Sunday, June 30, 2019

Tasse. Un tipo di evasore meno colpevole

Tasse. Un tipo di evasore meno colpevole
Raffaele Pisani, scrive sul blog de L’Espresso – Lettere e Risposte del 29 giugno: “La flat tax sarebbe un danno sia per lo Stato sia per la collettività, sarebbe solo un proficuo vantaggio per i ricchi e un ulteriore schiaffo appioppato al ceto medio. In Italia non si evadono le tasse per colpa delle aliquote, evaderle è nel Dna della maggioranza degli italiani, è quello sfizio interiore di fregare il prossimo, Stato, Regione o Comune che sia! E’ la voglia pazza di dimostrare che sei più furbo degli altri, ti dà quell’adrenalina che ti fa sentire importante, “nu figlio ‘e ‘ntrocchia” (come diciamo noi napoletani), un uomo scaltro, intelligente... “.
Il simpatico poeta napoletano descrive un tipo di evasore riprovevole. Esiste però un altro tipo di evasore meno biasimabile. E’ l’evasore che in qualche modo si fa giustizia da sé. Vedendosi maltrattato dallo Stato o dalla Regione o dal Comune, cerca di non pagare un cattivo servizio o di pagare il giusto.
Faccio un esempio: a Roma si pagano fior di quattrini di tasse per la raccolta dei rifiuti da parte del Comune. Bene, il servizio pagato profumatamente dai cittadini è del tutto insoddisfacente. E’ come andare in un ristorante, pagare profumatamente un pranzo ed essere serviti con cibo di pessima qualità. Il padrone del ristorante ruba soldi al cliente. Sarebbe giusto che il cliente trattenesse parte denaro chiesto e pagasse la cifra corrispondente al servizio che gli viene reso. Così, il tipo di evasore che si fa giustizia da sé, trattiene il denaro che lo Stato o la Regione o il Comune gli tolgono ingiustamente. In altre parole: tu mi servi male? Io non ti pago o ti pago il giusto.  Ovviamente non voglio giustificare l’evasore fiscale, mi sono limitato a descrivere un tipo di evasore, colpevole in misura minore rispetto a quello descritto da Raffaele Pisani
Renato Pierri
 
 

Roma. Conviene riaprire il parco anziché riparare la fogna


Roma. Conviene riaprire il parco anziché riparare la fogna
La notizia bella: “Il giorno 27 giugno la Sindaca di Roma Virginia Raggi, insieme alla Presidente del IV Municipio Roberta Della Casa ha presenziato al via dei lavori per la riapertura del Parco di Piazzale Loriedo”. Da molti mesi il parco, piccolo e bellissimo, era in uno stato di completo abbandono. Finalmente, dopo moltissime, reiterate richieste, la Sindaca ha annunciato che il parco sarà restituito ai cittadini di Colli Aniene. Peccato che Roberta Della Casa, non abbia invitato la Sindaca a fare altri due passi, fino a Via Mummucari 25, dove da mesi c’è una fogna rotta che sparge liquami puzzolenti nei sotterranei del palazzo, tenendo, con questo caldo, a bagnomaria le fondamenta dell’edificio 3. I signori dell’Ufficio Tecnico del IV Municipio (Presidente per l’appunto Roberta Della Casa) fanno orecchie da mercante. I cittadini che soffrono a causa della fogna rotta, sono in numero minore rispetto ai cittadini che soffrono per la mancanza del parco. Ecco perché i signori del Comune preferiscono provvedere al parco e non alla fogna, che avrebbe la priorità su tutto giacché di tratta di salute e di sicurezza. Ultima speranza: è stato inviato esposto alla Procura della Repubblica.

