Wednesday, January 20, 2021

L'errore di chi è contrario alla pena di morte

 L'errore di chi è contrario alla pena di morte

«Per parte mia, mi sono sempre considerato, diciamo così, “moderatamente favorevole”, alla pena di morte, inteso ciò in termini puramente astratti o filosofici, sia chiaro, (nell’ordinamento italiano non la vorrei mai!); fin dall’epoca in cui, appena diciottenne, cominciai a preparare Diritto Penale sui classici tomi di Francesco Antolisei... Non faccia però l’errore di sentirsi parte di una civiltà “superiore”, solo perché lei é contrario ».
Sono alcuni righe che mi scrive un lettore sul blog de L'Espresso. Trascrivo la mia risposta.
Mi sembra evidente, gentile lettore, che lei è persona colta e garbata, e per questo mi stupisco che possa essere favorevole alla pena di morte, sebbene "moderatamente". Sarà un errore, ma io sono fermamente persuaso che ci sia differenza tra una morale ed un'altra, che non possano essere messe tutte sullo stesso piano. Ritengo, ad esempio, che la morale evangelica sia superiore (nel senso di migliore, più evoluta), rispetto alla morale dell'Antico Testamento. Ritengo che la morale di chi non approva la tortura, sia superiore alla morale di chi approva la tortura. Ritengo che la morale di chi non vuole tenere sottomesse le donne, sia superiore alla morale di chi le vuole sottomesse. Ritengo che la morale di chi applica la pena di morte uccidendo una donna con un'iniezione, sia superiore alla morale di chi applica la pena di morte uccidendo una donna con la lapidazione. Ritengo che la morale di chi non approva la pena di morte, sia superiore alla morale di chi l'approva. Mi fermo, e ricambio i cordiali saluti.
Renato Pierri

Sunday, January 17, 2021

Pena di morte. Tra ragione e sentimento

 Pena di morte. Tra ragione e sentimento

Gli Stati Uniti hanno ripreso le esecuzioni capitali federali lo scorso luglio dopo una pausa di 17 anni. Qualche giorno fa è stata eseguita la condanna a morte di Lisa Montgomery, prima donna in 70 anni. L’esecuzione federale era stata sospesa per perizia psichiatrica. Era accusata di aver ucciso nel 2004 una donna incinta per rimuoverne il feto e rivendicarne la maternità.
Un delitto tremendo, efferato. Ma il delitto compiuto dallo stato che condanna a morte, anche è tremendo, efferato, solo che non ha giustificazioni.
Se l’omicidio è un gravissimo male, lo è sempre. Uno stato che condanna l’omicidio, non può commettere un omicidio, giacché commette il male gravissimo che condanna. Solo nel caso della legittima difesa, l’omicidio trova una sua giustificazione, giacché si è costretti ad uccidere per salvare la propria vita o la vita di altri, ma anche in questo caso l’omicidio non diventa un bene, resta un male. Un male che si è costretti a compiere.
Si fa l'abitudine a tutto,  compresa l'uccisione fredda e programmata di esseri umani. Hitler aveva creato strutture idonee per uccidere moltitudini d'innocenti. Gli stati in cui vige la pena di morte, hanno creato strutture idonee per uccidere persone colpevoli, ed ogni tanto, per errore, qualche innocente. C'è un'enorme differenza, è vero, però ci sono anche innegabili analogie. Ciò che sconcerta in coloro che sostengono ancora oggi la pena di morte, è la confusione tra sentimento e ragione, nonché la rinuncia a quest'ultima. Chiedono, per mettere in imbarazzo chi non è d'accordo: «Saresti dello stesso parere, se avessero ucciso un tuo familiare?». E cadono così nella confusione tra sentimento e ragione.
Renato Pierri

Sunday, January 10, 2021

https://www.affaritaliani.it/cronache/chiesa-usa-schierata-dalla-parte-del-potere-715543.html

 

  https://www.affaritaliani.it/cronache/chiesa-usa-schierata-dalla-parte-del-potere-715543.html

Affaritaliani 10 gennaio 2021
 Chiesa USA schierata dalla parte del potere
Convenienza e paura, credo siano questi i due motivi che inducono spesso uomini della Chiesa a schierarsi dalla parte del potere. Capisco la paura, non la convenienza, sebbene un cristiano non dovrebbe cedere neppure alla paura. Alle volte, però, si tratta della sopravvivenza, e quindi il cedere alla paura diventa comprensibile. A loro volta gli uomini che hanno il potere, spesso promulgano leggi per accattivarsi la simpatia della Chiesa. 
Ho ricevuto da "Noi siamo Chiesa", la dichiarazione delle Organizzazioni Cattoliche per il Rinnovamento della Chiesa (che fanno parte del COR, Catholics Organisations for Renewal).
Ne trascrivo alcune righe qui di seguito.
"Siamo indignati e condanniamo inequivocabilmente il violento assalto al Campidoglio degli Stati Uniti d'America cui abbiamo assistito il 6 gennaio 2021. Nello stesso tempo, come cattolici dall’interno della nostra Chiesa, deploriamo la complicità e la partecipazione della comunità cattolica statunitense nel promuovere il clima che ha incoraggiato e reso possibile tale violenza... Il caos e la violenza che hanno terrorizzato la nostra nazione mercoledì è stato il risultato diretto e prevedibile di oltre quattro anni di retorica violenta, razzista, xenofoba e misogina del presidente Trump - retorica che molti vescovi statunitensi hanno ripetutamente omesso di nominare e di condannare sia individualmente che collettivamente. Washington, 8 gennaio 2021".
Ad indurre una parte del mondo cattolico, vescovi e preti, ad appoggiare in USA la presidenza Trump, non è stata certamente la paura. Sicuramente la convenienza, il do ut des.
Renato Pierri

