Monday, April 20, 2020
Il sacerdozio femminile e il sessismo della
Chiesa
Ho più volte dimostrato con argomenti a mio parere
inconfutabili, l’inconsistenza dei motivi addotti dalla Chiesa per negare alle
donne l’accesso al sacerdozio. E non mi stancherò di ripetere che non esiste
nessuna ragione seria per impedire ad una donna di diventare sacerdote.
L’ostacolo insormontabile, almeno fino ad oggi, è l’ostinazione degli uomini
della Chiesa, il loro maschilismo più o meno consapevole. Il loro sessismo, più
o meno consapevole. Credo che il prete e scrittore Mauro Leonardi, sappia che le
ragioni addotte dalla Chiesa lasciano il tempo che trovano, e così, sul blog
“Come Gesù”, ricorre ad un argomento diverso per giustificare la posizione della
Chiesa. Argomento cui aveva già fatto cenno nel luglio del 2014, quando ebbe a
scrivermi: “Io credo che nella chiesa ci siano due mani, due componenti che sono
il sacerdozio e la profezia. Il primo è maschile e il secondo è femminile. Gesù
ha affidato il sacerdozio ai maschi e la profezia alle donne: per questo sono
loro ad annunciare la resurrezione”. Al che io risposi, tra l’altro:
“Mauro, in realtà, il primo
componente è maschile e il secondo è maschile e
femminile... L’errore grave è di considerare le persone secondo
il genere cui appartengono, e non secondo la loro intelligenza, il loro
pensiero, il loro cuore”.
Adesso, don Mauro, è tornato sull’argomento,
dichiarando, tra l’altro: “La donna, per come è fatta, sa cogliere i sogni... e
in particolare i sogni di Dio... la donna incarna la profezia”. E allora?
Ammesso e non concesso che le donne più degli uomini sappiano cogliere “il sogno
profondo contenuto nella realtà”, perché mai questo dovrebbe essere un motivo
per escluderle dal sacerdozio? Che ragionamento è?
E’ triste costatare che ancora oggi, nel terzo
millennio, si possano fare discriminazioni in base al sesso, ancora più triste è
costatare che queste discriminazioni si attribuiscano con sconcertante
disinvoltura a Dio, oppure si facciano in nome di Dio.
Renato Pierri
Wednesday, April 15, 2020
Tutte buone le donne del vangelo?
Tutte buone le donne del
vangelo?
Esistono donne buone e donne cattive, uomini buoni e
uomini cattivi. Al tempo di Gesù, in Palestina, ovviamente era la stessa cosa:
donne buone e donne cattive, uomini buoni e uomini cattivi. Ma perché nessuna
donna nel vangelo entra in conflitto con Gesù, e ad entrare in conflitto con
Gesù sono solo uomini? Credo che l’unica spiegazione sia nella mentalità
patriarcale dell’epoca. Proviamo ad immaginare che l’Incarnazione avvenga in una
società prettamente matriarcale, dove ad aver importanza non è il pensiero degli
uomini, ma il pensiero delle donne, dove ad avere importanza non sono le idee
degli uomini ma le idee delle donne, non i comportamenti degli uomini, ma i
comportamenti delle donne. E’ molto probabile che in un vangelo di Gesù donna,
non si sarebbe parlato di conflitti di Gesù con uomini, ma di conflitti di Gesù
con donne. E questo perché? Semplicemente perché ad entrare in conflitto, sono i
pensieri, le idee, i comportamenti. Al tempo di Gesù, in Palestina, i pensieri
che contavano, le idee, i comportamenti che avevano importanza, erano i
pensieri, le idee, i comportamenti degli uomini, e questi entrarono per lo più
in conflitto con la predicazione di Gesù. Ben cinque conflitti Gesù ebbe che le
autorità religiose, e le donne non facevano parte delle autorità
religiose.
In lieve contrasto con Gesù, sembra entrare Maria
quando comunica al figlio che i commensali non hanno più vino. E lo stesso
sembra avvenire quando Marta si lamenta con Gesù, giacché la sorella l’ha
lasciata sola a servire. Entrambe ricevono una sorta di rimprovero da parte di
Gesù.
Detto questo, non si può escludere che in privato,
durante la vita prima della predicazione, Gesù non abbia avuto a soffrire a
causa di una donna, ma gli evangelisti non parlano della vita di Gesù adulto,
prima della predicazione.
Renato Pierri
Sunday, April 12, 2020
Diaconato femminile. Promessa di papa o di marinaio?
Diaconato femminile. Promessa di papa o di
marinaio?