Carmelo Dini

Friday, June 28, 2019

L’illusione dei frutti spirituali a Medjugorje

L’illusione dei frutti spirituali a Medjugorje
“Tanta fede sbagliata e tanto business a Medjugorje”, è il titolo di un pezzo che ho pubblicato sul blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi. Un lettore ha così commentato: “I frutti di Medjugorje sono la risposta al signor Pierri. E i 10 segreti svelati e realizzati nel loro contenuto con i veggenti ancora in vita sarà la vittoria finale su chi li denigra”. Trascrivo la mia risposta.
La ringrazio, gentile lettore, per il commento, anche se non lo ritengo corretto. Di norma quando non si è d’accordo su un articolo, si entra nel merito di ciò che si legge, e si confutano i punti sui quali c’è divergenza.
Le faccio un esempio:  io non sono d’accordo su ciò che lei scrive, e le spiego perché confutando i punti che ritengo sbagliati. Lei afferma: “I frutti di Medjugorje sono la risposta al signor Pierri”. E’ ciò che credono molti, che crede Paolo Brosio, che crede persino il Papa, pentito forse d’aver detto riguardo a Medjugorje che la Madonna non è una postina, ed altre cose ancora avendo perfettamente capito che “altre cure su nel cielo ha le Vergine Maria”.
Ora, il fatto che maghi e fattucchiere e cartomanti conseguano grande successo, abbiano molti seguaci, non significa che dicano e facciano cose vere. Tanta è la gente suggestionabile. Crede che a Medjugorje appaia veramente la Madonna e vengono fuori i frutti. Il fatto che milioni di persone seguissero con entusiasmo Mussolini, credessero in lui, non significa che Mussolini dicesse cose vere. Matteo Salvini, magari in buona fede, non dice cose vere, eppure sono tantissime le persone che gli credono e sono entusiaste di ciò che dice. I veggenti di Medjugorje, magari in buona fede, non dicono cose vere, eppure sono tantissime le persone che gli credono e sono entusiaste di ciò che dicono. Così va questo povero mondo
Poi scrive: “E i 10 segreti svelati e realizzati nel loro contenuto con i veggenti ancora in vita sarà la vittoria finale su chi li denigra”.
Dove c’è luce non ci sono segreti. I segreti appartengono alle tenebre. I banditi hanno segreti, i mafiosi hanno segreti. Le persone oneste non hanno segreti. Una Madonna con segreti non è una Madonna credibile. E’ ciò che scrivo anche a proposito dei segreti Fatima, nel mio libro “Nostra Signora di Fatima. La Madonna di un falso cristianesimo” (Mind Edizioni”). Ma un segreto ha sempre un suo fascino. Figuriamoci i segreti della Madonna! 
Renato Pierri


Thursday, June 27, 2019

Le nuove streghe sulla Sea-Watch

Le nuove streghe sulla Sea-Watch
Sebbene con una partecipazione minore di popolazione e forse con minore odio, però in qualche modo si ripete il fenomeno che accadeva qualche secolo fa, quando le condizioni economiche e sociali del popolo erano pessime, e la caccia alle streghe divenne un modo di sollevare la classe dominante e il clero dalle loro responsabilità. Classe dominante e clero riuscivano con arte sottile ad incattivire il popolo e a indicargli il nemico causa dei suoi mali. Oggi il capro espiatorio, le nuove streghe, sono gli emigranti. E ad incattivire la gente o perlomeno a renderla indifferente, è il ministro dell’Interno. Oggi una quarantina di nuove streghe si trovano sulla nave Sea-Watch.
Se la gente che segue Matteo Salvini non si fosse incattivita o perlomeno non fosse diventata indifferente, gli farebbe capire chiaramente che sta commettendo un grave errore.
Renato Pierri  


