecco: il vangelo va oltre l’Antico
Testamento e molto oltre il Corano. Ora, chi è abituato ad andare oltre, non può
tornare indietro, sempre che non sia un gambero. Ma Silvia Romano non è un
gambero. Tornando alla sua conversione, se così si può chiamare, credo che senza
malizia alcuna, senza neppure rendersene conto, la ragazza si sia affidata
all’unica religione che in quel momento la rendeva meno invisa, o addirittura
simpatica agli occhi dei suoi carcerieri. Se fosse stata rapita da fanatici
buddisti, probabilmente sarebbe diventata buddista.
Renato Pierri
Thursday, May 14, 2020
Su Silva Romano
Corriere
Nazionale 11 maggio 2020
La conversione di Silvia Romano
La gioia per la liberazione di Silvia
Romano, è stata un po’ guastata dalla visione della veste islamica verde che la
giovane donna indossava. E, in seguito, dalla sua affermazione: “E’ vero, mi
sono convertita all’Islam”. Niente di male nel fatto che un cristiano si
converta all’islam, ci mancherebbe altro, così come non c’è niente di male se
un musulmano si converte al cristianesimo. Magari nel primo caso ne sono felici
i musulmani, e nel secondo caso ne sono felici i cristiani. Non è dunque la
conversione in sé di Silvia Romano a guastare la contentezza per la sua
liberazione, bensì che la conversione sia avvenuta durante la prigionia. Non è
piacevole il pensiero che la giovane donna durante la prigionia anziché
disprezzare i carcerieri, abbia preso a provare nei loro confronti simpatia,
e che sia venuta a trovarsi, come già hanno accennato alcuni giornalisti,
nello stato psicologico definito sindrome di Stoccolma.
Detto questo, io sono persuaso che un
cristiano si converte all’islam, semplicemente perché non conosce bene il
cristianesimo. Silvia Romano ha dichiarato: "Leggevo il Corano, pregavo.
La mia riflessione è stata lunga e alla fine è diventata una decisione",
Ecco: sono persuaso che la giovane donna non abbia mai letto con attenzione il
vangelo. Non abbia mai avuto una fede ben salda, autentica.
Renato Pierri
Politicamentecorretto 14 maggio 2020
Sensazione alla vista della “tenda verde”
Voglio essere sincero. Quando ho visto Silvia Romano con quella
veste verde addosso, i capelli coperti, sorridente e felice, voi non ci
crederete, ma ho provato, moltiplicata per cento, la stessa sensazione che ho
provato alle volte davanti a monache di clausura, che dopo essersi precluse per
sempre la possibilità non dico di farsi una passeggiata in riva al mare, non
dico di trascorrere qualche giorno di festa con la famiglia almeno una volta
l’anno, bensì di correre al capezzale di un genitore morente, dopo essersi
privata volontariamente di tale libertà, dichiara, sorridente, d’essere felice
e contenta. Una sensazione di grande pena ed irritazione ad un tempo. La stessa
sensazione di grande pena e d’irritazione, che provo quando una donna
maltrattata dal marito, sottomessa al marito, serva del marito, dichiara
candidamente d’essere felice così. Ed ancora non ero ancora a conoscenza del
triste significato che ha quella veste verde, abito che, come ha affermato la
sociologa di origini somale Maryan Ismail, non appartiene alle tradizioni del
popolo somalo. Le vesti delle donne somale sono ricche di colori, di profumi.
Ciò detto, disapprovo assolutamente qualsiasi espressione
di odio o anche solo di antipatia verso Silvia Romano.
Renato Pierri
Sunday, May 10, 2020
Maggio, festa delle mamme, buone e
cattive
Nel mese di maggio ricorre la festa
della mamma. Si festeggiano tutte le mamme, le buone mamme e le cattive mamme. E
si festeggiano anche le cattive mamme fatte passare, imbrogliando mezzo mondo,
per buone mamme. Una di queste è la bella Signora di Fatima. L’imbroglio
continua da oltre un secolo. Era Il 13 maggio del 1917, quando una Signora
abbastanza cinica, per non dire crudele (oppure solo sciocca?) avrebbe avuto il
coraggio e la spudoratezza di dire a tre piccoli innocenti: “Volete offrirvi a
Dio pronti a sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in
riparazione dei peccati con cui Egli è offeso, e per ottenere la conversione dei
peccatori?”. Vi rendete conto? Dio era offeso perché forse a quel tempo i
portoghesi ne facevano di tutti colori, gli uomini non andavano a messa, le
donne vestivano in maniera indecorosa, festeggiavano il Carnevale, e via di
seguito. Era offeso, molto offeso. Lo aveva fatto ben capire alla sua cara Madre
che era offeso il buon Dio. E allora che fece, che fece la bella Signora? Non
potendo o non volendo sacrificarsi lei per la conversione dei peccatori, pensò
bene di sacrificare tre bimbetti. Un’idea geniale. Ma che cos’è questa storia
che i peccatori si convertono grazie al sacrificio di bambini? La bella signora
non conosceva il vangelo. E che cos’è questa storia del dio offeso che manda
sofferenze a tre bimbetti? Dio manda sofferenze? Ai bambini? Ma che storia
è?