Trascrivo da un comunicato di “Noi Siamo Chiesa”:
«L’8 aprile papa
Francesco ha deciso di istituire una nuova Commissione di studio sul diaconato
femminile. Egli ha quindi mantenuto la promessa fatta nel discorso conclusivo
del Sinodo panamazzonico, quando aveva detto di “fare propria la richiesta di
richiamare la Commissione, o magari aprirla con nuovi membri per continuare a
studiare in che forme esisteva nella Chiesa primitiva il diaconato
permanente”... Tuttavia, una volta scorso l’elenco dei componenti della nuova
Commissione, senza ovviamente mettere in dubbio di ognuno di essi la buona fede,
lo spirito di servizio alla Chiesa e la volontà di adempiere con impegno, rigore
e profondità al compito loro affidato, non possiamo non esprimere la nostra
perplessità, per almeno tre ragioni.
Prima di tutto salta all’occhio come, rispetto alla
prima Commissione, si sia ridotta la parità di genere. A comporla sono ora 5
donne e 7 uomini (di cui ben cinque appartengono all’ordine clericale)... In
secondo luogo impressiona il fatto che, sebbene l’esigenza della sua istituzione
sia nata nel contesto del Sinodo panamazzonico nonché come risposta a quanto lì
discusso e a una duplice domanda, quella dei padri sinodali, espressa nel n. 103
del Documento finale... a comporre la nuova Commissione non vi sia nessuna/o
proveniente dall'Amazzonia, anzi nessuna/o dell'America Latina, anzi nessuna/o
del Sud del mondo!
In terzo luogo, le persone designate a farne parte non
paiono avere alle spalle studi specifici sul tema e quando su di esso hanno
manifestato pubblicamente la propria opinione, lo hanno fatto tutte in senso
contrario a qualunque ministero ordinato per le donne... Ci pare dunque forte il
rischio di un’iniziativa “con esito preconfezionato”, che confermerebbe, ancora
una volta, la condizione di minorità riservata alle donne nella Chiesa,
deludendo quindi le attese di una grande parte della comunità
ecclesiale».
Peccato. Il timore del Papa e di tanti uomini della Chiesa è
che il diaconato femminile sia la strada per il sacerdozio femminile. Non sia
mai!
In una lettera sul blog de L’Espresso del 13 maggio
2016, scrivevo, tra l’altro: «Io credo che papa
Francesco, che è uomo sensibile e intelligente, sappia in cuor suo che è cosa
cattiva e ingiusta impedire ad una donna di abbracciare il sacerdozio. Credo che
papa Francesco sappia in cuor suo, che la Chiesa basa la sua irremovibile
posizione su un futile pretesto: “Gesù Cristo non ha chiamato alcuna donna a far
parte dei dodici” (Inter Insigniores). Le ragioni, però, che “obbligarono” Gesù
a non inviare delle donne
“come pecore in mezzo ai lupi” (Mt 10,16), oggi non
esistono più. Oggi non c’è nessuna ragione seria per escludere le donne dal
sacerdozio. Se il Papa lo dichiarasse apertamente, nella Chiesa ci sarebbe
davvero una rivoluzione. Rivoluzione che sicuramente avrebbe i suoi effetti
anche sulla nostra società».
Io credo che papa Francesco “sapeva in
cuor suo”, quando fece la promessa, e che questa è diventata come quella dei
marinai, per mancanza di coraggio. I marinai sono in buona fede quando fanno
promesse durante la tempesta, poi la tempesta passa e i marinai non hanno il
coraggio di mantenerle, le promesse.
Temo che le donne per accedere al diaconato dovranno
aspettare un papa sensibile, intelligente, ma anche coraggioso. Non è facile.
Campa cavallo, riguardo al sacerdozio.
Renato Pierri
Thursday, April 09, 2020
Cardinale Pell come Gesù? Non proprio.
Cardinale Pell come Gesù? Non
proprio.
L’Alta Corte australiana ha assolto il
cardinale Pell, poiché «esiste la possibilità significativa che sia stata
condannata una persona innocente». Così, nella sentenza. E le sentenze devono
essere rispettate. Forse, però, giacché il verdetto suona un po’ come
un’assoluzione per insufficienza di prove, sarebbe stato il caso di evitare
commenti del genere: «In questi giorni di Quaresima abbiamo visto la
persecuzione che ha subito Gesù, come i dottori della legge si sono accaniti
contro di lui: è stato giudicato con accanimento, essendo innocente. Vorrei
pregare oggi per tutte le persone che soffrono una sentenza ingiusta per
l’accanimento». Gesù era innocente, innocentissimo. Non esisteva la possibilità
significativa che fosse stato condannato un innocente. Esisteva la verità senza
ombra di dubbio che fosse innocente, innocentissimo. Quindi il paragone con
Gesù, non è corretto. Ma probabilmente papa Francesco aveva appreso la notizia
dell’assoluzione, senza conoscere i motivi che hanno spinto i giudici ad
assolvere il cardinale.