Monday, June 24, 2019

La metamorfosi di un vecchio giornalista

La metamorfosi di un vecchio giornalista
Sono stato costretto a cambiare canale, non ci crederete, ho smesso di guardare la trasmissione. Già la sera prima avevo visto un film tristissimo e la notte è arrivato puntuale il brutto sogno, e così, mi sono detto, non ci voglio ricascare, la sera non devo guardare cose che mi rattristano o che mi irritano o mi sconcertano.  Che so? Quel vecchio giornalista mi ha fatto impressione, così ridotto, trasformato, e non sono riuscito a guardarlo, a sentirlo parlare, e vederlo sorridere. Sorridere? Perlomeno mi pareva che sorridesse, che so?  Mamma mia, che impressione! Ed avrà pagato fior di quattrini per farsi ridurre così? Se mi pagassero fior di quattrini, se mi regalassero il mondo intero, non accetterei mai che qualcuno mi trasformasse il viso a quel modo. Non so, sarà stata forse anche la scossa di terremoto poco prima ad innervosirmi un po’. Ma a sconcertarmi è stata anche l’indifferenza del conduttore e degli ospiti presenti. C’era un’attrice tanto carina, che sorrideva al vecchio giornalista dal volto mutato, mutatissimo, sorrideva come se non si fosse accorta di nulla, come se trovasse normale la metamorfosi. Sarò un po’ strano io? Può darsi, sicuramente, anzi,  ma la notte non voglio incubi.
Renato Pierri


Saturday, June 22, 2019

A Medjugorje è mancato il controllo della Chiesa sui veggenti

A Medjugorje è mancato il controllo della Chiesa sui veggenti

A differenza di Fatima e di Lourdes, a Medjugorje è venuto a mancare il controllo della Chiesa sui veggenti. I fatti si svolsero ben diversamente sia a Lourdes sia a Fatima. Le autorità ecclesiastiche in entrambi i casi intervennero a breve distanza di tempo dalle prime apparizioni per mettere al sicuro i veggenti. Merito fu anche delle due belle Signore, sia quella apparsa nella grotta di Massabielle sia quella apparsa su un elce ad Aljustrel nei pressi di Fatima, giacché saggiamente furono loro, le belle Signore, a porre fine alle apparizioni. La bella Signora (la Madonna è sempre bella) di Medjugorje ha voluto strafare continuando ad apparire ininterrottamente per molti anni sino ad oggi, e si è data la zappa sui piedi.
Trascrivo dal mio libro “Nostra Signora di Lourdes, La Madonna che non conosceva il Vangelo (Mind Edizioni): «Era necessario proteggere Bernadette. I veggenti vanno protetti. E don Peyramale - di sua iniziativa o per suggerimento del vescovo?- tornò alla carica aiutato dal sindaco Lacadé: Bernadette sarebbe entrata come malata indigente nell’ospizio, che il sindaco sovvenzionava e le suore di Nevers gestivano, e avrebbe avuto la possibilità di frequentare la scuola. Bernadette non poté ricusare per la seconda volta il grande favore che le veniva concesso dal buon parroco. Accettò col patto che potesse ogni tanto andare a trovare la famiglia. E perché no? Ma soltanto se accompagnata da una suora.
La stessa cosa accadde alla veggente di Fatima. Lucia aveva compiuto quattordici anni, era estroversa, amante delle feste e della compagnia. La gente continuava ad assillarla con domande sulle apparizioni, e la situazione cominciò a preoccupare le autorità ecclesiastiche. Un giorno sparì dal paese e nessuno seppe dove fosse andata, tranne i genitori, ovviamente, che tennero il segreto. A consigliarle di entrare nel collegio delle suore Dorotee di Vilar (Oporto) fu il vescovo José Alves Correia da Silva. Lucia avrebbe mai potuto dire di no al vescovo José Alves Correia da Silva? L’ecclesiastico riuscì a strapparle la promessa di non rivelare il proprio nome neppure alle suore. Si sentì importante, Lucia, molto importante, così come importante, molto importante si sentì in cuor suo la nostra Bernadette.
Il 15 luglio 1860 Bernadette entrò nell’ospizio. Poté usufruire di una stanza privata, e di cibo abbondante alla mensa del convitto.  Si stava “costruendo” la futura suora di Nevers» (pagg. 106 – 107). Questo avvenne a Lourdes e a Fatima.
La Chiesa non ha voluto o non ha potuto esercitare un controllo sui veggenti di Medjugorje.
Renato Pierri

