Monday, March 23, 2020

La preghiera e le domande a Gesù che gli apostoli non fecero


La preghiera e le domande a Gesù che gli apostoli non fecero
“Poi aggiunse: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti; e se quegli dall'interno gli risponde: Non m'importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli; vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza. Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!»” (Lc 11, 5 – 13).
Un apostolo prese la parola: “Scusa, Maestro, ma tutto possiamo chiedere con insistenza al Padre nostro celeste? Possiamo chiedergli di farci pescare tantissimi pesci? Di toglierci una malattia? Di liberarci da un’epidemia? Di mantenerci a lungo in vita?”. Gesù rispose: “Non capite ancora? Avete il cuore indurito? Avete dimenticato che cosa vi dissi? Non affannatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in ­aggiunta”.
L’apostolo rispose: “Ho capito, Signore, possiamo stare tranquilli. Dobbiamo chiedere soltanto lo Spirito Santo, alle altre cose ci pensa il Padre celeste”.
Intervenne un altro apostolo: “Scusa, Maestro, ma il Padre celeste non sa che le sue creature hanno bisogno dello Spirito Santo? Perché dobbiamo chiederglielo con insistenza?”. Gesù non rispose. Era tutto intento a tracciare dei segni per terra con il dito.

Renato Pierri

Sunday, March 22, 2020

Apologo dello scorfano dubbioso

Apologo dello scorfano dubbioso
 Un uomo possente, esperto di nuoto, sedeva sugli scogli. Il figlio, adulto, ma non esperto e forte come il padre, stava facendo il bagno. Trovandosi in difficoltà, prese a chiedere aiuto a gran voce, chiamò il padre una, due, cento volte. Perì tra i flutti. Un granchio corridore non riusciva a capire: “Fratello riccio, come è possibile? Perché l’uomo sugli scogli che tanto amava il figlio, non è intervenuto prima ancora d’essere chiamato, d’essere pregato, supplicato?”. Ma neppure il riccio capiva. Intervenne una patella: “Forse non l’amava abbastanza, forse non l’amava per niente”.  Si senti la voce di una donzella: “Ma come può essere, giacché era suo padre?”. Nessuno capiva. Il granchio, che non si dava pace, riprese a parlare con voce cupa: “Forse era distratto, forse dormiva”. E la donzella: “Ma come può essere, giacché era suo padre, e sapeva del pericolo che correva il figlio?”. Passava di là uno scorfano: “Scusate se m’intrometto, ma siete certi che sugli scogli c’era un uomo?”. Il granchio e la patella e la donzella e il riccio risposero in coro: “L’uomo c’era, ma non sappiamo e forse non sapremo mai perché ha lasciato il figlio soffrire e morire”. Se n’andò lo scorfano scuotendo la testa dubbioso: “Secondo me, non c’era, non c’era, non c’era”.
Questa storiella è per papa Francesco, che ha dichiarato: "Ho chiesto al Signore di fermare l'epidemia: Signore, fermala con la tua mano. Ho pregato per questo".

Renato Pierri

Monday, March 16, 2020

Coronavirus e la preghiera delle Clarisse di Sant’Agnese

Coronavirus e la preghiera delle Clarisse di Sant’Agnese
«Come potrete immaginare abbiamo aggiunto alla nostra quotidiana preghiera dei momenti di Adorazione eucaristica in più; portiamo davanti all’immagine della Madonna delle Grazie l’umanità intera chiedendo che si fermi presto questa prova. È naturale per noi pensare a quello che fece s. Chiara di fronte all’incombere del flagello dei saraceni, o di fronte alle truppe di Vitale d’Aversa che voleva espugnare la città di Assisi. La sua unica arma fu l’eucaristia; il suo sostegno la preghiera: “Carissime figlie, da questa città, ogni giorno riceviamo molti beni; sarebbe grande empietà se al momento della necessità non le venissimo in soccorso come possiamo… Andate da nostro Signore e con tutto l’affetto implorate la liberazione della città”.
 Andate da nostro Signore: risuonano in noi queste parole, vorremmo che risuonassero anche in voi, nelle vostre famiglie, nelle vostre case, nei luoghi di lavori che ancora potete varcare. È quello che noi stiamo cercando di fare, obbedendo alle parole della madre s. Chiara che sono sempre attuali di fronte ad ogni nemico che la storia porta con sé».
Così, le Clarisse di Sant’Agnese, sul blog “come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi. A me fa sempre piacere quando qualcuno prega per me, non perché io pensi che quelle preghiere possano avere qualche effetto e cambiare la mia vita, ma perché so che ci sono persone che si preoccupano per me, che mi vogliono bene, insomma. Le Clarisse di Perugia pregano per l’umanità intera, vogliono bene a tutta l’umanità, compreso il sottoscritto, quindi. E’ una bellissima cosa. Mi lascia solo perplesso il concetto che le Clarisse hanno della preghiera. Intanto io alle generose monache vorrei far osservare che come i figli, in una famiglia, sono sempre nel pensiero di una madre, così l’umanità, costituita dalle creature di Dio, dovrebbe essere sempre davanti alla Madonna delle Grazie, altrimenti che madre è? Non ci dovrebbe essere bisogno di portare l’umanità intera davanti alla sua immagine. Poi: se i figli in una famiglia hanno bisogno dell’aiuto della mamma, questa, se è una madre amorevole, ha bisogno delle preghiere loro o di altri per aiutarli? Non dovrebbe farlo spontaneamente senza bisogno di preghiere? Altrimenti che madre è?
E allora? E’ inutile pregare? Credo che sia utile, così come è utile ad esempio, per un figlio malato, parlare alla madre, sentirla vicina, sentirne il calore, l’amore, le carezze, anche se è perfettamente consapevole che la madre non può togliergli di dosso il malanno che lo affligge.
Renato Pierri


Wednesday, March 04, 2020

Coronavirus? Colpa di Adamo ed Eva...


Coronavirus? Colpa di Adamo ed Eva...
“Il Catechismo della Chiesa cattolica spiega che il dolore, la malattia, la morte sono conseguenze del peccato originale dei nostri progenitori. Il cattivo uso della libertà da parte loro ha prodotto una corruzione che si è trasmessa ai discendenti ma che non è solo morale, relativa alla nostra inclinazione al male, ma anche fisica, riguardante tutto il creato”, così scrive Rodolfo Casadei in un articolo sul settimanale Tempi del 2 marzo, dal titolo: “Il coronavirus è un castigo?”. Il fatto è che il Catechismo non è il Vangelo, e nel Vangelo non c’è un solo versetto dal quale si possa dedurre che il dolore, la malattia, la morte siano conseguenze del peccato originale. Ma anche se il versetto ci fosse nel Vangelo, certamente non sarebbe da prendere alla lettera. A Rodolfo Casadei non passa per la mente di chiedersi in che modo, per quale magia, per quale sortilegio, il peccato dei progenitori abbia potuto produrre una corruzione che si è trasmessa ai discendenti. E non solo ai discendenti, agli innocenti, agli animali,  ma a tutto il creato. Si attribuisce ai progenitori un potere enorme: con la loro disobbedienza avrebbero trasformato l’opera del Creatore, tutta l’opera del Creatore, quella della quale era pienamente soddisfatto... Adamo ed Eva al Signore ruppero le uova nel paniere.

Renato Pierri