Renato Pierri
Monday, April 06, 2020
Matteo Salvini, cristiano che non conosce il cristianesimo
Matteo Salvini, cristiano che non conosce il
cristianesimo
"Non vedo l'ora che la scienza e anche il buon Dio,
perché la scienza da sola non basta, sconfiggano questo mostro per tornare ad
uscire. Ci avviciniamo alla Santa Pasqua e occorre anche la protezione del Cuore
Immacolato di Maria. Sostengo le richieste di coloro che chiedono, in maniera
ordinata, composta e sanitariamente sicura, di farli entrare in chiesa. Far
assistere per Pasqua, anche in tre, quattro o in cinque, alla messa di Pasqua”.
Così, Matteo Salvini su Sky TG24.
Non so se Matteo Salvini, sia sincero, oppure anche in
questo periodo di grave difficoltà per tutti, pensi a rimediare consensi, non lo
so. Una cosa so con certezza: che non conosce bene la religione cristiana. Ne ha
dato prova già altre volte. Ammesso che Dio decida di intervenire per eliminare
il coronavirus con la sua mano, come ha chiesto Papa Francesco, ammesso che il
Cuore di Maria (“immacolato” è pleonastico, ma va bene lo stesso) contribuisca a
debellare il morbo, perché mai quest’aiuto, questo miracoloso, straordinario
intervento non dovrebbe esserci ugualmente qualora le chiese restino chiuse? Un
cristiano che conosce il cristianesimo sa perfettamente che non cambia un bel
nulla. Anzi, il Signore e anche Maria dovrebbero essere felicissimi se la
chiusura momentanea delle chiese serve ad evitare che i loro figli si ammalino e
abbiano a soffrire, e a morire anzi tempo.
Renato Pierri
Wednesday, April 01, 2020
Gli appuntamenti di Lourdes, Fatima e Medjugorje
Gli appuntamenti di Lourdes, Fatima e Medjugorje
“Sono venuta a chiedervi che veniate qui sei mesi a
fila, il giorno 13, a questa stessa ora”. Molto precisa, la Madonna di Fatima,
informò subito i pastorelli di Aljustel delle sue intenzioni di non prolungare
troppo a lungo le sue apparizioni. Comportamento corretto, a mio parere. Quando
si fissano degli appuntamenti, è giusto stabilire data, ora e numero degli
appuntamenti. Brava e educata, perlomeno per quanto riguarda gli appuntamenti,
la bella Signora della Cova da Iria.
La Madonna di Lourdes non era precisa come quella di
Fatima. Non sembrava conoscere il galateo, la Signora di Bernadette.
Nell’ultimo degli appuntamenti di febbraio e marzo, che erano avvenuti un giorno
dopo l’altro, non disse a Bernadette che si sarebbe assentata per una ventina di
giorni. Bernadette, la rivide il 25 marzo, poi il 7 aprile e infine il 16 luglio
del 1858. L’ultima volta che apparve, il 16 luglio, non avvertì Bernadette che
non si sarebbe più fatta vedere. Niente. Sparì senza neppure salutare
Bernadette. Era fatta così la Signora della grotta di
Massabielle.
Bisogna però riconoscere che entrambe le Madonne si
comportarono saggiamente nel far durare le apparizioni per un tempo limitato,
sia per liberare i veggenti dall’assedio continuo della gente, sia per dar modo
alla Chiesa di pronunciarsi sulla veridicità delle apparizioni.
Di tutt’altro stampo la Madonna di Medjugorje. Non ha
mai comunicato ai suoi amati veggenti il numero degli appuntamenti. Solo adesso,
dopo 39 anni dalla prima apparizione, si è decisa ad annunciare alla veggente
Mirjana che le apparizioni del 2 di ogni mese si sono concluse. A riguardo, si
sono sparse false voci, che riporto per dovere di cronaca, ma alle quali
ovviamente non bisogna dare nessun credito. Qualche malizioso ha detto che la
causa è il coronavirus: i veggenti temendo il contagio, hanno smesso di fingere,
altri meno maliziosi hanno detto che i veggenti temendo il contagio, hanno
smesso di sognare. Qualche burlone ha detto che la bella Signora aveva timore di
portare il contagio in paradiso. Un altro ha assicurato che nell’ultima
apparizione la Signora aveva la mascherina. Tra tante voci ce ne sarà una con
qualche fondamento di verità?
Renato Pierri