Friday, June 21, 2019

Tanta fede sbagliata e tanto business a Medjugorje


Tanta fede sbagliata e tanto business a Medjugorje
“Medjugorje: fede o business?”, è il titolo che Paolo Del Debbio ha dato ad un programma dedicato  ai fatti di Medjugorje. La risposta è: tanta fede sbagliata e tantissimo business. Non c’era nessuno, però, tra i presenti in grado di far notare che la fede in una Signora che dà messaggi in contrasto col Vangelo, è una fede sbagliata. Ne trascrivo alcuni finiti nel dimenticatoio, giacché tra i primi assurdi messaggi della bella Signora. Il primo è di una Signora ignorante del Vangelo: "Mi domandate di quella donna che vorrebbe lasciare il marito perché la fa soffrire. Io dico: resti con lui e accetti la sofferenza. Anche Gesù ha sofferto" (29 agosto 1981). Una madre saggia e amorevole non farebbe mai un discorso del genere ad una figlia. La sofferenza di Gesù, stando al Vangelo, aveva uno scopo preciso. Il secondo è di una Signora pignola e poco intelligente: "La messa di Natale sia celebrata a mezzanotte e non alla sera" (19 settembre 1981). Idea di una mente infantile e sciocchina. Il terzo è di una Signora superstiziosa: "Dovete sapere che Satana esiste...Portate addosso oggetti benedetti e poneteli anche nelle vostre case" (14 aprile 1982). Questa la Madonna di Medjugorje. E se la chiamassimo Madonna di quei simpatici uccelli del genere strix? La Madonna degli allocchi?
Il prete e scrittore Mauro Leonardi scrive sul suo blog; “Io ho avuto la fortuna di conoscere da vicino Marija Pavlovic Lunetti e Jelena Vasilj e sono moralmente certo che non mentono e non hanno mai mentito su nulla”. Ma è questo il problema? Appurare se le veggenti di Medjugorje siano delle bugiarde, delle imbroglioncelle? No. Il problema è appurare se non siano loro ad ingannarsi,  se non abbiano preso e non continuino a prendere lucciole per lanterne,  a non scambiare le proprie fantasie per realtà. Esiste un metodo facilissimo per appurarlo. Ed è quello cui sono appena ricorso. Lo stesso metodo che ho usato per scrivere i miei libri su Lourdes e su Fatima. Il problema non è se siano credibili i veggenti, ma se sia credibile la Madonna della loro immaginazione.
I veggenti di Medjugorje hanno sfruttato e stanno sfruttando economicamente le apparizioni, col benestare della loro Madonna, giacché tra gli infiniti messaggi si è guardata bene dall’inserirne uno almeno, indirizzato a loro, analogo a questo: «Nessun servo può servire a due padroni; perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro; voi non potete servire a Dio e a mammona» (Lc 16, 13). Una Madonna diversa dal Figlio. Una Madonna poco credibile.
Renato Pierri





































Thursday, June 20, 2019

Virginia Raggi e l'incapacità di rendersi conto


Virginia Raggi e l'incapacità di rendersi conto
Su Facebook, Virginia Raggi dichiara d’essere «determinata, altro che incapace. Determinata a cambiare la mia città – dice -  a dare voce a chi non l’ha mai avuta, e a lottare per chi è sempre stato abbandonato e disprezzato da quei “capaci” che hanno azzannato Roma e l’hanno messa in ginocchio. Stiamo invertendo la rotta». Ebbene, io guardo al mio orticello, giacché vivo nel mio orticello, e dico alla Raggi che mai gli inquilini della case d’edilizia popolare di Via A. Mammucari, si sono sentiti così abbandonati dagli amministratori come in questo periodo. Da dove devo cominciare? Da fuori al cancello d’entrata nel plesso. C’è una grande aiuola abbandonata che fa pietà a guardarsi, davanti all’aiuola, sulla strada, cassonetti per i rifiuti, e intorno ai cassonetti e sul marciapiede e sull’aiuola e sulla strada tanta spazzatura. Entriamo, e la prima palazzina a sinistra ha il grave problema della rottura di una fogna, i cui liquami hanno invaso i sotterranei mettendo a rischio la salute degli inquilini  e la sicurezza del palazzo. In altri tempi avremmo visto gli operai al lavoro subito dopo la segnalazione. Oggi completo abbandono. Le aiuole interne, curate degli inquilini, sono belle a vedersi, ma gli alberi? Alcuni abeti sono malati e i rami cadono a pezzi, un abete è crollato un giorno di forte vento, i rami dei pini entrano nelle finestre, andrebbero potati. Completo abbandono. L'intonaco delle pareti esterne dei palazzi si stacca, cade a pezzi, e la ruggine attacca inesorabilmente i tondini di ferro del cemento. Abbandono. Completo abbandono.  
Essere incapaci di amministrare è cosa grave,  essere incapaci di rendersi conto d’essere incapaci di amministrare è cosa gravissima. Preoccupante.
Carmelo Dini