Thursday, January 07, 2021

L'assurdo versetto 3, 22 della Genesi

 

L'assurdo versetto 3, 22 della Genesi
Quando gli esegeti si trovano davanti a versetti della Bibbia assurdi, irragionevoli, anziché riconoscerne l'assurdità, si arrampicano sugli specchi per renderli logici, ragionevoli. Così è per il versetto 3,22 della Genesi: "Il Signore Dio disse allora: «Ecco che l'uomo è diventato come uno di noi, conoscendo il bene e il male! Ed ora che egli non stenda la sua mano e non prenda anche l'albero della vita, sì che ne mangi e viva in eterno!».
L'assurdità sta nel fatto che Dio dica che l'uomo è diventato uguale a lui, e che dia ragione al serpente che aveva detto a Adamo ed Eva:  «Dio sa che nel giorno in cui ne mangerete, si apriranno i vostri occhi e diventerete come Dio, conoscitori del bene e del male » (3,5).
Come se la cavano i commentatori? Dio fa dell'ironia! Ecco il commento, ad esempio, del biblista Emanuele Testa:  "Con una frase velata d'ironia... si apre una nuova descrizione del giudizio di Dio sull'uomo peccatore. Il rapporto tra Dio e uomo è ormai irrimediabilmente spezzato" (La Bibbia - Nuovissima versione dei testi originali, Edizioni Paoline).
Ma se la prima frase fosse ironica, perché poi aggiungere la seconda e passare ai fatti, allontanando l'uomo dall'albero della vita? Semplicemente è una delle tante incongruenze, delle tante ingenuità presenti nel libro della Genesi.
Renato Pierri



 

Saturday, January 02, 2021

L'inquietante presenza del male nel mondo

L'inquietante presenza del male nel mondo

Un amico mi scrive: «Renato, io non capirò mai perché noi cattolici dobbiamo considerare con grande stima, onore e rispetto il Dolore. I nostri sacerdoti sono malati cronici di dolorismo e algofilia. Ci bombardano con la giaculatoria del Dolore che purifica, innalza, santifica, fa guadagnare punti per il Paradiso. Quello degli altri, però. Avevo letto che persino Madre Teresa rifiutava gli antalgici ai suoi malati.

Io penso che il dolore, che sia psichico, fisico o psicofisico sia solo fonte di orrore e disperazione. Ne ebbe terrore anche Cristo, che si sentì abbandonato da Dio per ben due volte. Del resto, noi adoriamo da sempre un Cristo appeso a una croce, non quello sereno Pantocrator, su un fulgido sfondo dorato, come nelle basiliche paleocristiane».

Ed ecco la mia risposta:

Che dirti, Franco? I problemi irrisolti, le domande senza risposta inquietano, non lasciano dormire tranquilli, e così c'è un bisogno da parte di molti di mettere a posto le cose, di far quadrare i conti. La presenza del male nel mondo disturba? Inquieta? Allora trasformiamo il male in bene, diciamo che anche il male in fondo è un bene, e il problema è risolto. Un'errata interpretazione del vangelo ha indotto addirittura molti santi a preferire i malanni alla salute, a procurarseli, ad invocarli da Dio e ad essere persuasi che il buon Dio glieli mandasse. Vere e proprie aberrazioni.

Riguardo al simbolo della croce, ti riporto parte di un mio scritto di ben quindici anni fa.

La chiesa primitiva cercò di reprimere per lungo tempo l'uso di farsi immagini di Gesù, poiché osservava il Decalogo che proibiva di fare "scultura e alcuna immagine né di quello che è su nel cielo, né di quello che è quaggiù sulla terra" (cf Es 20,4), ma si può essere certi che se gli apostoli avessero voluto raffigurare il Signore, non lo avrebbero mai ricordato in condizioni misere ed orrende, giacché il ricordo della flagellazione e della crocifissione suscitava in loro vivo ribrezzo. Non è possibile, infatti, ricordare una persona cara, suppliziata ed uccisa, effigiandola nei terribili momenti dell’agonia e della morte; occorre un certo distacco, mancanza d’amore, forse un po’ di cinismo. I due gravissimi atti con cui si conclude il processo a Gesù - la flagellazione e la condanna - sono appena accennati dagli evangelisti. La più antica rappresentazione del crocifisso, rappresentazione iconografica del supplizio di Gesù, risale al IV secolo (S.Sabina, a Roma).  Non è azzardato immaginare che qualora gli apostoli avessero avuto la possibilità di effigiare il loro maestro, volendo simboleggiare il suo sacrificio, lo avrebbero fatto servendosi della figura alla quale Gesù stesso era ricorso: la frazione del pane, ed oggi il cristianesimo non avrebbe come simbolo il crocifisso.

Renato Pierri