Se ne volete sapere di più su quest’imbroglio
secolare, leggetevi il libro di uno sconosciutissimo scrittore, unico autore che
dimostra l’assoluta inconsistenza delle apparizioni di Fatima, ricorrendo
scrupolosamente ai documenti e al vangelo. L’autore è il sottoscritto, e il
libro è “Nostra Signora di Fatima. La Madonna di un falso cristianesimo” (Mind
Edizioni, Milano).
Renato Pierri
Friday, May 01, 2020
Donne discriminate anche nel vangelo
Donne discriminate anche nel
vangelo
Le evidenti discriminazioni nei
riguardi delle donne, presenti nei vangeli, si spiegano se si tiene ben presente
che l’incarnazione avviene in una società marcatamente patriarcale. Si
comprende, ad esempio, il motivo che induce Gesù a non includere donne tra i
dodici apostoli. Lo seguivano anche delle donne, questo è chiaro, ma gli
evangelisti non danno alle donne la stessa importanza che danno agli uomini.
Gesù stesso, sebbene promuova la donna, la elevi al grado di persona, in alcuni
casi non sembra avere nei riguardi delle donne che lo seguono, la stessa
considerazione che ha nei riguardi degli uomini.
“Il primo giorno della settimana, Maria
Maddalena viene di buon mattino al sepolcro, mentre era ancora buio e vede la
pietra rimossa del sepolcro. Corre allora e va da Simone Pietro e dall’altro
discepolo che Gesù amava e dice loro: «Hanno portato via il Signore e non
sappiamo dove l’abbiano posto» (Gv 20, 1 – 2).
Maria Maddalena non pensa assolutamente
alla risurrezione, ma al furto. Per credere ha bisogno di vedere il Signore, ha
bisogno che Gesù la chiami per nome. Il discepolo che Gesù amava, invece, per
credere non ha bisogno di vedere Gesù risorto: “Allora entrò anche l'altro
discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano
infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti
(Gv 20, 8 – 9).
Il fatto che Maria Maddalena veda per
prima il Signore, che parli per prima col Signore, non significa che sia prima
per importanza. Qui viene data maggiore importanza al discepolo
amato.
Nel vangelo di Luca le donne credono
alla risurrezione dopo aver visto e ascoltato gli
angeli.
Va’ piuttosto dai miei fratelli e di’ loro: – Salgo al
Padre mio e Padre vostro e al Dio mio e Dio vostro – ». Maria Maddalena va
ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore», e quanto le aveva detto” (Gv 20,
17 – 18).
Qui viene data maggiore importanza ai
discepoli. A Maria Maddalena, infatti, non viene assegnato il compito di portare
la buona novella a tutte le genti, ma solo di riferire la risurrezione ai
discepoli. E come chiama, Gesù, i suoi discepoli? Li chiama fratelli. Maria
Maddalena non è sorella di Gesù. Pensate se una scena del genere si svolgesse
oggi nella nostra società. Come si sentirebbe Maddalena? Esclusa. Gesù non dice:
“Va’ dai nostri fratelli”, dice: “Va’ dai miei fratelli”. Esclusa dalla
parentela spirituale con Gesù.
Stesso discorso alle donne nel vangelo di Matteo: «Non
temete; andate ed annunziate ai miei fratelli che vadano in Galilea; là mi
vedranno». Le donne, qui, non sono considerate sorelle di Gesù.
Ma l’annuncio delle donne è necessario,
importante? Relativamente, giacché gli apostoli non credono alle loro parole (Lc
4, 11). Gesù deve apparire agli apostoli, per far sì che credano, e la
testimonianza degli apostoli è necessaria ed
importante.
Renato Pierri