Tuesday, June 18, 2019

Le armi mi fanno più paura dei ladri

Le armi mi fanno più paura dei ladri
La notizia: “Palma Campania (Napoli). Esasperato dalla musica ad alto volume proveniente dal chiosco sotto casa,  un signore di 83 che non riusciva a dormire, dopo un’accesa discussione è sceso in strada armato e ha sparato contro il proprietario del chiosco, uccidendolo. Oltre al titolare, sono stati colpiti la figlia e il genero, entrambi rimasti feriti gravemente”.
Ecco perché le armi mi fanno tanta paura e non vorrei mai averne una in casa. Qualcuno mi esaspera, perdo la testa e divento un  assassino. Scherziamo? E se mi fa arrabbiare la mogliettina? Dio me ne scampi! Mi fanno più paura dei ladri, le armi, anche se ovviamente ho paura dei ladri, specialmente dei ladri crudeli. Ma in questo caso si tratta di ladri del sonno, a quest’uomo rubavano il sonno. E’ stata quindi una sorta di legittima difesa? Insomma, non esageriamo. Infatti, non abbiamo sentito Matteo Salvini affermare che lui sta sempre dalla parte di chi si difende. Per fortuna! Oppure era distratto?

Renato Pierri

Saturday, June 15, 2019

Lourdes. Il Papa sembra cadere dalle nuvole

Lourdes. Il Papa sembra cadere dalle nuvole
Poca fede a Lourdes e troppo business. Preoccupato, papa Francesco, ha incaricato un suo delegato, monsignor Antoine Hérouard, vescovo ausiliare di Lille, affinché si prenda cura dei pellegrini che si recano al santuario. Il Papa sembra cadere dalle nuvole. Non sono sempre sorti intorno ai santuari grossi giri d’affari? E’ forse una novità? Pochi sanno che a Lourdes il commercio di “articoli religiosi” cominciò quando Bernadette era ancora una ragazzina, cominciò prima ancora che entrasse in convento. Trascrivo alcune righe dal mio libro “Nostra Signora di Lourdes. La Madonna che non conosceva il Vangelo” (Mind Edizioni): «A Momère, Bernadette trascorse il periodo forse più bello, più spensierato della sua vita. Vi si era recata per una breve vacanza, il 4 ottobre 1864, invitata dalla cugina Jeanne Védère, che era venuta a Lourdes con il padre... Fu anche il periodo delle fotografie. Il commercio delle immagini di Lourdes, della grotta di Massabielle, della statua della Madonna, degli occhioni malinconici di Bernadette, andava a gonfie vele. Già il fotografo Billard-Perrin, l’anno precedente, col permesso delle autorità ecclesiastiche, aveva avuto l’onore e il vantaggio economico di fotografare la veggente di Massabielle. Un giorno, arrivò a Momère, M. Dufour, editore di Tarbes. Il vescovo gli aveva concesso il permesso di fotografare la futura santa.  La ragazza fu condotta nello studio Annet di Tarbes, dove l’editore fece ben 16 clichés». Erano trascorsi appena sei anni dall’ultima immaginaria apparizione. Più avanti nel libro: «Ma Bernadette in mostra c’era, e anche troppo, e non sembrava affliggersene molto. Che le sue fotografie si vendessero in grande quantità, non era per lei un dispiacere. Avendo appreso che si vendevano a poco prezzo, scherzava dicendo che tanto lei valeva. Diventata suora, non si scandalizzò per essere stata raffigurata  in una vetrata della cattedrale di Nevers, e pure ci scherzò su. Bernadette non era nascosta agli occhi del mondo... Aveva bisogno di queste cose, suor Marie-Bernard...  A essere infastidita, invece, da quell’idea balzana di raffigurare in una cattedrale una persona vivente, fu solo la madre generale, che pregò insistentemente il vescovo di togliere quelle immagini dalla chiesa. Preghiere vane. La vetrata stava bene al vescovo e stava bene a Bernadette. A eliminare l’immagine di Bernadette dalla cattedrale, provvidero i bombardieri che sorvolarono Nervers nel luglio del 1944».

Renato Pierri

Wednesday, June 12, 2019

L’ideologia gender inventata dalla Chiesa

L’ideologia gender inventata dalla Chiesa
Su Avvenire del 10 giugno: «Il gender rimane ideologia inaccettabile perché nega “la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna, prospetta una società senza differenza di sesso e svuota la base antropologica della famiglia". Tuttavia occorre distinguere tra ideologia e studi di genere».
Gli uomini della Chiesa prima inventano un problema e poi sprecano fiumi di parole per risolvere il problema inventato, in questo caso prima si sono inventati il fantasma dell’ideologia gender che non esiste, e poi fiumi di parole per combattere il fantasma inesistente. Ditemi voi quale autore un po’ mentecatto nega la differenza tra uomo e donna, in quale libro si afferma che non c’è differenza tra uomo e donna. Ditemi voi quale autore un po’ mentecatto prospetta una società senza differenza di sesso, in quale strambo libro si prospetta una società senza differenza di sesso. Ma ammesso che l’autore mentecatto esista, perché la Chiesa deve pensare che la gente possa prenderlo sul serio? Riguardo alla famiglia, vale la pena citare le parole di Chiara Saraceno che si basa su fatti e non sulla fantasia: “La storia della civiltà presenta un pressoché inesauribile repertorio di modi di organizzare e attribuire significato alla generazione e alla sessualità, all’alleanza tra gruppi e a quella tra individui – di costruire appunto famiglie. Poligamia, poliginia e monogamia, patrilinearità e matrilinearità, sono alcune delle forme in cui si sono organizzati i rapporti di sesso e generazione socialmente riconosciuti e in cui hanno trovato collocazione paternità, maternità, filiazione, appartenenze, con un legame spesso molto tenue, quando non assente, con i fatti biologici della sessualità e della generazione”(“Coppie e famiglie”, Feltrinelli).
Renato Pierri
 
 
 

Monday, June 10, 2019

Mai parole nuove nelle apparizioni mariane


Mai parole nuove nelle apparizioni mariane
Un lettore sul blog di un noto settimanale chiede come mai la Madonna apparirebbe sempre a persone poco istruite o addirittura analfabete. In realtà, anche persone non ignoranti  hanno riferito di aver avuto apparizioni mariane. Interessante, però, è osservare che i “messaggi” ricevuti sono perfettamente rispondenti al grado di cultura del veggente. Non accade mai che la Madonna dica ai veggenti qualcosa che sia al di fuori delle loro cognizioni. Mi spiego meglio: un insegnante può comunicare ai propri alunni concetti nuovi, persino parole nuove, inesistenti nel loro vocabolario. La Madonna non comunica mai concetti nuovi, né parole nuove ai veggenti.
La Madonna di Kibeho, ad esempio, disse alla sedicenne Alphonsine Mumureke: "Io sono la Madre del Verbo", ed è ovvio che le studentesse del collegio gestito da suore, avessero sentito parlare del Verbo e della Madre, e certamente qualche suora aveva spiegato alle alunne che la Madonna era la Madre del Verbo.
A Marie Ratisbonne,  ebreo convertito al cristianesimo, la Madonna non disse una parola. La cosa interessante, però, è l’immagine della Madonna che egli vide: la stessa che era effigiata sulla Medaglia Miracolosa che portava sul petto per ragioni non di fede. La stessa immagine che era nella sua mente. Non sarebbe stato più logico, più credibile il miracolo, se gli fosse apparsa l’immagine di una donna della Palestina, e lui avesse ugualmente capito con certezza che si trattava della madre di Gesù?
La Signora di Lourdes disse a Bernadette: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Peccato non si fosse annunciata in quel modo a qualche bambina prima e non a distanza di qualche anno dalla promulgazione dell’articolo di fede. Niente di veramente nuovo neppure per la veggente di Lourdes.
Renato Pierri





Wednesday, June 05, 2019

Virginia Raggi e la fogna rotta che aspetta

Virginia Raggi e la fogna rotta che aspetta
“Abbiamo stanziato 12 milioni di euro per il recupero delle ville storiche della nostra città”, così scrive Virginia Raggi su Facebook. Una cosa bellissima, così come sono bellissime le piste ciclabili, bellissimi, forse, non so, i gialli contenitori sparsi in tutte le strade di Roma per la raccolta degli abiti usati. Tutte cose belle, magari necessarie, ma prima di queste cose belle e necessarie non sarebbe urgente, necessario, inevitabile, riparare una fogna rotta che ha inondato di liquami i sotterranei della palazzina 3 di via A, Mammucari 25, case di edilizia popolare? Prima delle ville storiche, delle piste ciclabili, dei cassonetti gialli, non c’è la salute dei bambini che abitano in quel palazzo e che, col caldo che avanza, si troveranno circondati da nugoli di zanzare e schifosissimi scarafaggi alati? Riparare una fogna rotta non è una assoluta priorità, per di più che a lungo andare i liquami in cui sono ammollo le fondamenta, potrebbero compromettere la sicurezza del palazzo?
E triste dirlo, ma alle volte viene la nostalgia di amministratori forse non del tutto corretti, ma esperti e capaci. Facevano il loro interesse, ma, forse sempre nel loro interesse, anche quello dei cittadini.

Carmelo Dini

La nobiltà d’animo di un giornalista

La nobiltà d’animo di un giornalista
Ma sì, il buon giornalista, il simpatico giornalista, il giornalista sornione, aveva promesso di non replicare alla mia lettera di risposta alla sua. Aveva promesso.  Ma la mia risposta dimostrava chiaramente, inequivocabilmente che il giornalista aveva preso belle cantonate, gli faceva fare, insomma, una tapina figura davanti ai lettori del suo blog. Come rimediare? Come vendicarsi dell’affronto? Presto fatto: anziché rispondere lui, lascia la parola ad uno sconosciuto lettore, e pubblica una lettera piena d’insulsaggini, di gratuite cattiverie, d’idiozie nei riguardi del sottoscritto. Va bene, non è cosa grave, sui social, capita di tutto, anche di essere offesi senza motivo da sconosciuti. Perlomeno io non lo conosco, magari lo conosce bene il sornione, chissà? Ma la cosa triste è costatare che un giornalista possa approfittare del piccolo potere che ha in mano di pubblicare o cestinare le lettere, per prendersi una misera soddisfazione. A chi poteva, infatti, interessare simile lettera, sciocca e livorosa ad un tempo?
Renato Pierri 


Monday, June 03, 2019

Un suggerimento per la parata militare

Un suggerimento per la parata militare
Le automobili non avrebbero bisogno d'essere belle, basterebbe che fossero resistenti, funzionali e comode, ed invece devono essere anche belle, lucide, fiammanti, dalla forma armoniosa e attraente, altrimenti non se ne vendono abbastanza. Anche le modelle e i modelli che presentano i vestiti devono essere belli, e belli devono essere i vestiti. Tutto per essere ben venduto deve essere anche bello. Pure le armi devono essere belle. Basterebbe che fossero funzionali, capaci di uccidere con estrema precisione, oppure in grado di fare la maggiore devastazione possibile, di distruggere, annientare, eliminare, inquinare. Ed invece, per essere ben vendute, anche le armi devono essere belle, lucide, attraenti, facili ad essere maneggiate e magari accarezzate. Per me la parata militare è un'occasione per ammirare tanta bellezza tutta insieme. Mentre ammiro, mi figuro anche le guerre; le guerre necessariamente belle e attraenti, giacché fatte con armi belle e attraenti. Del resto, se vediamo una falce lucida e tagliente, il pensiero va subito all’erba verde e profumata, alle bionde spighe di grano. Alle armi associamo la guerra e la morte. Così vorrei suggerire, in occasione della bella festa del due giugno,  di mettere grandi schermi lungo la Via dei Fori Imperiali, con belle scene di guerra. La gente in tal modo potrà vedere gli effetti dei fucili belli, delle mitragliatrici belle e dei cannoni belli. Gli effetti delle bombe su case, mercati, ospedali, corpi amputati bruciati spezzati dilaniati. E tanto sangue. Sangue d’innocenti, per lo più.
Renato Pierri


Saturday, June 01, 2019

Curiosità a proposito di affidamenti a Maria

Curiosità a proposito di affidamenti a Maria
Matteo Salvini ha affidato l’Italia al Cuore Immacolato di Maria. Questa faccenda dei cuori sacri e immacolati, di Gesù e di Maria, come se fossero qualcosa di separato dalle persone cui appartengono, è abbastanza curiosa. E’ abitudine di non pochi fedeli recitare preghiere per Gesù, e preghiere per il suo Sacro Cuore, preghiere per la Madonna, e preghiere per il Cuore Immacolato di Maria. Nella mente infantile di Lucia, la pastorella decenne di Fatima, sicuramente il Cuore Immacolato di Maria non s’identificava con la Madonna, e questo spiega perché la bianca Signora, alla Cova da Iria, parlasse del Suo Cuore Immacolato come se fosse altro da sé: “No, figlia mia. Ti farà compagnia e ti consolerà il mio Cuore Immacolato”. Sarebbe stato più logico che dicesse: “Penserò io a farti compagnia e a consolarti”. E per lei, adulta in monastero, per suor Lucia del Cuore Immacolato per l’appunto, la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria fu un vero e proprio assillo. Quando Lucia, il 17 giugno 1921, era entrata in convento, nelle parrocchie, nelle case religiose e nei monasteri era ancora vivo il ricordo dei tempi tristi della Prima repubblica in Portogallo, delle espulsioni, delle carcerazioni, delle umiliazioni subite da suore, frati e sacerdoti. E questo spiega perché la consacrazione della Russia comunista al Cuore Immacolato divenne per lei un pensiero fisso.
La Signora di Fatima ogni volta che nominava il suo cuore, non poteva fare a meno di aggiungere “immacolato”. E’ come se una donna dagli occhi belli, parlando dei suoi occhi, aggiungesse ogni volta “belli”: Mi è entrata della polvere negli occhi belli. mi lacrimano gli occhi belli.
Giovanni Paolo II, nel suo “Atto di affidamento”, non nominò la Russia, sebbene fosse sottinteso. Scrisse, infatti: “In modo speciale Ti affidiamo e consacriamo quegli uomini e quelle nazioni, che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno particolarmente bisogno”.
Ad ogni modo, sono gli uomini della Chiesa, papi e cardinali a fare affidamenti e consacrazioni. A suor Lucia non passò neppure per la mente, sebbene di fantasia ne avesse tanta. di affidare lei stessa la Russia al Cuore Immacolato di Maria. Matteo Salvini in quel momento deve essersi sentito un cardinale o un papa, così come alle volte si sente poliziotto, altre volte pompiere.
Renato Pierri